| Hannelore Kohl | |
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| Consorte del Cancelliere federale della Germania | |
| Durata mandato | 1º ottobre 1982 – 27 ottobre 1998 |
| Capo del governo | Helmut Kohl |
| Predecessore | Loki Schmidt |
| Successore | Doris Schröder-Köpf |
Johanna Klara Eleonore Kohl, detta Hannelore (nata Renner; Berlino, 7 marzo 1933 – Ludwigshafen am Rhein, 5 luglio 2001), è stata la moglie di Helmut Kohl, cancelliere federale della Germania (1982-1998). Nel corso degli incarichi pubblici del marito ha svolto attività di rappresentanza ufficiale e si è dedicata a iniziative filantropiche.

Hannelore Kohl nacque nel quartiere berlinese di Schöneberg, figlia unica di Irene Merling (1897-1980) e Wilhelm Renner (1890-1952), ingegnere presso l'azienda di armamenti HASAG e successivamente dirigente industriale nell'ambito dell'economia di guerra. Secondo le ricerche del giornalista Heribert Schwan, la HASAG diretta da Renner impiegò fino a 60.000 tra prigionieri di campi di concentramento e lavoratori forzati ebrei; alcuni documenti citati da Schwan suggeriscono una corresponsabilità di Renner nella morte di numerosi lavoratori forzati.
Nel 1933 la famiglia si trasferì a Lipsia, nell'attuale Trufanowstraße 41. Qui, dal 1939, Hannelore Kohl frequentò la 32ª Volksschule e nell'autunno del 1943 superò l'esame di ammissione alla Gaudigschule, una scuola di rilievo di Lipsia situata nel quartiere di Gohlis (Leipzig). Dopo il devastante bombardamento aereo su Lipsia del dicembre 1943, Kohl si traferì con sua madre dapprima a Grimma e successivamente a Döbeln, dove frequentò il ginnasio locale. Durante un ulteriore bombardamento aereo su Lipsia, nel febbraio 1945, la casa della famiglia fu distrutta.
All'età di dodici anni, durante gli ultimi giorni della Seconda guerra mondiale, Hannelore Kohl fu ripetutamente violentata e poi, secondo il suo racconto, gettata da una finestra "come un sacco di cemento" da un gruppo di soldati sovietici. La bambina riportò una lesione spinale che avrebbe influito sulla sua salute per tutta la vita.
Il 5 maggio 1945 fuggì con Irene Merling verso Taucha, trasportando un carretto a mano. Lì incontrarono suo padre, col quale, nel luglio 1945 raggiunsero Mutterstadt, nell'attuale Renania-Palatinato. Poiché la casa paterna era stata distrutta dagli eventi bellici, la famiglia visse dapprima in un lavatoio di appena 12 m², diviso in zona giorno e zona notte tramite coperte appese. Come molti bambini del dopoguerra, soffrì di denutrizione anche oltre il duro inverno della fame (Hungerwinter) tra il 1946 e il 1947.
Sebbene non avesse ancora raggiunto l'età minima prevista, nel 1951 Hannelore Kohl conseguì il diploma di maturità francese (Zentralabitur). Nello stesso anno iniziò a studiare linguistica presso l'Università Johannes Gutenberg a Germersheim. A causa della morte prematura del padre, avvenuta nel 1952, e i problemi economici che ne conseguirono, dovette interrompere gli studi. In seguito trovò un primo impiego presso la casa editrice Kohlhammer di Stoccarda; dal 1953 al 1960 lavorò come impiegata commerciale presso la BASF di Ludwigshafen.

All'età di quindici anni, nel 1948, durante una festa tra compagni di classe a Ludwigshafen, Hannelore Renner conobbe Helmut Kohl (1930-2017), allora diciottenne, che sposò il 27 giugno 1960 dopo dodici anni di frequentazione. Ebbero due figli: Walter (nato nel 1963) e Peter (nato nel 1965).
Quando, all'inizio degli anni Ottanta, Helmut Kohl, in qualità di leader dell'opposizione, sostenne la cosiddetta doppia decisione della NATO (NATO-Doppelbeschluss), promossa dal cancelliere federale in carica Helmut Schmidt e fortemente contestata dalla popolazione, secondo alcune fonti anche Hannelore Kohl fu oggetto di contestazioni da parte del movimento pacifista durante alcune manifestazioni. Come moglie dell'uomo eletto cancelliere federale nell'ottobre 1982, Hannelore Kohl contribuì all'attività politica del marito. In particolare, partecipò alla stesura del programma in dieci punti di Helmut Kohl per il raggiungimento dell'unità tedesca e della piena sovranità della Germania.
Come consorte del cancelliere e figura pubblica, Hannelore Kohl fu particolarmente esposta ai media nell'ambito dello scandalo dei finanziamenti CDU emerso nel 1999: fu sospettata di essere coinvolta nello scandalo e fu accusata di riciclaggio di denaro e infedeltà patrimoniale legate alla sua attività per la ZNS e per la fondazione da lei creata. Secondo la testimonianza del figlio Walter Kohl, fu insultata per strada con l'epiteto "puttana delle donazioni" (Spendenhure) e le fu sputato addosso. Il suo nome, tuttavia, non comparve nella relazione della commissione d'inchiesta istituita dal Bundestag tedesco. Secondo quanto annotato da Helmut Kohl nel proprio diario, lo scandalo rappresentò per la moglie un enorme shock.
Dopo che il Bundestag impose alla CDU una sanzione pecuniaria di 6,3 milioni di marchi, Hannelore Kohl si adoperò personalmente per raccogliere fondi a sostegno del marito attraverso numerose telefonate, e collaborò alla stesura del libro di autodifesa del marito, contribuendo ad attenuarne i toni più duri nei confronti dei critici interni al partito.
Nel 1983 fondò il Kuratorium ZNS (rinominato nel 2005 ZNS - Hannelore Kohl Stiftung), un’organizzazione dedicata alle vittime di incidenti con trauma cranio-cerebrale, e ne assunse la presidenza. All’epoca, in Germania le persone con lesioni cerebrali, le cui capacità cognitive venivano ancora frequentemente messe in dubbio, erano spesso considerate un tema tabù nell’opinione pubblica. Nel 1985 ricevette il premio Bambi per il suo impegno sociale, che fece successivamente mettere all’asta a favore dello ZNS.

Su sua iniziativa, l'imprenditore Heinz Nixdorf sviluppò interfacce informatiche destinate alla comunicazione tra personal computer e pazienti con lesioni cerebrali, tra cui una tastiera speciale progettata appositamente per la riabilitazione neurologica. La BDH-Klinik Hessisch Oldendorf fu la prima struttura ospedaliera dotata di un sistema di questo tipo grazie al sostegno dello ZNS. Nel 1986 Hannelore Kohl presentò il progetto Computer helfen heilen und leben ("I computer aiutano a guarire e a vivere"), sostenuto dalla Nixdorf Computer AG. Negli anni successivi si impegnò personalmente per diffondere il potenziale di queste nuove metodologie, ad esempio con una visita al Fürst-Donnersmarck-Haus di Berlino in cui consegnò un assegno di 47.500 marchi per l'allestimento di cinque postazioni terapeutiche dotate di computer.
Organizzò inoltre eventi benefici a favore dello ZNS, tra cui i concerti degli Up with People nella Beethovenhalle di Bonn, e partecipò come madrina a iniziative di beneficenza come il Ball der Sterne. Nel 1993 fondò la Hannelore-Kohl-Stiftung für Unfallopfer zur Förderung der Rehabilitation Hirnverletzter e. V., che sostenne, tra l'altro, attività di ricerca nel campo della neuroriabilitazione.
Hannelore Kohl fu inoltre membro dello Zonta Club di Ludwigshafen.
Hannelore Kohl era allergica alla penicillina, ciò era noto sin dagli anni Sessanta. Nel febbraio 1993, tuttavia, le fu somministrato per errore un antibiotico contenente una sostanza simile alla penicillina.[senza fonte] L'assunzione del farmaco provocò inizialmente una condizione potenzialmente letale. La reazione allergica, diagnosticata come sindrome di Lyell, rese necessario un ricovero ospedaliero di diverse settimane. Secondo quanto riferito da Heribert Schwan e dal figlio Walter Kohl, in seguito sviluppò una forma di fotodermatosi e soffrì di una grave depressione. La malattia, inizialmente ritenuta controllabile, si aggravò nuovamente a partire dal 2000. Dal maggio di quell'anno Hannelore Kohl poté uscire dalla sua residenza a Oggersheim, tenuta oscurata durante il giorno, soltanto dopo il tramonto. In interviste rilasciate negli anni successivi, Helmut Kohl dichiarò che la moglie aveva sofferto di dolori molto intensi.
Il 5 luglio 2001, all'età di 68 anni, Hannelore Kohl si tolse la vita assumendo un'overdose di farmaci mentre il marito si trovava a Berlino. Lasciò una lettera di addio al marito e ai figli e un biglietto di scuse a chi ne avesse trovato il corpo. Non fu effettuata un'autopsia. Poco prima della morte aveva collaborato con il marito alla stesura delle sue memorie, come dichiarò in una delle sue ultime interviste.
Le esequie si svolsero mercoledì 11 luglio 2001, secondo il rito cattolico, nel Duomo di Spira, con una grande partecipazione popolare, incluso l'allora cancelliere federale Gerhard Schröder. La sepoltura ebbe luogo nella tomba di famiglia del cimitero di Ludwigshafen-Friesenheim, dove sono sepolti anche i suoi suoceri.
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