| Giuseppe Natale Giovanni Venegoni | ||||||||||
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| Nazionalità | ||||||||||
| Calcio | ||||||||||
| Ruolo | Attaccante | |||||||||
| Termine carriera | 1913 | |||||||||
| Carriera | ||||||||||
| Squadre di club1 | ||||||||||
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| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | ||||||||||
| Giuseppe Venegoni | |||||||
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| Informazioni personali | |||||||
| Arbitro di | |||||||
| Sezione | Milano | ||||||
| Professione | impiegato | ||||||
| Attività nazionale | |||||||
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| Premi | |||||||
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Giuseppe Venegoni (Legnano, 24 dicembre 1891 – Legnano, 6 aprile 1969) è stato un dirigente sportivo, calciatore e arbitro di calcio italiano.
Iniziò a giocare molto giovane nella primissima squadra di Legnano nel primo derby con l'Aurora giocato tra il 1905 e il 1906. I legnanesi che non avevano ancora la maglia lilla, giocarono con maglia bianca e calzoncini neri, e persero contro i bustocchi 1-2 in casa.
Dopo aver disputato la "Coppa Seveso" e vinto a Como la "Coppa Brunate", il Legnano iniziò a sfaldarsi. I pochi giocatori rimasti attivi come lui, Oldrini, Schiatti, Agosti e altri, andarono a giocare a Gallarate mentre il Legnano rimaneva inattivo fino all'incirca al 1910.
Alla ricostituzione della squadra a Legnano nel 1913, Venegoni fu chiamato a comporre la commissione tecnica in tutte le stagioni dal 1913-1914 al 1918-1919 con Gian Guido Piazza, Adamo Bonacina e G.M. Riva ottenendo anche la carica di consigliere del club lilla.
Iniziò ad arbitrare, sempre come tesserato del Legnano, nel 1915, dirigendo soltanto gare di Seconda e Terza Categoria indette oppure autorizzate dal Comitato Regionale Lombardo.
Arbitrò durante tutti i quattro anni del conflitto mondiale.
Alla ripresa dei campionati fu inserito nell'elenco degli arbitri a disposizione del Comitato Regionale Lombardo.
Quando il Legnano decise nel 1921 di secessionare dalla F.I.G.C., Venegoni seguì il Legnano andando ad arbitrare gare della Lega Nord della C.C.I., Lega Nord che lo inserì fra gli arbitri federali abilitati a dirigere le finali.
Arbitrò a Vercelli il ritorno della finalissima per l'assegnazione dello scudetto C.C.I. della stagione 1921-1922 Pro Vercelli-Fortitudo (5-2) del 18 giugno 1922.
Arbitrò a Roma il ritorno della finalissima per l'assegnazione dello scudetto della stagione 1922-1923 Lazio-Genoa (0-2) del 22 luglio 1923.
Smise di arbitrare all'inizio della stagione 1924-1925 dando le proprie dimissioni all'Associazione Italiana Arbitri, dopo lo scandalo che lo vide coinvolto per corruzione ed illecito sportivo fra Virtus Bologna e Mantova per la partita di qualificazione al campionato di Prima Divisione 1924-1925.