| Golfo di Augusta | |
|---|---|
| Parte di | Mar Ionio |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | Augusta Melilli Priolo Gargallo Siracusa |
| Coordinate | 37°10′30.7″N 15°14′49.13″E |
| Dimensioni | |
| Lunghezza | 14.6 km |
| Larghezza | 5.3 km |
| Profondità massima | 14.9 m |
| Sviluppo costiero | 30 km |
| Idrografia | |
| Insenature | Golfo Xifonio, Porto Megarese |
Il golfo di Augusta è un insenatura del mar Ionio che si trova nella costa sud-orientale della Sicilia compreso tra Punta Izzo, che lo delimita a nord e Capo Santa Panagia, che lo delimita a sud. La costa corrisponde è lunga circa quindici chilometri. Vista la sua estrema costa del suo golfo viene denominato "Ferro di Cavallo".
La costa settentrionale presenta scogliere e insenature caratteristiche, mentre verso l'interno il paesaggio è dominato vicinamente dai rilievi dei Monti Iblei. La costa bagna i territori del Libero consorzio comunale di Siracusa. Nelle giornate limpide offre ampie visualizzazioni verso l'Etna e il Golfo di Catania.

Fra i fiumi che vi sfociano: il Mulinello, il Canterà, il Marcellino e il San Cusumano.

Nelle Vicinanze del Golfo si trova L'area archeologica di Megara Iblea fondata nel 728 a.C. e finita nel 212 a.C.. Un altra area archeologica si trova nella Penisola di Magnisi e si chiama Thapsos. Fu abitato durante l'età del bronzo.
L' area fa parte del Polo petrolchimico siracusano, uno dei più grandi d'Europa e del Mondo.
Qui si concentra una quota della raffinazione di Idrocarburi in Italia.
Il Porto di Augusta è uno dei principali scali marittimi nazionali, classificato tra i primi in Italia per volume di merci per il traffico petrolifero e commerciale.
La Rada di Santa Panagia si trova nella costa meridionale e viene chiamata Pontile ISAB Sud. Viene gestita dall'ISAB, compagnia di raffinazione Priolese.
Fino al secondo dopoguerra, c'era la coltivazione di Pesce, Agricoltura e Saline. La svolta industriale è iniziata nel 1949, con l'installazione della prima raffineria, trasformando i territori di Augusta, Priolo Gargallo e Melilli.
Il forte sviluppo industriale ha compromesso gli ecosistemi marini e costieri del golfo dichiarato a rischio ambientale, riducendo il potenziale della pesca tradizionale e sollevando gravi questioni sanitarie ed epidemiologiche legate all' inquinamento.