
Il Genio guastatori è una specialità dell'Arma del genio dell'Esercito Italiano, che supporta le truppe combattenti, composta da "guastatori", militari specializzati nell’attacco e nella difesa di opere fortificate, ma anche nel distruggere mezzi corazzati, piazzare e disinnescare ordigni.

La specialità guastatori sorse anche in Italia, a partire dal luglio 1940, quando elementi del genio artieri vennero inviati alla Scuola Guastatori creata a Civitavecchia, zona Campo dell'Oro, creata dal colonnello Piero Steiner e ispirata dai “Genieri d’assalto” tedeschi e dagli "Arditi del genio" italiani della prima guerra mondiale per esser addestrati al particolare compito di avvicinarsi alle opere fortificate nemiche, e collocare cariche esplosive nei punti più vulnerabili (feritoie, porte, botole), attendere l'esplosione a pochi metri di distanza e quindi, con l'appoggio di armi d'assalto (fucili d'assalto, mitragliatrici, lanciafiamme, mortai e bombe a mano), irrompere attraverso la breccia aperta. Condizioni necessarie per la riuscita dell'assalto erano: sorpresa, temerarietà, pianificazione, sincronizzazione e rapidità d'azione.
I reparti guastatori del Regio Esercito furono ordinati in compagnie che successivamente vennero riunite in battaglioni. Elemento fondamentale era il plotone organizzato su due gruppi distruzione (ciascuno dotato di armamento individuale, bombe a mano, candelotti fumogeni, cariche allungate per aprire varchi e cariche speciali per la distruzione di feritoie e per il danneggiamento di cupole corazzate) e due gruppi sostegno (dotati di mitragliatrici e mortai da 45 mm.) Detto plotone era ritenuto capace di attaccare con successo un'opera dotata di 3-4 postazioni attive.
Per le divisioni paracadutisti e alpine furono costituiti, rispettivamente, battaglioni e compagnie guastatori speciali.
Costituisce uno degli sviluppi più giovani dell'Arma del Genio, celebre grazie alle gesta dei guastatori italiani nella battaglia di Ain el-Gazala, nella presa di Tobruk (dove per primi irruppero proprio i guastatori), a Marsa Matruh, e ad El Alamein in Africa settentrionale durante la seconda guerra mondiale. Celebri il XXXI battaglione guastatori comandato dal maggiore Paolo Caccia Dominioni, il 32º Battaglione Guastatori d'Africa e dl'VIII Battaglione guastatori paracadutisti. Erano chiamati anche pionieri d'arresto i cui compiti erano quelli della "posa e della difesa attiva dei campi minati a protezione dell'avanzata nemica". Nel 1942 furono costituiti i XXX e XXXI Battaglioni guastatori del Genio alpino.
Nel dopoguerra l'Esercito italiano nel 1948 ha l’idea della creazione di una nuova specialità, i pionieri d'arresto e ne vengono creati cinque battaglioni. Nel 1972 il Genio Pionieri d’arresto viene trasformato in "guastatori d'arresto". Con la ristrutturazione dell'esercito del 1975 resta un solo reparto: il XXXI Battaglione Guastatori d’Arresto, ridenominato 3º Battaglione Guastatori "Verbano". I Guastatori hanno la loro insegna dagli anni settanta, costituita dalla mostrina in formato ridotto dell'Arma poggiata su sfondo bianco e rosso tagliato in diagonale, con il rosso nella metà bassa e interna della mostreggiatura; nella parte alta campeggia la granata nera con 5 lingue di fiamma rosse sormontate da un gladio.
Nel 1986 ha luogo un nuovo riordinamento dell’Arma del Genio e si ha una moltiplicazione dei reparti guastatori. Si è quindi giunti alla recente introduzione nelle Brigate dell'Esercito di unità dell'Arma del Genio a livello di reggimento, in luogo delle preesistenti Compagnie Genio Guastatori. Alla specialità guastatori, si aggiungono ulteriori specializzazioni come i guastatori alpini e i guastatori paracadutisti.


Questi gli Ordini di battaglia (OdB) dei guastatori italiani.
Sciolti il 24 settembre 1944.