

Giuseppe Fanfoni (Valmontone, 11 febbraio 1941) è un designer, architetto e restauratore italiano.
La sua attività si è sviluppata tra progettazione, arte e restauro con estensione all'ambito museografico.
È noto per il suo ruolo nella cooperazione culturale internazionale tra Italia ed Egitto e per la fondazione del Centro Italo-Egiziano per il Restauro e l’Archeologia (CIERA), attivo nella tutela del patrimonio storico de Il Cairo e in progetti UNESCO.
Giuseppe Fanfoni avviò la propria attività artistica nel 1956 con il Battesimo di Cristo, realizzato per la chiesa di San Marco a Pontecorvo, opera che precedette la sua formazione formale presso il Liceo Artistico di Roma e, successivamente, alla Facoltà di Architettura dell'Università di Roma. Durante gli studi entrò in contatto con lo scultore Giuseppe Mazzullo, del quale divenne allievo e collaboratore, curando negli anni l'allestimento di numerose esposizioni e l'organizzazione degli spazi destinati alle sue opere, tra cui la Liberazione nel Complesso Monumentale ai caduti di tutte le guerre a Barcellona Pozzo di Gotto, progettato da Fanfoni.
Parallelamente all'attività artistica e progettuale, Fanfoni intraprese un'intensa esperienza didattica: dal 1970 al 1986 insegnò progettazione presso gli Istituti Statali d'Arte di Anzio, Marino e Roma, promuovendo un approccio interdisciplinare che integrava i diversi ambiti specialistici delle scuole d'arte.
La sua attività professionale comprende anche interventi di restauro per enti pubblici e privati, oltre alla partecipazione a missioni archeologiche internazionali in Afghanistan, Italia, Turchia, Egitto e Sudan. Fu esperto di restauro presso l'Università "La Sapienza" di Roma dal 1962 al 1970, fece parte della Campagna UNESCO per il salvataggio dei monumenti della Nubia.
Giuseppe Fanfoni, chiamato all'Università di Giza al Cairo nel 1975, come docente di metodologie e tecniche di restauro, è stato promotore del cantiere-scuola di specializzazione predisposto per il restauro della Sama'khana (teatro) dei dervisci Mevlevi, il cui completamento nel 1988, ha consentito l'istituzione, su protocollo Italia-Egitto, del Centro Italo-Egiziano per il Restauro e l'Archeologia. Attraverso le attività del cantiere-scuola, da lui diretto sul complesso monumentale archeologico assegnato dal Ministero delle Antichità Egiziane di circa 10000 m² (di cui 2500 in stato di discarica), ha definito il progetto di recupero dei relativi edifici e il Design delle integrazione formali e tecniche complementari alle loro identità storiche e alle rinnovate funzioni sociali del CIERA. Per le finalità della Cooperazione Italiana allo Sviluppo e nell'ambito delle attività del CIERA, ha contribuito con programmi specifici ad istituire corsi di restauro alle Università di Giza, Helwan, Fayyum, Alessandria, Tanta, Kafr el-Sheikh, Qena, Sohag. Nello stesso tempo, ha collaborato come architetto e restauratore con le missioni archeologiche italiane a Luxor e Al Fayyum ed ha svolto consulenze per varie missioni straniere. Ha collaborato con il Ministero della Cultura e delle Antichità egiziane, per la conservazione del Cairo Storico, Patrimonio dell'Umanità UNESCO 1979, e in particolare per la Sfinge di Giza