Haradin Bala (Drenas, 10 giugno 1957 – Pristina, 31 gennaio 2018) è stato un criminale di guerra kosovaro.
Cresciuto in una famiglia albanese del Kosovo, trascorse l’infanzia in un contesto rurale e iniziò a lavorare come operaio in giovane età.
Negli anni Novanta, con l'aumento delle tensioni politiche ed etniche nella provincia, Bala si avvicinò ai movimenti che sostenevano l'indipendenza del Kosovo. Durante la guerra del Kosovo entrò nell’UCK, l’Esercito di Liberazione del Kosovo, assumendo un ruolo operativo nella zona centrale del paese. Nel 1998 fu assegnato al campo di detenzione di Llapushnik, struttura gestita dall'UCK e utilizzata per trattenere prigionieri serbi e albanesi accusati di collaborare con le autorità serbe.
Secondo il Tribunale penale internazionale per l’ex‑Jugoslavia, Bala svolse il ruolo di guardiano e partecipò alla gestione dei detenuti. Nel 2002 venne incriminato dall’ICTY insieme a Fatmir Limaj e Isak Musliu per crimini di guerra e violazioni delle leggi e dei costumi di guerra. Il processo iniziò nel 2004 e portò alla condanna di Bala nel 2005. Il tribunale lo ritenne colpevole di omicidio, persecuzione e trattamenti crudeli nei confronti dei prigionieri. Fu condannato a 13 anni di reclusione e trasferito in Belgio per scontare la pena. Dopo il rilascio fece ritorno in Kosovo, mantenendo un profilo pubblico molto basso.
Morì il 31 gennaio 2018 a Pristina, all’età di 60 anni.