| Hanfu | |
|---|---|
| Nome cinese | |
| Cinese tradizionale | 漢服 |
| Cinese semplificato | 汉服 |
| Pinyin | Hànfú |



Hanfu (漢 服T, 汉服S, hànfúP, han4 fu2W; min meridionale: hànho̍k o hanhok; cantonese: hɔn˧fʊk˨ o honfuk: significa "costume Han"), o Hànzhuāng (漢裝T, 汉装S), da una minoranza di Han detto anche Huáfú (華服T, 华服S), è un abito tradizionale cinese (Han), utilizzato durante gran parte del periodo precedente alla dinastia Qing.
È un abito diverso dal Changshan (abito maschile) e dal Cheongsam o qípáo (abito femminile). Questi sono infatti abiti mancesi, imposti a partire dal XVII secolo, epoca della presa del potere della Dinastia Qing e che hanno conosciuto una lunga evoluzione fino a epoche recenti. Lo hanfu non deve neppure essere confuso con il giapponese kimono che è un abito che deriverebbe dallo hanfu.
L'hanfu è l'abbigliamento tradizionale del popolo Han, la principale etnia cinese. La sua origine è attribuita agli imperatori Yan Di e Huang Di, vissuti intorno al XXV-XXVI secolo a.C., considerati antenati degli Han. L'hanfu è stato utilizzato per quasi 4000 anni, fino alla fine della dinastia Ming, mantenendo nel tempo le caratteristiche principali.
Durante la dinastia Zhou, caratterizzata da un'enfasi sulla cortesia e sui rituali, l'hanfu assunse forme specifiche e formali, compreso un abbigliamento destinato a contesti professionali. Con la dinastia Han, l'hanfu sviluppò le caratteristiche distintive che lo contraddistinguono e raggiunse ampia popolarità. Il nome dell'etnia Han deriva proprio da questa dinastia, così come il nome dei loro costumi. L'hanfu non è limitato alla dinastia Han, ma rappresenta anche l'abbigliamento tradizionale delle dinastie di Yanhuang e Ming. Nei secoli successivi i dettagli dell'hanfu variarono, e nuovi tipi di abbigliamento divennero noti, pur mantenendo inalterate le caratteristiche fondamentali stabilite durante la dinastia Han.
Il periodo della dinastia Han fu particolarmente significativo nella storia della Cina, con la formazione del popolo Han e lo sviluppo di una cultura fiorente, che raggiunse importanti livelli nelle arti, nelle scienze, nell'economia e nell'agricoltura.
Nel corso della storia cinese, l'hanfu ha avuto un ruolo duraturo sia in epoca classica sia moderna, rappresentando un elemento importante del patrimonio culturale del popolo Han. Tuttavia, a seguito dell'invasione Manciù nel XVII secolo e del divieto di indossare l'hanfu, molti abiti tradizionali cinesi riconosciuti a livello internazionale, come il tangzhuang e il qipao, derivano invece dalla cultura manciù. Nonostante ciò, l'hanfu continua a essere indossato in occasione di feste tradizionali e cerimonie storiche, come la commemorazione degli antenati, eventi patriottici o il chéng rén lǐ (成人禮), la cerimonia tradizionale di passaggio all'età adulta. Tradizionalmente, tutti gli adulti Han partecipavano a questa cerimonia; attualmente la partecipazione è molto limitata.
Diversi abiti tradizionali di paesi dell'Asia orientale e del Sud-est asiatico si sono sviluppati a partire dall'hanfu, tra cui il kimono giapponese, l'hanbok coreano e l'áo dài vietnamita.
Oggi l'hanfu è principalmente utilizzato in contesti religiosi (indossato dai sacerdoti durante le cerimonie), di moda, fotografia, eventi culturali e social media. A partire dagli anni 2000, l'hanfu ha conosciuto un rilancio anche come elemento di moda tra i giovani, spesso ricostruito sulla base di dipinti storici o di rappresentazioni cinematografiche, più che da tradizioni ancora in uso.
Le prime forme dell'hanfu risalgono alla dinastia Shang (1600–1046 a.C.) e alla dinastia Zhou (1046–256 a.C.), quando l'abbigliamento era costituito principalmente da tuniche e gonne lunghe, legate da cinture, in tessuti come la seta e il lino. Questi abiti servivano sia per la vita quotidiana sia per rituali religiosi e cerimonie di corte, riflettendo già le gerarchie sociali. Durante la dinastia Zhou, vennero introdotti concetti fondamentali come il jiaoling youren (左衽), la sovrapposizione sinistra della parte superiore, diventata simbolo di identità culturale Han.
Durante la dinastia Han, l'hanfu si consolidò come abbigliamento distintivo della popolazione Han. Il shenyi, abito unico lungo dal collo ai piedi che combinava parte superiore e inferiore, divenne il modello cerimoniale standard. Le tuniche avevano maniche ampie e linee fluide, e i colori e i motivi decorativi indicavano lo status sociale e il ruolo all'interno della corte o della società. La seta rimaneva il materiale più prestigioso, simbolo di ricchezza e cultura raffinata.
Dopo la dinastia Han, durante il periodo dei Tre Regni (Wei, Shu, Wu), l'hanfu continuò a evolversi con variazioni regionali. Le classi nobili adottavano abiti dai colori più ricchi e motivi elaborati, mentre i cittadini comuni avevano versioni semplificate. Alcuni elementi tipici del periodo Han, come il shenyi, rimasero in uso, ma con maniche leggermente più corte e cinture più pratiche.
La dinastia Tang rappresenta uno dei periodi più elaborati per l'hanfu. L'abito femminile tipico prevedeva maniche larghe (daxiushan), gonne ampie e strati sovrapposti, spesso decorate con ricami di fiori, fenici o draghi. L'abbigliamento maschile includeva mantelli lunghi e abiti da cerimonia decorati, simbolo di nobiltà e potere. Questo periodo è noto per la grande apertura culturale e l'influenza internazionale, con lo stile Tang che influenzò gli abiti tradizionali di Corea, Giappone e Vietnam.
Durante la dinastia Liao, governata dai Khitan, l'hanfu tradizionale continuò a essere indossato dalla popolazione Han, pur subendo alcune influenze esterne. Gli abiti mantenevano la struttura classica con tuniche lunghe e gonne, ma talvolta venivano adattati a esigenze pratiche, ad esempio con maniche più strette o cinture più funzionali, per consentire maggiore libertà di movimento. In ambito cerimoniale, le classi nobili Han preservavano ancora stili formali di corte tipici della dinastia Song, mentre gli abiti quotidiani mostravano semplificazioni e accenti di influenza Khitan, come cappucci o stivali alti.
La dinastia Jin, fondata dai Jurchen, vide una convivenza culturale simile a quella della Liao. L'hanfu degli Han rimaneva un simbolo di identità culturale, soprattutto nelle cerimonie e nei contesti ufficiali. Tuttavia, la corte Jin incoraggiava l'adozione di elementi tipici della moda Jurchen, come cappotti doppi e cinture più larghe, e limitava talvolta l'uso di alcuni motivi decorativi tradizionali. Nonostante queste influenze, le linee fondamentali dell'hanfu (tunica superiore sinistra sopra quella inferiore, gonne lunghe e maniche ampie) rimasero riconoscibili.
Durante la dinastia Song, l'hanfu si caratterizzò per linee più sobrie e proporzioni più rigorose. Gli abiti erano meno ampi rispetto al Tang, con maniche più strette e una maggiore attenzione alla praticità. La struttura a strati rimaneva, ma i colori e i motivi decorativi erano più delicati e raffinati, riflettendo la cultura letteraria e civile della Song.

Durante la dinastia Yuan, governata dai Mongoli, l'hanfu subì ulteriori adattamenti a causa dell'influenza nomade della corte. Gli abiti maschili spesso integravano mantelli lunghi e cinture robuste, mentre le maniche potevano essere più strette o leggermente appuntite per facilitare l'uso di arco e frecce. L'hanfu femminile conservava le linee tradizionali, ma con modifiche pratiche e decorazioni meno elaborate rispetto al Tang o al Song. Questo periodo è caratterizzato da un equilibrio tra conservazione dell'identità culturale Han e pragmatismo imposto dal dominio mongolo, con una diffusione dell'hanfu più marcata tra le classi civili rispetto alla corte.
Nella dinastia Ming, l'hanfu femminile e maschile assunse forme più codificate. Le maniche erano lunghe e spesso a punta, le cinture larghe e decorative e le gonne femminili più dritte. L'abbigliamento cerimoniale seguiva rigide norme di etichetta, mentre gli abiti quotidiani erano più semplici ma rispettavano ancora i principi tradizionali. La dinastia Ming rappresenta il periodo in cui molte caratteristiche dell'hanfu classico furono formalizzate e codificate.

Con l'avvento della dinastia Qing, guidata dai Manciù, l'hanfu tradizionale venne progressivamente sostituito dall'abbigliamento di corte manciù, come il qipao maschile. L'uso dell'hanfu nella vita quotidiana declinò, mantenendosi principalmente in contesti cerimoniali, teatrali o rituali.
A partire dagli anni 2000, l'hanfu ha conosciuto un notevole revival grazie a movimenti giovanili, gruppi culturali e appassionati di storia. Oggi viene indossato in festival, cerimonie culturali, matrimoni e attività educative, come simbolo di identità culturale e patrimonio storico. I moderni stilisti reinterpretano le forme tradizionali, mantenendo linee, proporzioni e motivi tipici, ma adattandoli a materiali contemporanei e alla vita quotidiana.
L'hanfu si divide in diverse tipologie:
L'hanfu poteva (e può tuttora) essere accompagnato da accessori:
Funzione quotidiana per l'élite e cerimoniale per i riti religiosi.
Funzione quotidiana per la nobiltà, cerimoniale per rituali e corte.
Funzione quotidiana, simbolica, modestamente ornamentale.
Funzione quotidiana tra nobili e funzionari, cerimoniale per riti di corte e militari.
Funzione quotidiana per l'aristocrazia, cerimoniale per eventi di corte e riti ufficiali.
Funzione sia quotidiana per l'aristocrazia che cerimoniale per eventi di corte.
Funzione quotidiana e semi-cerimoniale tra l'alta società e funzionari.
Funzione quotidiana per la nobiltà, semi-cerimoniale, con influenza steppe e mongola.
Funzione soprattutto cerimoniale e simbolica, usata nelle corti o per eventi formali.
Funzione soprattutto cerimoniale e simbolica, ma anche quotidiana per la nobiltà urbana e imperiale.