
Il reverendo Griffith Hughes (Tywyn, 1707 – 1758 ca.) è stato un naturalista, religioso e scrittore gallese inglese. Hughes scrisse The Natural History of Barbados, opera che comprendeva la prima descrizione del pompelmo, noto anche come «frutto proibito». Il suo lavoro venne lodato da Linneo, ma fu anche definito una «frode scientifica».

Hughes nacque nel 1707 da Edward e Bridget Hughes a Tywyn, nel Merioneth, in Galles, e fu battezzato il 29 aprile. Dal maggio del 1729 frequentò il St John's College di Oxford, anche se non sembra abbia conseguito un titolo in quel periodo. Venne ordinato sacerdote a Londra nel 1732 e intraprese la carriera ecclesiastica. Tra il 1733 e il 1736 guidò congregazioni gallesi a Radnor ed Evansburg, in Pennsylvania, viaggiando ogni settimana per lunghe distanze per predicare principalmente in lingua gallese. Nel 1736 lasciò la Pennsylvania per Barbados, dove venne nominato rettore della parrocchia di St. Lucy. Da lì fece ritorno a Londra. Pubblicò inizialmente le proprie osservazioni in un articolo apparso nei Philosophical Transactions of the Royal Society nel 1743-1744. Durante il soggiorno londinese partecipò ad una riunione invernale della Society for the Propagation of the Gospel. Ricomparve a Londra cinque anni più tardi, periodo che coincide con la sua elezione a Fellow della Royal Society. Nello stesso anno conseguì infine il Bachelor of Arts e il Master of Arts a Oxford. Sebbene risultasse ancora rettore di St. Lucy, Barbados, fino al 1750, non è chiaro quanto tempo trascorse effettivamente sull'isola, dato il suo ritorno a Londra nel 1743. I documenti della Royal Society indicano che nel 1748 risiedeva a Londra, forse in relazione ai suoi studi a Oxford. La conclusione del suo incarico a St. Lucy coincide con la pubblicazione del suo libro, un'opera sostenuta da vari artigiani al servizio del re. I registri della Royal Society attestano inoltre la sua presenza per circa dieci anni dopo l'elezione del 1748. Non esistono prove di un suo matrimonio, e le rivendicazioni fondiarie che aveva avviato in Pennsylvania vennero abbandonate mentre si trovava a Barbados. La sorte di Hughes dopo il 1758 rimane sconosciuta.
La Society for the Propagation of the Gospel in Foreign Parts (SPG) sostenne i suoi sforzi per unirsi alla missione anglicana nella Pennsylvania coloniale presso due congregazioni gallesi: St. David's a Radnor e St. James Perkiomen a Evansburg. Hughes venne nominato dalla SPG nell'ottobre del 1732 con uno stipendio annuale di 60 sterline e raggiunse la Pennsylvania all'inizio dell'inverno successivo. Nel marzo del 1734 dichiarò in un rapporto alla SPG di aver percorso oltre 1800 chilometri nell'entroterra della Pennsylvania per assistere varie congregazioni, inclusa una nella neonata contea di Lancaster. Nel settembre del 1735 riferì di essersi fratturato la rotula durante uno dei suoi viaggi.
Hughes riteneva che fornire libri e opuscoli in lingua gallese alle proprie congregazioni fosse un compito fondamentale. Nel dicembre del 1734 si offrì volontario per tornare a Londra e contribuire alla traduzione e pubblicazione di nuovo materiale, ma la proposta venne respinta dalla SPG. In Pennsylvania pubblicò a proprie spese un trattato in gallese intitolato Myfyrdodau Bucheddol ar y Pedwar Peth Diweddaf, dedicato alle «ultime quattro cose». Nessuna delle 150 copie stampate sembra però essere sopravvissuta. Hughes pare inoltre aver aggiunto alcune proprie idee al materiale originario elaborato da John Morgan, fratello del vicario della sua città natale. Alcuni commenti sparsi nella corrispondenza dell'epoca indicano che i suoi servizi erano molto richiesti, tanto da non riuscire a soddisfare tutte le necessità pastorali. Il suo arrivo in quella regione della Pennsylvania fornì finalmente un rettore gallese a comunità che ne erano prive da anni. Un parrocchiano morente stimò tanto Hughes da lasciargli in eredità «una giovane cavalla baia brillante con una stella sulla fronte». Hughes avviò inoltre pratiche per ottenere 1,6 km² di terra nella contea di Berks e altri 1,64 km² nella contea di Lancaster.
Nel giugno del 1736 Hughes riferì che, a causa del peggioramento della salute aggravato dai lunghi viaggi verso Caernarvon, Newtown ed Evansburg, si era recato a Barbados, dove rimase per tre mesi e accettò un incarico presso la parrocchia di St. Lucy. Tornò poi in Pennsylvania per quattro mesi. La sua partenza fu improvvisa e controversa, tanto che St. David's avviò una verifica amministrativa dopo il suo abbandono della missione. Pleasants criticò la «desertione della sua missione e il suo ritiro senza cerimonie», riportando anche una leggenda secondo cui il suo allontanamento da Barbados sarebbe stato altrettanto improvviso. La congregazione di St. James si lamentò in una lettera alla SPG, sostenendo che «Mr. Hughes molto raramente veniva tra noi» e denunciando non meglio precisati «comportamenti scorretti». Hughes fu l'ultimo ecclesiastico di St. David's a predicare regolarmente in lingua gallese.
Nel 1743 Hughes presentò alla Royal Society campioni di amianto provenienti dalla Pennsylvania, molto prima che questa sostanza trovasse applicazioni industriali.
Durante il soggiorno a Barbados Hughes registrò per anni osservazioni sulle caratteristiche naturali, sulla flora e sulla fauna dell'isola. Tali osservazioni confluirono nella sua opera successiva. Il suo arrivo a Barbados coincise con il completamento del Codrington College e con la crescente influenza della Royal Society sull'isola. È inoltre evidente l'ampia rete di corrispondenza e patronato di cui Hughes si servì per orientare il proprio lavoro e favorirne la pubblicazione. Il ruolo di rettore di St. Lucy gli garantì stabilità economica e accesso a tali risorse. Da Barbados – situata sul lato sottovento dell'arcipelago – Hughes tornò probabilmente in Inghilterra nel 1743 e nel 1748, dato che partecipò rispettivamente alle riunioni della SPG e della Royal Society. Il primo soggiorno coincide con la pubblicazione dell'articolo Of a Zoophyton resembling the Flower of a Marigold, apparso nei Philosophical Transactions, considerato il primo contributo scientifico proveniente da Barbados. Nel 1748 conseguì i titoli di BA e MA a Oxford e, il 9 giugno dello stesso anno, venne eletto Fellow della Royal Society.
Hughes è ricordato soprattutto per The Natural History of Barbados, pubblicato a Londra nel 1750. Quest'opera di 314 pagine, suddivisa in dieci libri, comprendeva 29 tavole illustrate realizzate da Georg Dionysius Ehret e altri artisti. Nel testo Hughes osservava, tra le altre cose, che il nome «Barbados» derivava dal portoghese barbados («barbuti») e si riferiva probabilmente ai filamenti delle radici del fico che penetravano nel terreno. Oltre al fico, Hughes descrisse numerosi utilizzi – compresi quelli medicinali – delle piante dell'isola. Tra questi figura anche la prima descrizione del pompelmo, da lui chiamato «The Forbidden Fruit». Nello stesso volume Hughes coniò inoltre il termine «febbre gialla», sebbene il collegamento con le zanzare sarebbe stato scoperto soltanto molto più tardi.

Il cartografo incaricato della realizzazione delle mappe del libro fu Thomas Jefferys, cartografo ufficiale di Giorgio III, mentre le illustrazioni furono create da Georg Dionysius Ehret, celebre per i suoi disegni botanici. Hughes fu inoltre tra i primi a descrivere molti siti dell'isola da una prospettiva archeologica. Parti dell'opera del 1750 furono successivamente incorporate in libri dedicati alle malattie delle Indie Occidentali. Grainger e Moseley citarono frequentemente Hughes, soprattutto per quanto riguardava i sintomi e i trattamenti delle malattie osservate a Barbados.
La sorte di Hughes dopo la fine degli anni Cinquanta del Settecento rimane incerta. Una fonte indica come possibile data di morte il 1778, in luogo sconosciuto, mentre un'altra suggerisce un ritorno a Barbados intorno al 1758; quest'ultima ipotesi sembra accordarsi meglio con i registri della Royal Society.
I detrattori di Hughes sottolinearono che il suo libro non produsse grandi scoperte scientifiche e che opere successive dell'epoca coloniale lo superarono ampiamente. Nonostante ciò, il volume ebbe numerosi sostenitori, godette di grande popolarità e rappresentò la prima pubblicazione scientifica basata su ricerche svolte direttamente a Barbados. L'opera venne lodata da Carl Linnaeus, pur essendo stata in seguito definita da alcuni una «frode scientifica». Rimase comunque frequentemente citata nei lavori successivi.
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