Gradisca d'Isonzo

Gradisca d'Isonzo
comune
(IT) Gradisca d'Isonzo
(FUR) Gardiscje
Gradisca d'Isonzo – Stemma
Gradisca d'Isonzo – Bandiera
Gradisca d'Isonzo – Veduta
Gradisca d'Isonzo – Veduta
Via Ciotti con palazzo Torriani (sede del municipio) sul lato sinistro ed in fondo la chiesa della Beata Vergine Addolorata.
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia
Provincia Gorizia
Amministrazione
SindacoAlessandro Pagotto (PD) dal 10-6-2024
Lingue ufficialiitaliano, friulano
Data di istituzione6 gennaio 1921
Territorio
Coordinate45°53′N 13°30′E
Altitudine32 m s.l.m.
Superficie11,22 km²
Abitanti6 380 (31-5-2026)
Densità568,63 ab./km²
Comuni confinantiFarra d'Isonzo, Fogliano Redipuglia, Mariano del Friuli, Moraro, Romans d'Isonzo, Sagrado, Villesse
Altre informazioni
Cod. postale34072
Prefisso0481
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT031008
Cod. catastaleE124
TargaGO
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 258 GG
Nome abitantigradiscani
Patronosan Pietro e san Paolo
Giorno festivo29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gradisca d'Isonzo
Gradisca d'Isonzo
Gradisca d'Isonzo – Mappa
Gradisca d'Isonzo – Mappa
Posizione del comune di Gradisca d'Isonzo nella provincia di Gorizia.
Sito istituzionale

Gradisca d'Isonzo (in friulano standard Gardiscje, nella variante locale Gardiscja, in sloveno Gradišče ob Soči) è un comune italiano di 6 380 abitanti dell'ente di decentramento regionale di Gorizia nel Friuli-Venezia Giulia. Il comune si fregia del titolo di città, concesso il 14 luglio 1936. Fa parte della lista de I borghi più belli d'Italia.

Geografia fisica

Si trova sulla riva destra del fiume Isonzo, a dodici chilometri dal capoluogo provinciale, Gorizia.

Origini del nome

Il toponimo di Gradisca, comune nella regione, ha origini slave: gradišče ("insediamento fortificato su una collina") e per estensione, poi, mutato col significato di paese, forte o castello. La parola venne adattata in friulano in gardis'cia, poi divenuto a sua volta Gradisca in italiano. All'epoca della fondazione della fortezza (XVI secolo) si sarebbe voluto chiamarla Emopoli, in onore di Giovanni Emo, capitano della repubblica di Venezia, ma il nuovo nome non attecchì. Al regio decreto 800/1923 si deve infine la denominazione italiana attuale, con l'aggiunta della specificazione "d'Isonzo".

In tedesco arcaico la città era detta Gradis am Sontig. In sloveno la città in epoca asburgica era detta anche Gradiška o Gradišče, mentre oggi è diffuso l'esonimo Gradišče ob Soči.

Storia

Dalle origini al Settecento

Blasone della Contea di Gradisca

Fin dai tempi antichi, il fiume Isonzo costituiva una efficace barriera difensiva. La zona di Gradisca, in particolare, si trovava in una posizione militare ed economica ideale. Probabilmente abitato già in periodo romano e poi longobardo, l'attuale territorio di Gradisca nel X secolo fu luogo di frequenti e violente incursioni da parte degli ungari. Per ripopolare il territorio rimasto pressoché desolato, vi furono accolti ed insediati alcuni nuclei di coloni slavi, da cui l'origine del toponimo.

Il primo documento, ancora oggi conservato, che parla dell'abitato, risale al 1176 e descrive Gradisca come un villaggio agricolo di sette famiglie, alcune di origine slava, altre latine, sottoposte alla giurisdizione del Patriarca di Aquileia. La storia tace per i successivi trecento anni, nei quali il luogo resta un centro agricolo politicamente insignificante, appartenente al feudo di Farra d'Isonzo.

Solo dopo il 1420, con l'annessione del Patriarcato di Aquileia da parte della Repubblica di Venezia, l'abitato assume maggiore rilevanza grazie alla sua posizione strategica e di confine dello Stato veneziano di terraferma fino al 1511: a partire dal 1473 l'insediamento cambia volto e vocazione, venendo rifondato all'interno di una potente ed ampia fortezza, al centro di un più vasto sistema difensivo, concepito come baluardo di difesa della Serenissima (e della cristianità) contro le devastanti incursioni dei Turchi.

Sfruttando la difesa naturale fornita dal fiume Isonzo, Venezia cerca di opporsi alle incursioni turche realizzando una linea fortificata da Mainizza a Fogliano, con Gradisca come punto di forza. Tra il 1476 e il 1498 viene infatti costruita, sulla riva destra dell'Isonzo, una imponente fortezza difensiva. L'intera città viene racchiusa in una possente cinta muraria alta quasi venti metri, mentre, all'esterno delle mura, le acque del fiume vennero deviate e convogliate in un ampio fossato difensivo, mentre la cinta muraria viene rafforzata da sette torri fortificate.

Nell'arco di pochi anni, il borgo agricolo acquisisce così importanza tale che, nel 1500, Leonardo da Vinci viene inviato a Gradisca su incarico del Senato veneto, per mettere a punto nuove armi e sistemi di difesa dell'avamposto. Oggi all'entrata presso Porta Nuova è presente un busto Leonardo da Vinci.

Del periodo veneto attualmente si conservano gran parte delle mura, sei torrioni, la porta Nuova, oltre a numerosi edifici medioevali, tra cui la chiesa della Beata Vergine dell'Addolorata e la casa dei Provveditori veneti (dal 1965 sede dell'enoteca "La Serenissima", prima enoteca regionale pubblica italiana).

Nel 1511, durante la guerra della Lega di Cambrai, le truppe dell'Imperatore del Sacro Romano Impero Massimiliano I d'Asburgo assediano e bombardarono la città che nonostante la strenua resistenza, in seguito ad una pestilenza scoppiante tra la popolazione dovette capitolare divenendo un capitanato imperiale.

La città acquista notevole importanza militare durante il capitanato di Niccolò della Torre, che fa aggiungere nuove fortificazioni. Contemporaneamente si ha un notevole aumento della popolazione e la città acquista un'autonomia sempre maggiore.

Cinta muraria esterna

Dal 1615 al 1617 Venezia tenta inutilmente di riprendere il controllo del territorio, dando inizio alla Guerra di Gradisca. Dopo aver resistito per due anni agli attacchi veneziani, al termine della guerra la città diventa capoluogo della nuova Contea di Gradisca, in seguito venduta dall'imperatore Ferdinando III, per far fronte alle spese della Guerra dei Trent'anni, al principe Giovanni Antonio di Eggenberg.

Questo è senz'altro il periodo più fiorente per la città, che, da fortezza militare, subisce una progressiva trasformazione in città residenziale nobiliare. L'abitato si arricchisce di nuovi palazzi, molti dei quali presenti ancora oggi, tra cui l'imponente palazzo Torriani (attuale municipio), antica residenza della nobile famiglia dei Della Torre, cui appartennero alcuni tra i più importanti capitani della città.

Di notevole rilievo anche alcuni edifici pubblici dell'epoca, il palazzo del monte di pietà e la loggia dei mercanti (ora sede del lapidario civico) e alcune residenze nobiliari come il palazzo De Comelli-Stuckenfeld e quello De Fin Patuna. Dello stesso periodo è il duomo barocco dei ss. Pietro e Paolo (costruito su una chiesa preesistente, di probabile origine longobarda), all'interno del quale è possibile ammirare la tomba monumentale in cui è sepolto Niccolò II della Torre, primo capitano della città, oltre agli altari del XVIII secolo e ad alcuni affreschi dello stesso periodo.

Dal 1647 al 1717, le cinquantadue località comprese nella contea di Gradisca assumono i caratteri di uno piccolo Stato autonomo, amministrato da uomini di valore come Francesco Ulderico della Torre (discendente dalla famiglia dei Torriani, signori di Milano), che garantiscono alla città una fiorente economia e una notevole indipendenza dal potere imperiale anche in materia legislativa, monetaria e di misure.

Nel 1717, con l'estinzione della linea maschile del casato degli Eggenberg, la contea principesca di Gradisca tornò ad essere un possesso degli Asburgo.

Nel 1754, sotto il governo di Maria Teresa d'Austria, la città ed il suo territorio vengono fusi alla Contea di Gorizia, a formare una nuova entità statale: la Contea Principesca di Gorizia e Gradisca, mantenendo tuttavia una notevole influenza culturale ed economica, diventando, nonostante la sua subordinazione politica a Gorizia, sede vescovile nel 1788.

La diocesi di Gradisca ebbe giurisdizione su Gorizia e, inizialmente, anche su Trieste, prese nel 1791 il nome di diocesi di Gorizia e Gradisca, divenne arcidiocesi metropolitana nel 1830, ma nel 1986 la circoscrizione mantenne il solo nome di Gorizia, mentre Gradisca divenne una sede titolare con rango arcivescovile.

Dall'Ottocento ad oggi

La stabilità delle contee è turbata dall'arrivo di Napoleone, che le conquista nel 1797, restituendole in un primo tempo all'Austria, per poi riconquistarle nuovamente nel 1805, quando la città diviene capoluogo di viceprefettura del dipartimento di Passariano, all'interno del neocostituito Regno d'Italia, che proprio sull'Isonzo pone il suo confine orientale. Ripresa dagli austriaci dopo la caduta dell'imperatore francese nel 1815, la città, ormai priva di ogni importanza militare, acquista invece un notevole rilievo turistico come città di villeggiatura nel corso della seconda metà dell'Ottocento; mentre il castello viene, per un periodo, utilizzato come penitenziario (ospitando molti esponenti del risorgimento).

Nel 1855 il feldmaresciallo Radetzky, governatore del Lombardo-Veneto, consente l'abbattimento di parte delle mura della fortezza, accogliendo una richiesta dei cittadini, per dare alla città maggior respiro: nel 1863 viene così creata la "Spianata", un pregevole luogo di ritrovo, che dall'inizio del XX secolo si arricchirà di splendidi caffè e locali alla moda.

Nel 1914 scoppia la prima guerra mondiale: i gradiscani vi partecipano sotto l'uniforme austro-ungarica, principalmente sul fronte orientale; alcuni invece disertano e fuggono verso l'Italia, per evitare l'arruolamento o per motivi ideologici e nazionali. Durante la ritirata di Caporetto la città viene data alle fiamme dall'esercito italiano in ritirata, subendo gravi danni. Al termine della guerra, il 6 gennaio 1921, la città viene annessa all'Italia. Tra gli edifici più recenti, l'imponente teatro comunale, realizzato a partire da scuderie settecentesche, che si affaccia su piazza Unità d'Italia, all'ingresso del centro storico.

Nel maggio del 1945, al termine del secondo conflitto mondiale, la comunità gradiscana teme l'annessione alla Jugoslavia di Tito, ma dopo una provvisoria amministrazione militare alleata, la sovranità italiana sul territorio viene riconfermata.

Da alcuni anni Gradisca è anche nota per la prestigiosa galleria d'arte regionale "Luigi Spazzapan" (nel palazzo Torriani), che, oltre ad ospitare numerose opere dell'artista, è solita organizzare mostre ed eventi artistici di notevole interesse.

La comunità ebraica

Lo stesso argomento in dettaglio: Comunità ebraica di Gradisca d'Isonzo.

Dal XVI secolo Gradisca fu sede di una piccola ma fiorente comunità ebraica. Scomparse le due sinagoghe, a testimonianza della presenza ebraica rimangono alcuni edifici del ghetto settecentesco sull'attuale via Petrarca ed il cimitero ottocentesco di via dei Campi, oltre che il toponimo Gerusalemme, indicante un borgo cittadino.

Simboli

Bandiera cittadina

Lo stemma del comune di Gradisca d'Isonzo è stato riconosciuto con DCG del 31 gennaio 1929 ed è costituito da uno scudo di colore oro nella metà parte alta di colore giallo ed azzurro nella metà parte bassa con il simbolo della croce latina di color argento che sovrasta la mezza luna, sormontato da una corona a forma di cinta muraria a nove torri.

«Troncato d'oro e d'azzurro, al crescente cimato di una croce latina attraversante, il tutto d'argento. Lo scudo sarà fregiato da ornamenti da Comune.»

Il comune fa uso, nelle cerimonie ufficiali, del gonfalone concesso con regio decreto del 25 gennaio 1937. Esso è costituito da un drappo troncato di giallo e di azzurro, raffigurante nel centro lo stemma, sopra il quale compaiono le parole: "Città di Gradisca d'Isonzo", circondato a sinistra da un ramo di alloro ed a destra da un ramo di quercia uniti da un nastro tricolore.

Onorificenze

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria
Titolo di Città
«Decreto di riconoscimento del Capo del Governo»
— 14 luglio 1936
Duomo dei Santi Pietro e Paolo

Monumenti e luoghi d'interesse

Gradisca d'Isonzo fa parte del club I borghi più belli d'Italia.

Architetture religiose

Porta Nuova
Centro storico, via Ciotti

Architetture civili

Architetture militari

Castello di Gradisca d'Isonzo
Parco della Rotonda

Monumenti

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Etnie e minoranze straniere

Gli stranieri residenti a Gradisca d'Isonzo al 1º gennaio 2026 sono 409 e rappresentano il 6,4% della popolazione residente. La comunità straniera più numerosa nel 2025 è quella proveniente dalla Romania con il 14,1% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dal Pakistan, dal Marocco e dal Senegal.

Lingue e dialetti

A Gradisca d'Isonzo, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza la lingua friulana. Ai sensi della deliberazione n. 2680 del 3 agosto 2001 della Giunta della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, il Comune è inserito nell'ambito territoriale di tutela della lingua friulana ai fini della applicazione della legge 482/1999, della legge regionale 15/1996 e della legge regionale 29/2007.
La lingua friulana che si parla a Gradisca d'Isonzo rientra fra le varianti appartenenti al friulano goriziano.

Presenta una certa diffusione anche un dialetto locale della lingua veneta.

In epoca asburgica in città era presente anche una minoranza slovena (che nei censimenti linguistici austriaci risultò variabile tra il 2 e il 9% nel comune e tra il 5 e un massimo del 21% - raggiunto nel 1901 - nel borgo all'interno delle mura), in gran parte composta da mercanti e funzionari asburgici e scomparsa dopo la Grande Guerra.

Cultura

Biblioteche

La biblioteca comunale si trova in via della Campagnola 18, all'interno di casa Maccari. Fa parte del sistema bibliotecario della provincia di Gorizia, gestito dal consorzio culturale del Monfalconese. La struttura vanta un patrimonio librario di circa 45.000 volumi. In biblioteca possono essere consultati l'archivio storico della città di Gradisca (40 cartolari di documenti dal XVI al XX secolo), il Fondo Mosetti (con materiali minori lasciati al comune da Alfonso Mosetti) e lo Schedario storico gradiscano (meglio conosciuto come Schedario Patuna in quanto compilato da Ettore Patuna; redatto sulla base dei documenti conservati nell'archivio storico), oltre a un limitato numero di opere antiche di interesse locale, provenienti da donazioni.

Scuole

Nel territorio comunale sono presenti 1 scuola dell'infanzia, 1 scuola primaria, 1 scuola secondaria di primo grado e 1 scuola secondaria di secondo grado tecnico-agraria-economico. L'ISIS “Brignoli-Einaudi-Marconi” nasce nell’anno scolastico 2011-2012 dall’accorpamento di tre Istituti Tecnici di Gradisca d'Isonzo e Staranzano.

Le prime 3 scuole, assieme alla scuola dell'infanzia e primaria di Farra, fanno parte dell'istituto comprensivo "della Torre" di Gradisca d'Isonzo. Inoltre il comune di Gradisca d'Isonzo, assieme ai comuni di Romans d'Isonzo, Villesse e Farra d'Isonzo, dispone di due asili nido intercomunali a Versa e Farra.

Musei

Teatri

Inno a Gradisca (1898)

Miei compagni, su intoniamo
a Gradisca un degno canto:
se l'amor di patria è santo,
il cantarlo è una virtù.
Noi t'amiam, bella Gradisca,
perché antica è la tua storia,
perché il nimbo della gloria
il tuo stemma circondò.
Rit. Se il leone di San Marco
più non veglia sui torrioni
diverremo noi leoni
se il nemico attaccherà!
Oh! Gradisca, noi t'amiamo
per gli olenti tuoi giardini,
per i bianchi tuoi villini,
per l'azzurro del tuo ciel!
Vaghe son le tue donzelle
come i fior di primavera;
del latin sangue va fiera
la tua balda gioventù.
Rit. Se il leone di San Marco
più non veglia sui torrioni
diverremo noi leoni
se il nemico attaccherà!
Parole di Edmondo Zumin (1873-1955)
musica (polca) Riccardo Zumin

Eventi

Economia

Artigianato

Per quanto riguarda l'artigianato, Gradisca è rinomata per la produzione di ceramiche e di terrecotte.

Infrastrutture e trasporti

Rete stradale ed autostradale

A nord della città corre l'autostrada A34 con uno svincolo con ingresso/uscita su via Udine (SR 305). Il comune risulta un importante nodo viario sovracomunale ed è attraversato da diverse infrastrutture viarie d'importanza regionale: SR 252, SR 305 e SR 351.

Rete ferroviaria

Sul territorio non si trova nessuna linea ferroviaria. Quella più vicina si trova nel comune limitrofo di Sagrado (linea Udine–Trieste). Nella frazione di Poggio Terza Armata si trovava la stazione ferroviaria di Gradisca-San Martino, che serviva la città fino al 2002, anno della sua soppressione. La stazione era collegata in modo diretto al centro della città tramite la passerella sull'Isonzo di Poggio. Oggigiorno i pendolari gradiscani utilizzano la vicina stazione di Sagrado.
Ad ovest del centro abitato è visibile il sedime ferroviario della linea Cormons–Redipuglia, tratta che non fu però mai portata a termine. Due sono i maggiori manufatti ingegneristici: il ponte in ferro sul fiume Isonzo e quello sull'A34. Quest'ultimo è stato ruotato in modo da risultare perpendicolare rispetto ai lati della strada a seguito della trasformazione del RA 17 in autostrada.

Amministrazione

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 1999 Gianni Fabris centro sindaco
1999 2004 Gianni Fabris centro-sinistra sindaco
2004 2009 Franco Tommasini centro-sinistra sindaco
2009 2014 Franco Tommasini centro-sinistra sindaco
2014 2019 Linda Tomasinsig centro-sinistra sindaco
2019 2024 Linda Tomasinsig centro-sinistra sindaco
2024 in carica Alessandro Pagotto centro-sinistra sindaco

Gemellaggi

Dall'inizio del novanta Gradisca intrattiene rapporti d'amicizia con la cittadina austriaca di Althofen con scambi a livello istituzionale, parrocchiale e scolastico, anche se ufficialmente non è stato mai sancito un gemellaggio.

Sport

Maggior società calcistica cittadina è l'Itala San Marco, che disputa le sue partite in casa allo stadio Gino Colaussi, dedicato all'attaccante (nativo proprio di questo comune) campione del mondo 1938 con la nazionale italiana. Caratterizzata dai colori sociali bianco-blu, vanta quale maggior successo della propria storia la partecipazione alla quarta serie nazionale allorché essa ebbe carattere professionistico.

Dal 1986 si tiene annualmente il Torneo Internazionale "Città di Gradisca" – Trofeo "Nereo Rocco", con squadre giovanili provenienti da tutto il mondo.

Il calcio in città è praticato anche dal Gradisca Football Club, che tuttavia partecipa alla non lucrativa Lega Calcio Friuli Collinare. I colori sociali sono il nero e l'arancio.

Impianti sportivi

Gli impianti sportivi sono concentrati a nord della città nell'area di via dei campi (primo nucleo della cittadella dello sport) ed a sud-ovest del centro storico.

Note

  1. ↑ Toponimo ufficiale in lingua friulana, sancito dal DPReg 016/2014, vedi Toponomastica ufficiale, su arlef.it.
  2. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ↑ toponomastica ufficiale (DPReg 016/2014), su arlef.it.
  6. ↑ Carta storico-turistica del Fronte isontino (PDF), su ita-slo.eu.
  7. ↑ Art. 3 Stemma, gonfalone, titolo di città, comma 3 dello statuto comunale
  8. ↑ Antonini 1865, p. 256.
  9. 1 2 AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 313, ISBN 88-11-30500-4.
  10. 1 2 Repertorio speciale nei luoghi del Littorale (PDF), su sistory.si, 1885, p. 38.
  11. ↑ (SL) Registro dei beni culturali sloveni, su geohub.gov.si.
  12. ↑ Annie Sacerdoti, Guida all'Italia ebraica, Genova, Marietti, 1986.
  13. 1 2 3 Gradisca d'Isonzo, su Ufficio araldico - Fascicoli comunali, Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 14 gennaio 2026.
  14. ↑ Comune di Gradisca d'Isonzo, Statuto comunale (PDF), Art. 3 comma 1 e 2 Stemma, gonfalone, titolo di città.
  15. ↑ Maria Masau Dan, Il patrimonio d'arte di Gradisca: frammenti di un grande passato, in Gradisca, Mariano del Friuli, ed. della Laguna, 1998, p. 120.
  16. ↑ Dati tratti da:
  17. ↑ Cittadini stranieri residenti a Gradisca d'Isonzo, su SapereComune.it. URL consultato il 13 ottobre 2026.
  18. ↑ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana., su arlef.it.
  19. ↑ Lingua e cultura, su arlef.it.
  20. ↑ Repertorio speciale nei luoghi del Litorale austro-illirico (PDF), 1894, p. 50.
  21. ↑ Gemeindelexikon der im Reichsrate vertretenen Könicgreiche und Länder (PDF), K.K. Statistische Zentralkommission, 1906, p. 24.
  22. ↑ Francesco Scabar, Una lettura del censimento asburgico del 1910, in Quaderni del Centro di Ricerche Storiche, XXX, 2019, p. 326.
  23. ↑ ISIS “Brignoli-Einaudi-Marconi su bem.goiss.edu.it
  24. ↑ Vivere il comune, su comune.gradiscadisonzo.go.it. URL consultato il 2 luglio 2024.
  25. ↑ Nidi intercomunali[collegamento interrotto], su nidi-intercomunali.it.
  26. ↑ Ettore Patuna, Schedario storico gradiscano, vol. 12 (Serviti, storia, teatro, tempi barbari).
  27. ↑ Marco Pozzetto, Max Fabiani, Trieste, MGS Press, 1998, p. 257..
  28. ↑ Copia archiviata (PDF), su oice.it. URL consultato il 29 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 15 ottobre 2014).
  29. ↑ a.Artisti Associati - Sala Bergamas Gradisca d'Isonzo, su artistiassociatigorizia.it (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2010).
  30. ↑ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 19.
  31. ↑ Post di Gradisca immagini e pensieri facebook.com/gradiscaimmaginiepensieri
  32. 1 2 Coalizione composta da Partito Democratico, Rifondazione comunista e liste civiche
  33. ↑ Trofeo "Nereo Rocco", su trofeorocco.com (archiviato dall'url originale il 20 giugno 2017).

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

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