
Guido Mazzella (Torre Annunziata, 2 gennaio 1931) è un regista teatrale e drammaturgo italiano.
Allievo di Costa, Pacuvio, Strehler, inizia la sua attività professionale, creando e dirigendo le due Scuole di recitazione del teatro universitario di Napoli e Roma, dove scopre e forma attori quali Leo de Berardinis, Virginio Gazzolo, Anna Mazzamauro, Gigi Proietti, Mariano Rigillo, Stefano Satta Flores e registi quali Antonio Calenda e Vittorio Sindoni.
Con gli allievi del Teatro Universitario mette in scena al Teatro Ateneo di Roma Il suo primo spettacolo: I Giusti di Albert Camus.
Successivamente, in 45 piazze italiane, con la "Compagnia del Teatro in Piazza", mette in scena testi di classici italiani dal '400 al '600 e di autori del teatro popolare europeo. Anche con il teatro contemporaneo, allestisce in teatro testi di Flaiano, Weingarten, Ambrogi, Handke, Rea, Bernari, De Filippo.
Per realizzare queste opere dirige, tra gli altri: Giuseppe Anatrelli, Massimo Castri, Virginio Gazzolo, Lorenza Guerrieri, Gabriele Lavia, Magda Mercatali, Marco Messeri, Aldo Miranda, Renzo Palmer, Elisabetta Pozzi, Mariano Rigillo, Antonio Salines, A. Teresa Rossini, Gerardo Scala.
Nel 2000 dirige al Teatro Argentina di Roma un suo testo, Gli Anni del Giubileo, spettacolo che viene scelto dal "Comitato Centrale del Gran Giubileo" come spettacolo ufficiale del Giubileo 2000.
Dopo questo spettacolo, causa la scomparsa prematura di suo figlio Michele, rinuncia alla sua attività di regista, per dedicarsi esclusivamente alla drammaturgia e alla ricerca teatrale.
Quale contributo alla ricerca teatrale e alla drammaturgia, scrive una Storia del teatro in 100 pagine e 100 immagini, tre saggi rispettivamente su Shakespeare con La Umana Commedia di William Shakespeare, su Moliere con Molière ai Confini del Comico e Goldoni su Goldoni e La Polis Veneta. In collaborazione con Antonello Venditti scrive un musical mai pubblicato intitolato Idolon e un dramma dal titolo Mefisto, e se fosse l'uomo a tentare il diavolo? tradotto in francese da Monique Smadja e in tedesco da Werner Waas.
Nel 2025 scrive il testo teatrale Progetto per una donna sola definito dall'autore come esperimento di una co-creazione, scritto per il 50% dall'autore, il 40% dall'A.I. e il 10% assieme.
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