| Giustiniana Prima Caričin Grad | |
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| Civiltà | Bizantina |
| Utilizzo | città |
| Epoca | VI - VII secolo |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Comune | Lebane |
| Mappa di localizzazione | |
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Giustiniana Prima (in serbo Царичин град, Caričin Grad) è un'antica città bizantina e un sito archeologico, situato nei pressi dell'odierna città di Lebane, nel distretto di Jablanica, nel sud-est della Serbia centrale.
Fu sede di un arcivescovado, che aveva giurisdizione nei Balcani centrali. Giustiniano I fondò la città e la Curia Arcivescovile nel 535. Nel 1979, Justiniana Prima è stata aggiunta alla lista dei siti archeologici d'importanza eccezionale della Serbia.
La città fu fondata dall'imperatore Giustiniano I circa nel 535, venendo abitata fino al 615, progettata fino dalle sue origini come sede vescovile. Creata ex novo nei pressi del villaggio di Tauresio, la città natale di Giustiniano (identificato oggi con il villaggio di Taor nella Macedonia del Nord), alcuni studiosi serbi la identificano anche come Bederiana (o Bederina), città natale dello zio e mentore di Giustiniano Giustino I. La pianificazione urbanistica unisce elementi classici e cristiani: terme, un forum e strade con portici, sulle quali si affacciano alcune chiese, caratteristica tipiche delle città del Mediterraneo.
Giustiniano stesso ordinò la fondazione della città con una legge, istituendo inoltre l'Arcivescovado di Giustiniana Prima, rendendola allo stesso tempo la capitale della prefettura di Illirico al posto di Salonicco (anche se questo è oggetto di discussione tra gli storici); inoltre è anche stata scelta come sede della diocesi dei Daci.

Salonicco, tuttavia, non perse molte delle sue funzioni amministrative durante la breve vita di Giustiniana Prima. Comunque, la nuova città non era priva di importanza e Giustiniano fece in modo che questa città, che era uno dei suoi progetti preferiti, ricevesse tutto il supporto necessario. Nel 545, Giustiniano emise un'altra legge, evidenziando i diritti episcopali e lo stato di Giustiniana Prima, privilegi confermati anche dalle lettere che sono state scambiate tra l'imperatore Maurizio e Papa Gregorio I, alla fine del VI secolo.
Due fibule e una ceramica slava del 550-600 mostrano che una parte considerevole degli abitanti di Giustiniana Prima erano slavi. Le incursioni degli Avari, provenienti dal nord del Danubio, provocarono il declino e la distruzione della città, che avvenne nel 615.
La forte corrispondenza tra il sito archeologico e la descrizione di Procopio, nonché il ritrovamento di sigilli dell’arcivescovo di Giustiniana Prima, hanno determinato l’identificazione di Giustiniana Prima con Caričin Grad. Il sito archeologico fu scoperto per la prima volta nel 1912 da Vladimir Petković. Da quasi 100 anni si svolgono scavi archeologici con la partecipazione di ricercatori francesi e, più recentemente, anche tedeschi. Presso il museo nazionale di Leskovac è allestita una mostra permanente. Nel sito stesso si trovano imponenti resti delle fortificazioni, dell’acropoli, nonché di diverse chiese e di molti altri edifici. Giustiniana Prima figura nella lista provvisoria dei siti del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
Sebbene la città fosse, in quanto arcidiocesi, soprattutto un centro religioso, svolgeva anche una funzione militare-amministrativa (ad esempio, una forma tardiva di Principia come residenza del comandante della guarnigione). La città era costituita da diverse parti, ciascuna con le proprie mura di fortificazione: oltre all’Acropoli con la sede vescovile, alla città alta e alla città bassa, vi erano diversi sobborghi, finora studiati solo in modo sommario, ma apparentemente caratterizzati da un’edilizia piuttosto sparsa. Sono state individuate chiese e complessi termali, ma nessun teatro. Oltre agli edifici religiosi e amministrativi, sono stati recentemente portati alla luce anche semplici quartieri urbani nella parte sud-occidentale della città bassa e nella parte settentrionale della città alta. La struttura delle case, alcune delle quali composte solo da una o due stanze, consisteva in un basamento in muratura a secco (senza malta) e in una parte superiore in legno e argilla. I tetti erano coperti, almeno in parte, con tegole piatte. Gli edifici di rappresentanza della città alta, invece, erano in gran parte costruiti in pietra con malta. Il numero di abitanti è stimato a un massimo di 4000 e probabilmente era nettamente inferiore a questa cifra.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 226983977 · GND (DE) 4229249-9 · BNF (FR) cb120419109 (data) |
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