Giulia Sofia Bakunin

Giulia Sofia Bakunin spesso citata anche come Sofia Giulia o solo Sofia (Orselina, 17 gennaio 1870 – Napoli, 1956) è stata un medico italiana, tra le prime donne a conseguire una laurea in medicina in Italia e svolse attività scientifica presso l'Istituto Patologico degli Incurabili di Napoli partecipando successivamente all'assistenza agli esuli russi in Italia.

Biografia

Origini e formazione

Figlia di Antonina Kwiatkowska e dell'avvocato e socialista napoletano Carlo Gambuzzi, amico e collaboratore di Michail Bakunin, il quale, all'epoca marito di Antonina, riconobbe come propri i tre figli nati dalla relazione della moglie con Gambuzzi, dando loro il proprio cognome. Giulia Sofia crebbe insieme ai fratelli Carlo e Maria, detta Marussia, che sarebbe successivamente diventata una nota chimica.

Giulia Sofia nacque a Orselina, nel Canton Ticino, trascorrendo i primi anni della sua vita in Svizzera, prima nei pressi di Locarno, nella proprietà denominata La Baronata, e successivamente a Lugano. A seguito della morte di Bakunin, avvenuta nel 1876, si trasferì a Napoli, dove, insieme alla madre e ai fratelli, venne accolta nella villa di Gambuzzi a Capodimonte; tre anni dopo, nel 1879, la madre e il padre biologico si sposarono e Antonina ebbe un'altra figlia, Tatiana.

Nella città partenopea Giulia Sofia ricevette un'educazione accurata e frequentò, insieme ai fratelli, il Liceo classico statale Umberto I, per poi iscriversi alla facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università di Napoli, dove conseguì nel 1893 la laurea con il massimo dei voti e la lode, diventando così una delle prime donne a laurearsi nella disciplina in Italia. La formazione universitaria di Giulia Sofia avvenne in un periodo storico in cui, in Italia, l'accesso delle donne all'istruzione superiore, per quanto consentito dalla normativa del 1876, rimaneva ancora un fenomeno numericamente limitato, risultando così una delle poche decine di donne che tra il 1877 e il 1900 conseguirono una laurea in medicina nelle università italiane, rappresentando un'ulteriore eccezione per averla conseguita in un'università meridionale.

L'attività medica e scientifica

A seguito della laurea, Giulia Sofia lavorò presso l'Istituto Patologico degli Incurabili di Napoli, occupandosi di ostetricia, ginecologia e pediatria, dando anche alle stampe in questo periodo alcune memorie scientifiche; in seguito, nel 1894, venne eletta socia aggregata residente della Regia Accademia di Scienze medico-chirurgiche della Società Reale di Napoli. In questo periodo fu anche componente del consiglio direttivo dei Regi Educandati femminili di Napoli.

Nonostante l'attività scientifica documentata, non è chiaro se Giulia Sofia abbia esercitato stabilmente la professione medica in ambito clinico, non risultando un esercizio continuativo della professione e rendendo plausibile anche la possibilità che non abbia mai esercitato come medico.

Il matrimonio e la vita familiare

Nel 1903 sposò il chirurgo napoletano Giuseppe Caccioppoli (1852-1947), del quale fu la seconda moglie. Dall'unione nacquero cinque figli, dei quali soltanto due sopravvissero: Renato Caccioppoli (1904-1959), destinato a diventare uno dei principali matematici italiani del Novecento, e Ugo Caccioppoli (1905-1992), che intraprese la carriera di magistrato.

Dopo il matrimonio e la nascita dei figli non vi sono ulteriori notizie sull'attività professionale e scientifica di Giulia Sofia, che si ritiene abbia rinunciato a proseguire la carriera per dedicarsi alla famiglia, mentre la sorella Maria continuò la propria attività accademica nell'ambito della chimica; infatti, la gestione dell'educazione dei figli ricadde prevalentemente su Giulia Sofia, in quanto il marito Giuseppe era largamente assorbito dalla propria attività professionale.

In ogni caso, la famiglia, Giulia Sofia compresa, frequentò gli ambienti intellettuali della Napoli del primo Novecento, con Elena Croce che, nei propri ricordi familiari, menzionò Giulia Sofia e la sorella Maria tra le presenze abituali nella casa di Benedetto Croce.

L'assistenza agli esuli russi

Negli anni Venti Giulia Sofia partecipò alle iniziative assistenziali rivolte agli emigrati e agli esuli russi presenti a Napoli come presidente del Comitato Pro Russi Poveri di Napoli, impegnato nelle attività di sostegno ai cittadini russi in condizioni di difficoltà economica, collaborando nell'ambito di questa attività con altre donne legate agli ambienti dell'emigrazione russa, tra cui Frida Vigdorčik, moglie del medico Pavel Vigdorčik, la dottoressa Bejla Fabrikant e Zoe Voronkova, moglie dello slavista Ettore Lo Gatto.

Note

  1. ↑ Colella, pp. 127-131.
  2. ↑ Colella, pp. 140-141.
  3. 1 2 3 4 5 Colella e Patuelli
  4. 1 2 3 Giuliano
  5. ↑ Pezzica
  6. 1 2 Vicarelli, pp. 3-4.
  7. ↑ Di Pasqua, p. 111.
  8. 1 2 3 4 5 6 Colella, p. 141.

Bibliografia