Gran Dolina

Gran Dolina
Gli scavi nella Gran Dolina nel corso del 2012
Stato
Comunità autonoma  Castiglia e León
ProvinceProvincia di Burgos
ComuniAtapuerca
Altitudine1.080 m s.l.m.
Uso abitativoda 900.000 anni fa
Coordinate42°21′N 3°30′W
Mappa di localizzazione: Spagna
Gran Dolina
Gran Dolina

La Gran Dolina è una dolina carsica, ovvero una depressione circolare del terreno, e un sito archeologico che si trova nei pressi della città di Atapuerca, nella provincia di Burgos, in Spagna.

La Gran Dolina fa parte dell'area archeologica di Atapuerca patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, una delle più importanti aree archeologiche d'Europa per l'abbondanza e la diversità dei resti fossili ivi ritrovati.

Scavi

La dolina è stata riempita nel corso del tempo da una successione di sedimenti nei quali si sono accumulati numerosi resti fossili. Verso la fine del XIX secolo, fu scavata una trincea per costruire una linea ferroviaria e questo ha permesso di far affiorare la sequenza geologica degli strati sedimentari e studiarne la disposizione stratigrafica.

I primi ritrovamenti avvennero negli anni 1970/80 e il luogo fu definito Trinchera Dolina (TD); gli strati furono classificati dal TD1 (inferiore e quindi il più antico) al TD11 (il superiore e più recente). Per permettere lo scavo dei vari livelli dei sedimenti, fu necessario installare una grande impalcatura di sostegno.

Cavità

In una fase iniziale si verificò un evento distruttivo con il crollo di grandi blocchi e di formazioni calcaree interne; successivamente la grotta rimase per un periodo sommersa dall'acqua e solo in seguito si aprì verso l’esterno, trasformandosi in una sorta di rappola naturale per gli animali. I resti rinvenuti, appartenenti a diversi animali mostrano che molte ossa si accumularono in seguito alla caduta accidentale degli animali nella cavità, dove i corpi si decomposero sul posto prima di essere progressivamente ricoperti dai sedimenti.

Stratigrafia del sito

Attualmente gli studiosi suddividono la stratigrafia della grotta in 12 unità litostratigrafiche, ovvero strati distinguibili per posizione e caratteristiche geologiche che nelle pubblicazioni sono indicati con sigle come TD1, TD2, TD3 … TD11, dove ogni unità rappresenta un grande episodio di deposizione di sedimenti nella grotta, e 19 facies sedimentarie, sulla base delle modalità con cui il materiale si è depositato come ad esempio, sedimenti portati dall'acqua, accumuli di crollo del soffitto, o materiali entrati dall'ingresso della grotta.

Datazione

La datazione della sequenza della grotta, basata soprattutto su tecniche magnetostratigrafiche, integrate con altri metodi geologici e stratigrafici, ha determinato che i primi sedimenti naturali che riempiono il fondo della grotta (detriti, sabbie e ghiaie portate all'interno dalle acque) cominciarono ad accumularsi più di 1,2 milioni di anni fa, mentre le prime testimonianze umane ben documentate attribuite all'Homo antecessor, sono datate a 950.000 anni fa; questa sequenza fa ritenere che la grotta, inizialmente inaccessibile dall'esterno, successivamente si aprì maggiormente verso l’esterno, rendendo possibile l'ingresso di animali e esseri umani.

Reperti umani

Resti di Homo antecessor della Gran Dolina, inventariati come reperti ATD6-15 e ATD6-69.

I principali reperti umani rinvenuti a Gran Dolina provengono dal livello stratigrafico TD6, uno degli strati più importanti della sequenza della cavità. Gli scavi hanno restituito un insieme relativamente ricco di fossili, costituito da circa centosettanta resti attribuiti ad almeno otto individui, sia adulti sia immaturi. I reperti comprendono soprattutto denti, frammenti cranici, parti di mascella e mandibola e altri elementi dello scheletro, tra cui ossa del torace e della spalla. Sulla base di questo insieme fossile, nel 1997 fu proposta la specie Homo antecessor, caratterizzata da una combinazione di tratti cranici, mandibolari e dentari arcaici e da alcuni caratteri facciali relativamente moderni.

I resti umani sono stati trovati in associazione con numerosi altri reperti archeologici e paleontologici; nel livello TD6 sono infatti presenti centinaia di manufatti litici e migliaia di resti faunistici appartenenti a grandi mammiferi come cavalli, cervidi e bovidi. Le ossa umane e quelle animali presentano in diversi casi tracce di taglio e fratture compatibili con attività di macellazione e sfruttamento delle carcasse, indicando che il deposito si formò in un contesto di occupazione umana della cavità e di utilizzo delle risorse animali presenti nell'area.

Le datazioni disponibili per il livello TD6 indicano un intervallo compreso approssimativamente tra circa 772.000 e 949.000 anni fa e, in base alle caratteristiche morfologiche e ai più recenti studi sulle proteine antiche, i reperti sono attribuiti a Homo antecessor, una delle specie più importanti per lo studio del primo popolamento umano dell’Europa occidentale, il cui significato filogenetico resta comunque oggetto di discussione tra gli studiosi.

Il sito è conosciuto soprattutto per i frammenti del cranio di un individuo giovane, probabilmente di 10-11 anni, soprannominato niño de Gran Dolina, denominat ATD6-15 e ATD6-69, che hanno avuto un ruolo centrale nella ricostruzione dell'aspetto del volto ddi Homo antecessor. ATD6-15 è un frammento dell’osso frontale, mentre ATD6-69 comprende una parte molto importante del massiccio facciale superiore, con elementi della mascella e della zona sotto l’orbita.

Uno studio sulle proteine antiche di un dente, denominato ATD6-92, ritrovato nel 1994, attribuito a un maschio e datato a circa 0,77-0,95 milioni di anni fa, ha concluso che la specie Homo antecessor rappresenta un ramo molto vicino ma distinto all’origine del gruppo umano successivo, ovvero il clade che comprende Homo sapiens, Homo neanderthalensis e Denisoviani.

Un altro studio svolto su due fossili di scapole di Homo antecessor, ATD6-116 e ATD-118, con una serie di scapole di Homo sapiens e di scimpanzé, è arrivato alla conclusione che lo sviluppo della spalla in Homo antecessor era più simile a quello degli esseri umani moderni che a quello delle grandi scimmie.

Ossa analizzate per l'ipotesi di cannibalismo

Cannibalismo

Si ipotizza che l'Homo antecessor praticasse l'antropofagia, come sembra attestato dai segni lasciati sulle ossa umane.

Queste marcature suggeriscono operazioni di macellazione che hanno lasciato tracce di utensili in pietra sull'osso; inoltre alcuni colpi indicano che l'osso è stato spaccato in due metà. I reperti ossei presentano tracce di colpi e fratture nette allo scopo di estrarre il midollo osseo. Altri elementi importanti a conferma di questa ipotesi, sono dati dal mescolamento dei resti umani con quelli animali e con l’industria litica, unito dalla circostanza che questi resti non presentano disposizioni particolari o segni che facciano pensare a una deposizione funeraria o rituale.

Reperti litici

Materiali litico ritrovato nel livello TD6

Nel livello TD6 del sito, lo stesso dove sono stati ritrovati i fossili attribuiti all'Homo antecessor, sono stati rinvenute pietre spezzate intenzionalmente per ottenere pezzi con margini taglienti, insieme ad altri ciottoli utilizzati per colpire, rompere e frantumare, associati a resti animali e umani, all'interno di un contesto di occupazione datato a circa 850.000 anni fa, interpretato come un accampamento.

Un secondo gruppo di manufatti litici, datato a circa 400.000 anni fa e associato all'acheuleani, comprende piccoli strumenti taglienti e utensili di dimensioni maggiori e più accuratamente modellati, accompagnati da pietre usate per battere, rompere e lavorare materiali diversi; questo insieme appare più ricco e più vario di quello più antico, e si crede servisse ad un insieme più ampio di attività, che doveva comprendere non solo la macellazione degli animali, ma anche lavorazioni più pesanti e complesse, forse anche collegate ad altri materiali, come il legno.

Reperti faunistici

I resti faunistici di Gran Dolina attestano una fauna ricca e diversificata, comprendente grandi erbivori come cavalli, rinoceronti e bisonti, cervidi, carnivori come orsi, giaguaro europeo, e canidi, e castori, e mostrano che almeno in parte le ossa si accumularono nella cavità in seguito alla caduta accidentale degli animali, i cui corpi si decomposero sul posto; alcuni carnivori, come gli orsi, dovettero invece raggiungere l’interno attraverso accessi secondari, finendo anche loro uccisi dalla natura del luogo.

Il sito ha dato alla luce un accumulo di resti di bisonte, che viene interpretato come il risultato di ripetuti episodi di caccia ai bisonti da parte di gruppi umani, seguiti dalla macellazione e dallo sfruttamento delle carcasse di questi grandi erbivori.

In sintesi, il fatto principale che si ricava dallo studio è che il deposito di bisonti viene interpretato come il risultato di cacce ripetute e non di un singolo evento o di accumuli naturali.

Il sito fu utilizzato stabilmente dalle iene, probabilmente come tana, come si ricava dalla presenza di grandi accumuli di resti di defecazione di questo carnivoro.

Note

  1. 1 2 (EN) UNESCO World Heritage Centre, Archaeological Site of Atapuerca, su UNESCO World Heritage Centre. URL consultato il 15 marzo 2026.
  2. 1 2 3 (ES) Museo de la Evolución Humana, su Museo de la Evolución Humana. URL consultato il 15 marzo 2026.
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  6. 1 2 3 4 Marina Mosquera, Andreu Ollé e Xose Pedro Rodríguez-Álvarez, Shedding light on the Early Pleistocene of TD6 (Gran Dolina, Atapuerca, Spain): The technological sequence and occupational inferences, in PloS One, vol. 13, n. 1, 2018, pp. e0190889, DOI:10.1371/journal.pone.0190889. URL consultato il 16 marzo 2026.
  7. ↑ (EN) Parés, JM; Arnold, L.; Duval, M.; Demuro, M.; Pérez-González, A.; Bermúdez de Castro, JM; Carbonell, E.; Arsuaga, JL, Reassessing the age of Atapuerca-TD6 (Spain): new paleomagnetic results, in Journal of Archaeological Science, 2013, p. 10.
  8. 1 2 3 Summary of the 2025 Atapuerca Excavation Campaign | CENIEH, su www.cenieh.es. URL consultato il 15 marzo 2026.
  9. 1 2 (EN) Daniel García-Martínez, David J. Green e José María Bermúdez de Castro, Evolutionary development of the Homo antecessor scapulae (Gran Dolina site, Atapuerca) suggests a modern-like development for Lower Pleistocene Homo, in Scientific Reports, vol. 11, n. 1, 18 febbraio 2021, pp. 4102, DOI:10.1038/s41598-021-83039-w. URL consultato il 16 marzo 2026.
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  11. ↑ (ES) Álvarez Rey, L.; Aróstegui Sánchez, J.; García Sebastián, M.; Gatell Arimont, C.; Palafox Gamir, J.; Risques Corbella, M., Las raíces históricas de España, Historia de España. Vicens Vives, 2013, p. 1, ISBN 978-84-316-9258-2.
  12. ↑ (ES) Bermúdez de Castro, J. M.; Arsuaga, J. L.; Carbonell, E. et al., Atapuerca. Nuestros antecesores. Catálogo de la exposición, Junta de Castilla y León, 1999, p. 5, ISBN 84-7846-871-4.
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  14. ↑ Marina Mosquera, Andreu Ollé e Xose Pedro Rodríguez-Álvarez, Shedding light on the Early Pleistocene of TD6 (Gran Dolina, Atapuerca, Spain): The technological sequence and occupational inferences, in PloS One, vol. 13, n. 1, 2018, pp. e0190889, DOI:10.1371/journal.pone.0190889. URL consultato il 17 marzo 2026.
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Bibliografia

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