Hans Pfann

Hans Pfann
Hans Pfann ritratto da Oskar Wiedenhofer (1889–1987)
NazionalitàGermania (bandiera) Germania
Alpinismo
Specialitàsci alpinismo, roccia e ghiaccio
Conosciuto per alpinista "senza guida", affrontò da solo le salite più difficili conosciute all'epoca, alcune delle quali aggiunse presto di nuove: per esempio la cresta nord del Monte Rofa, parete sud e traversata delle Grandes Jorasses, traversata dell'Aiguille de Trelatete con itinerario nuovo. La punta Pfann, sul fianco sud-occidentale del monte Vlanc, lo ricorda. Tra i compagni di cordata di Pfann furono soprattutto i due amici del Associazione Alpina Accademica di Monaco di Baviera, Georg Leuchs e Ludwig Distel

Hans Pfann (Norimberga, 4 agosto 1873 – Bad Reichenhall, 5 gennaio 1958) è stato un alpinista, ingegnere e scrittore tedesco, l'alpinista Franz Nieberl lo descrisse come "probabilmente il più versatile alpinista di origine tedesca" dei "senza guida". Nel 1898 era già capocordata nelle salite più difficili del Wilder Kaiser e delle Dolomiti, nel 1900 fu il secondo a conquistare la Guglia di Brenta e il secondo a superare le Torri del Vajolet. Ben presto aprì nuove vie sulla parete nord-ovest del Kaiser della Kleine Halt, sulla cresta nord del Lärchegg, sulla parete est del Treffauer, sul Totenkirchl-Fünferweg e sul Pfannkamin, nelle Dolomiti sul Grohmannspitze-Fistillweg. Inizialmente si concentrò sul Kaiser e sulle Dolomiti, ma viaggiò molto anche negli altri gruppi, in particolare nelle Alpi calcaree settentrionali, nelle Alpi occidentali, nella catena dei monti Tian Shan nel Kirghizistan del 1902, nel Caucaso del 1903 e nelle Ande del 1928. Nel corso delle sue attività sportive salì sedici volte il monte Cervino e oltre 1 000 cime, tra cui 132 quattromila e 48 prime ascensioni e dimostrò le sue capacità nell'arrampicata su ghiaccio e roccia, nei tour ad alta quota, nella guida di spedizioni in montagna e nella scrittura di libri tematici.

Biografia

Originario di Norimberga, all'età di 18 anni frequentò l'Università tecnica di Monaco dal 1891 al 1895, dove si laureò in ingegneria. Nel 1895 iniziò a lavorare come assistente e insegnante presso la scuola di ingegneria meccanica di Monaco di Baviera. Nel 1897 entrò al servizio della città come insegnante presso diverse scuole professionali. Ben presto conobbe la montagna, si unì all'Associazione Alpina Accademica di Monaco di Baviera e alla sezione bavarese e accumulò esperienza sulle montagne rocciose locali, sia in estate che in inverno. Nel 1901 riuscì a scalare il Pfannkammin a Totenkirchl. La sua preferenza particolare era per il gruppo del Monte Bianco. Nel 1902 Pfann seguì Gottfried Merzbacher nel Gruppo del Tian Shan nell'Asia centrale. Nel 1903 riuscì con Ludwig Distel e Georg Leuchs ad attraversare entrambe le vette dell'Ushba nel Caucaso in cinque giorni. Nelle Alpi, Pfann scalò circa 130 cime di quattromila metri, per lo più percorrendo sentieri difficili. Nel 1928 il Club Alpino Tedesco Austriaco gli affidò la guida della spedizione nella Cordillera Real in Bolivia, dove il Hans Pfann inquantacinquenne scalò i seimila. Il gruppo era composto da tre austriaci, Alfred Horeschowsky, Erwin Hein e Hugo Hörtnagl; la completavano il dottor Carl Troll di Monaco di Baviera e Friedrich Ahlfeld di Marburgo. La spedizione aveva lo scopo di proseguire il lavoro di esplorazione già iniziato nella Cordillera Real anni prima sempre da alpinisti tedeschi; essa si estende dal monte Illimani al monte Illampu per una lunghezza di quasi 300 chilometri. Il loro obiettivo era la scalata della vetta principale della Cordillera, il possente Illampu di 6 600 m, considerata a quei tempi inscalabile. Il primo tentativo fu indirizzato alla scalata del Pico del Norte di 6 300 m circa che avvenne il 20 maggio, il secondo tentativo fu sulla cresta meridionale dell'Illampu il 28 maggio, con l'attraversamento della cresta nord-occidentale il 7 giugno, il Casiri, di 6 100 m il 19 giugno, e infine il Chearoco, di 6 200 m il 25 giugno. Nel suo diario di viaggio, Pfann elencò la scalate di tutti i quattromila delle Alpi e molti di essi appaiono riportati due o tre volte. Concluse numerose prime ascensioni e prime scalate, soprattutto nel Wilder Kaiser, ma anche nelle altre Alpi calcaree settentrionali, nelle Dolomiti e nelle Alpi occidentali. Per citarne solo alcuni eseguì la prima salita della parete est del Treffauer, la prima salita della cresta nord del Lärchegg, la prima salita del Totenkirchl-Fünferweg, Totenkirchl-Pfannkamin, la prima salita della cresta nord dello Zugspitze, la prima traversata della Schönfeldscharte sul Watzmann, la prima salita del Fistillweg sul Grohmannspitze, la prima salita invernale della Marmolada, la seconda salita della guglia delCampanile Basso del Brenta, la prima salita in solitaria della cresta Zmutt sul Cervino, la prima salita senza guida del Täschhorn attraverso la cresta Teufels, la prima traversata delle Grandes Jorasses e la prima salita della loro parete sud. Nel 1928 a Pfann fu affidato il compito di guidare la spedizione alpinistica tedesca sulle Ande, che portò a quattro importanti prime ascensioni. Nel 1958 poche settimane prima della sua scomparsa Pfann visitò le Alpi Venoste e scalò una serie di cime di tremila metri, tra cui la Watzespitze.

Carriera alpinistica

Note

  1. 1 2 3 Alpinismus 1981, numero 11, pagina 26, 1981.
  2. 1 2 3 Der Bergsteiger 1985, numero 6, pagina 47, 1985.
  3. 1 2 Pfann, Hans, su deutsche-biographie.de. URL consultato il 22maggio 2025.

Bibliografia

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