Giuseppe Caletti (Somma Lombardo, 1921 – Gallarate, 2020) è stato un pittore italiano.
Fu attivo in Lombardia nella seconda metà del Novecento e partecipò alla Resistenza italiana nell’area dell’Altomilanese.
Nato il 2 gennaio 1921 a Somma Lombardo (Varese), Caletti si formò attraverso corsi di disegno e grafica sotto la guida del professor Caimero di Trento, come riportato nel materiale biografico dell’artista. Frequentò per diversi anni corsi serali presso il Castello Sforzesco di Milano. Visse e lavorò a Gallarate, nel rione di Cedrate, dove ebbe uno studio in via Gorizia. Morì il 6 aprile 2020 a Gallarate.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, Caletti si unì alla Resistenza italiana e operò nell’area dell’Altomilanese e del Varesotto come parte delle Brigate Garibaldi sotto il comando di Cino Moscatelli. Durante la guerra fu arrestato dalle forze nazifasciste e deportato in Germania, come riportato dalla stampa locale.
Nel dopoguerra dedicò gran parte della sua vita all'educazione alla memoria della Resistenza nella sezione ANPI di Gallarate, incontrando bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie, spiegando la storia senza retorica bellica, e promuovendo i valori della libertà e del rispetto.
Secondo l’Enciclopedia dei Pittori e Scultori Italiani del Novecento di Giorgio Falossi, la pittura di Caletti presenta:
Falossi descrive la sua pittura come caratterizzata da una forma di “sospensione figurale”, in cui la realtà viene trasposta in immagini liriche e misurate. Tra le opere citate in letteratura figurano Ticino, Prealpi e Contemplazione, menzionate da Giorgio Falossi, e Armonie di Colori, citata da Salvatore Perdicaro. Un'opera del pittore, una natura morta raffigurante un vaso di fiori, è stata catalogata e venduta sulla piattaforma d’aste Catawiki.