La gang di Gridiron (Gridiron Gang) è un film del 2006 diretto da Phil Joanou. Il film trae ispirazione ai fatti realmente accaduti nel riformatorio di Camp Kilpatrick in cui fu formata la squadra di football dei Kilpatrick Mustangs.
Con la parola "Gridiron" si intende la "griglia", cioè le righe che compongono il campo di football.
Sean Porter, ex stella del Football americano, è un assistente sociale in un riformatorio di Los Angeles, che negli ultimi tempi trabocca di membri delle gang che hanno commesso dei crimini efferati, dalla rapina a mano armata all'omicidio. Frustrato nel vedere che i ragazzi appena usciti dal riformatorio rientravano nelle proprie bande, Sean decide di dare un senso alla loro (e alla propria) vita in riformatorio: propone al direttore dell'istituto di creare una squadra di football. Inizialmente l'idea non viene accettata, ma Sean ed il suo collega e amico Malcolm riescono a convincere il direttore, dando così inizio al progetto della squadra dei “Mustangs”.
Dopo innumerevoli sforzi per creare la squadra, incominciano i problemi disciplinari, ma Sean ha un carattere forte, grazie al quale riesce a gestire i ragazzi riuscendo a creare pian piano unione fra i membri della squadra. L'esordio è tuttavia umiliante per i ragazzi, che perdono di 38 punti, ma col passare della stagione i Mustangs migliorano arrivando fino ai play-off. In una delle ultime partite, un membro della gang di Willy Weathers entra in campo al termine del match, inizialmente per fare i complimenti all’amico, salvo poi sparare a Kelvin Owens, appartenente alla gang rivale; Willy riesce a salvare il proprio compagno, dando dimostrazione di come i Mustangs erano riusciti a far crollare l’odio derivante dalle rivalità fra gang tra i compagni. La pericolosità della situazione, e la morte del vecchio amico di Willy mentre scappava dalla polizia in seguito all’accaduto, spinge i membri del consiglio del campionato a premere per l’esclusione della squadra del riformatorio; Sean e il resto della direzione riescono però a evitare l’espulsione, che sarebbe stata una mazzata per i ragazzi, garantendo al consiglio che non sarebbe più accaduto nulla del genere, grazie a volontari della polizia che si sarebbero occupati di servizio d’ordine durante i match. I ragazzi arrivano così a giocare la semifinale dei play-off contro la squadra che li aveva battuti nella prima partita, riuscendo a vincere negli istanti finali, con una prestazione maiuscola. I Mustangs, racconta Sean, verranno battuti in finale, al termine di una partita giocata in modo eccezionale, ma la cosa più importante, come ripete nel discorso finale rivolto ai agli spettatori, è che i ragazzi ora sono dei vincenti, non più dei perdenti.
Nel finale Sean racconta la vita dei giocatori del team: la maggior parte va a scuola, tre lavorano a tempo pieno, due giocano a football in un college e solo cinque rientrano nelle rispettive bande, due torneranno in prigione e uno verrà ucciso in una sparatoria. Il progetto Mustangs continua, come si vede nel finale, con nuovi membri pronti a dare un senso alla propria detenzione.
Prima dei titoli di coda, passano le scene del documentario del 1993 che ha ispirato il film.
Tutte le musiche sono state scritte da Trevor Rabin.
Il film ha incassato 14 414 640 dollari nella prima settimana di apertura. Fino al 12 giugno 2007 ne ha incassati in tutto il mondo 41 480 851.