Giulia Spizzichino (Roma, 14 aprile 1926 – Roma, 13 dicembre 2016) è stata una scrittrice e superstite dell'Olocausto italiana. Sopravvissuta italiana alla Shoah, testimone della persecuzione antisemita in Italia durante il regime fascista e l'occupazione nazista. Nota per aver contribuito in modo decisivo all'estradizione dall'Argentina e al successivo processo in Italia del criminale nazista Erich Priebke, responsabile della strage delle Fosse Ardeatine.
Giulia Spizzichino nacque a Roma nel 1926 in una numerosa famiglia ebraica romana originaria del quartiere del Testaccio e legata alla comunità del Ghetto. Figlia di Cesare Spizzichino, commerciante di stoffe, era la primogenita di cinque fratelli.
Nel 1938, all'età di 11 anni, subì in prima persona le conseguenze delle leggi razziali fasciste: fu costretta ad abbandonare la scuola.
Durante l'occupazione nazista di Roma, la famiglia sfuggì alla retata del Ghetto del 16 ottobre 1943 grazie all'intuizione del padre, che aveva già provveduto a nascondere i familiari più esposti. Tuttavia la tragedia colpì il nucleo familiare. Molti dei suoi parenti furono assassinati durante la Shoah. Di questi, 7 vennero uccisi nella strage delle Fosse Ardeatine del 24 marzo 1944, mentre gli altri furono deportati ad Auschwitz e non fecero mai ritorno.
Dopo la guerra Giulia Spizzichino si dedicò per decenni a mantenere viva la memoria della Shoah, testimoniando in scuole, università, trasmissioni televisive e eventi pubblici.
Nel 1994, in seguito alla visione di un documentario RAI ("Combat Film") in cui riconobbe Erich Priebke tra gli intervistati, Giulia Spizzichino decise di agire. Priebke, ufficiale delle SS responsabile della lista delle vittime delle Fosse Ardeatine, viveva protetto in Argentina da decenni. Giulia si recò personalmente in Argentina, incontrò Priebke e fornì elementi decisivi per identificarne la responsabilità e spingere le autorità argentine a concederne l'estradizione in Italia. Il processo contro Priebke (1996-1998) si concluse con la condanna all'ergastolo (poi commutato in arresti domiciliari per motivi di età). Il contributo di Giulia Spizzichino fu riconosciuto come fondamentale da storici, magistrati e dalla comunità ebraica.
Negli ultimi anni continuò a testimoniare attivamente fino a tarda età, venendo spesso chiamata "la farfalla impazzita" dai familiari e dagli amici per il suo carattere vivace e determinato nonostante il dolore subito. La sua storia ha ispirato un libro e il film documentario La farfalla impazzita (2025).
Il 27 gennaio 2017 in occasione della giornata della memoria le viene intitolato un viale a Roma.