
Giuseppe Maria Carlo Pinzani (Firenze, 15 gennaio 1679 – 1740) è stato un pittore italiano.
Nacque nel popolo di Sant'Ambrogio da Bartolomeo Pinzani, pittore, di cui non si conoscono opere (tale nome risulta comunque tra gli accademici dell'Accademia delle Arti del Disegno) e Maddalena Bonini. La sua prima formazione avvenne nella bottega paterna, ultimando il suo apprendistato a Forlì, alla bottega di Carlo Cignani, dove acquisì una certa spigliatezza e fluidità pittorica tipica della scuola emiliano-romagnola. A Firenze guardò al filone antiaccademico di Giovanni Camillo Sagrestani e alle opere più innovative di Matteo Bonechi e Giuseppe Moriani.
Il Gaburri ricordò alcuni suoi lavori, oltre che a Firenze, a Perugia, Città di Castello, Pistoia e Prato. Poiché per molta parte della sua carriera visse fuori Firenze, la sua immatricolazione all'Accademia delle arti del disegno avvenne in età avanzata rispetto alla media, nel 1723, venendo immediatamente nominato accademico, come già era stato nominato , a riprova della già raggiunta notorietà.
Nel 2021 Filippo Gheri ha avuto modo di scrivere che le ottime qualità del Pinzani «nel quadro del tardobarocco granducale non sono fin qui valse ad ottenergli un'attenzione proporzionata nella storiografia». Il suo capolavoro murale, continua lo storico del'arte, L'età dell'oro, «poco ha da invidiare alle vicine pitture del Ferretti».

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Riccardo Spinelli ha scritto che l'opera di Giuseppe Pinzani «aspetta ancora una debita ricognizione critica». Lo studioso riferisce, trovandosi d'accordo, della tesi di Francesca Fiorelli Malesci secondo la quale una parte delle Stazioni della Via Crucis esistente in chiesa di Giovanni Camillo Sagrestani e dell'allievo Giuseppe Moriani si avvicina al Pinzani stesso e inoltre «ne consente la collocazione cronologica al tempo dei primi lavori realizzati dal pittore per la chiesa [...], nello specifico proprio la pala con Santa Rosa da Viterbo [...]».

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