Giuseppe Menichetti

Giuseppe Menichetti (Cascina, 19 marzo 1942 – Pontedera, 10 giugno 2004) è stato un politico, etnografo e scrittore italiano, fondatore del Museo del lavoro e della civiltà rurale di San Gervasio a Palaia e dell'Università della terza età di Pontedera.

Biografia

Figlio di Raffaello Menichetti e Atene Landi, rimasta vedova nel 1949 con tre figli, cresce nella provincia pisana, dove frequenta il seminario. Il 3 maggio 1970 presso la Propositura di Cascina è ordinato sacerdote. Giovane cappellano a Pontedera, si impegna con gli scout e fonda il gruppo Libertà in Cristo, ispirato all’Azione Cattolica. In lui cresce e diventa sempre più evidente la necessità di aprire la chiesa ai nuovi bisogni delle persone, in particolare verso l’accoglienza delle diversità, questo lo spinge ad interrogarsi e confrontarsi costantemente con queste necessità, tanto da creare dentro di sé una forte spaccatura che lo porterà, nel 1976 a lasciare la toga per impegnarsi interamente nell'ambito politico e sociale. Lasciata la toga, nel 1978 si sposa ed ha una figlia; nel 1987 consegue anche la laurea in pedagogia presso l’Università di Firenze, con una tesi dal titolo Fascismo, festa e assistenza: per un’analisi sociologica del fascismo pistoiese, con relatore Arnaldo Nesti.

Attività politica

Il suo impegno politico si sviluppa progressivamente a partire dai primi anni Settanta, intrecciandosi fin dall’inizio con una profonda riflessione culturale e sociale. Entra in contatto con il Partito Socialista di Pontedera, di cui diviene importante rappresentante; nel 1973, da questo incontro, nasce la rivista Proposte culturali, attiva fino al 1977. Attorno alla rivista si sviluppa un vero e proprio movimento politico-culturale ispirato alla lotta anticapitalistica e alla costruzione di una società socialista, aperto al dialogo tra istanze cristiane e impegno nella lotta di classe. In quegli stessi anni egli contribuisce alla fondazione della libreria Salvador Allende, che diviene rapidamente un punto di riferimento per il dibattito politico e culturale della città di Pontedera.

Nel 1977, con il ritorno alla vita laicale, il suo impegno politico si fa ancora più intenso. A partire dal 1980 entra nel Consiglio comunale di Pontedera e, contemporaneamente, ricopre anche la carica di assessore alla cultura della Provincia di Pisa, ruolo che mantiene fino al 1985. In queste funzioni promuove politiche culturali attente ai bisogni sociali, alla partecipazione e alla crescita civile della comunità.

Nel 1990 diviene assessore alla cultura del Comune di Pontedera nella prima giunta diretta da Enrico Rossi (1990-1995), nella stessa legislatura, assume anche la carica di vicesindaco. Nel 2004 si candida nuovamente alle elezioni comunali di Pontedera, ma si spenge poco prima di esse; nonostante questo il suo nome in lista ottenne comunque 31 voti come riconoscimento della sua figura.

La sua esperienza politica resta legata a una visione della politica come servizio alla comunità, fondata sulla cultura, sulla partecipazione e sulla attenzione ai soggetti più fragili della società.

Università della terza età

Durante la sua lunga attività amministrativa porta avanti progetti di forte impatto sociale. Tra i principali vi è l’istituzione dell'Università della Terza Età, che attualmente ha cambiato nome in UTEL, concepita come strumento di inclusione, partecipazione e valorizzazione della popolazione anziana. All'epoca egli scriveva "“L’invecchiamento complessivo della popolazione e la sua estensione nel tempo costituiranno nel prossimo futuro un fattore strutturale della popolazione. Ciò richiede che si avvii fin da oggi un processo di cambiamento di mentalità, ovvero una “cultura diversa” rispetto all’età “anziana… A tale scopo può essere individuato un “Organisno” che si assuma l’onere di sollecitare questo cambiamento di mentalità rispetto alla vecchiaia e parallelamente riesca a coinvolgere gli anziani in una serie di attività che li renda soggetti attivi del suddetto cambiamento e, nello stesso tempo, trovino essi stessi “benessere”, sia sotto il profilo fisico, mentale, culturale, psicologico, ecc”. Ne è presidente dal 1990 al 1995 e, al suo interno, istituisce anche un coro polifonico che dirige per alcuni anni. Parallelamente si dedica alla creazione di un centro sociale diurno per anziani nella frazione di La Rotta, improntato al sostegno e alla socialità degli anziani.

Museo

Nel 1984 fonda il Museo del lavoro e della civiltà rurale di San Gervasio, vi colloca materiali e libri relativi alla civiltà contadina, frutto di donazioni e del suo continuo lavoro di ricerca e recupero. I materiali erano collocati nella grande casa colonica di famiglia, nel comune di Palaia, nella frazione di San Gervasio. Tra i pezzi più interessanti si trovavano: una macina a mano in pietra per il grano, un telaio a tessere della metà dell'800 e una locomobile a vapore del 1896. Il museo possedeva una biblioteca di oltre 300 volumi sul mondo dell’agricoltura, dell’arte e della cucina contadina, raccoglieva testi risalenti alla seconda metà dell’Ottocento e ai primi decenni del Novecento. Menichetti si occuperà del museo fino ai suoi ultimi giorni, coinvolgendo anche la figlia Chiara, che lo ha gestito, dopo la sua scomparsa, continuando a farlo crescere con gli stessi obbiettivi e la stessa passione del padre, fino a quando nel 2017 il museo è stato chiuso.

Fondo archivistico

Il suo archivio personale è stato donato dalla sua famiglia nel 2024 alla Biblioteca Giovanni Gronchi di Pontedera. L'archivio è costituito da una piccola parte archivistica, che ancora non è in fase di studio, composta da tre scatole e alcune buste contenenti rotoli di manifesti e fotografie e il fondo bibliografico, costituito da 1106 esemplari, stampati fra il 1745 ed il 2016, raccolti durante tutta la sua vita e collocati nei posti che lui frequentava: la parrocchia, la sua casa, gli uffici e il museo.

Il fondo è in attesa di catalogazione definitiva, dopo che nel 2024 Manuela Selis ne ha iniziato lo studio nell'ambito della sua tesi di laurea di biblioteconomia presso l'università degli studi di Firenze.

Riconoscimenti

Scritti

Note

  1. ↑ Cronologia dei consigli comunali dal 1922 al 2010, su comune.pontedera.pi.it, Comune di Pontedera. URL consultato il 20 gennaio 206.
  2. ↑ Votano il morto, su ilmanifesto.it, Il manifesto, 16 giugno 2004. URL consultato il 28 gennaio 2026.
  3. ↑ Fondo Giuseppe Menichetti, su bibliolandia.it, Bibliolandia. URL consultato il 28 gennaio 2026.
  4. ↑ Università del tempo libero. Pontedera, su utelpontedera.it. URL consultato il 28 gennaio 2026.
  5. ↑ La nostra storia, su utelpontedera.it, Università del tempo libero. Pontedera. URL consultato il 28 gennai0 2026.
  6. ↑ Corale Città di Pontedera, su coralepontedera.it. URL consultato il 28/01/26.
  7. ↑ centro sociale diurno
  8. ↑ Dopo la sua morte, il centro è stato ribattezzato e porta il suo nome, per volere del sindaco di Pontedera, Paolo Marconcini.
  9. ↑ Pinori Giovanni, È nato a San Gervasio il museo fattoria, in la Nazione, 5 settembre 1984..
  10. ↑ Museo del Lavoro e della Civiltà Rurale di San Gervasio, su brunelleschi.imss.fi.it. URL consultato il 22/01/26.
  11. ↑ Pontedera. Biblioteca Giovanni Gronchi, su bibliolandia.comperio.it, Bibiolandia. URL consultato il 28 gennaio 2026.
  12. ↑ Della donazione fanno parte anche sei esemplari relativi ad anni successivi alla sua morte.
  13. ↑ Un fondo librario in nome di Menichetti, su quinewsvaldera.it, quinewsvaldera. URL consultato il 28 gennaio 2026.
  14. ↑ L’eredità culturale di Menichetti donata alla biblioteca comunale, su lanazione.it, La Nazione. URL consultato il 28 gennaio 2026.
  15. ↑ Fondo Giuseppe Menichetti
  16. ↑ CENTRO DIURNO MENICHETTI, su paimcoop.org. URL consultato il 28 gennaio 2026.