| Harald V di Norvegia | |
|---|---|
| Re di Norvegia | |
| In carica | 17 gennaio 1991 – 28 agosto 2026 (35 anni e 223 giorni) |
| Investitura | 21 gennaio 1991 |
| Predecessore | Olav V |
| Successore | Haakon VIII |
| Trattamento | Sua Maestà |
| Nascita | Skaugum, Asker, 21 febbraio 1937 |
| Morte | Rikshospitalet, Oslo, 28 agosto 2026 (89 anni) |
| Sepoltura | 9 settembre 2026 |
| Luogo di sepoltura | Mausoleo reale, Fortezza di Akershus, Oslo |
| Casa reale | Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg (Norvegia) |
| Padre | Olav V di Norvegia |
| Madre | Marta di Svezia |
| Consorte | Sonja Haraldsen |
| Figli | Marta Luisa Haakon VIII |
| Religione | Chiesa di Norvegia |
| Motto | (NO) Alt for Norge (IT) «Tutto per la Norvegia» |
| Firma | |
Harald V di Norvegia (Skaugum, 21 febbraio 1937 – Oslo, 28 agosto 2026) è stato re di Norvegia dal 1991 fino alla morte.
Unico figlio maschio di Olav V e della principessa Marta di Svezia, fu il primo principe della casa reale norvegese a nascere in Norvegia dopo 567 anni. Alla nascita occupava il secondo posto nella linea di successione al trono, dopo il padre. In seguito all'invasione tedesca della Norvegia nell'aprile 1940, lasciò il paese insieme alla madre e alle sorelle Ragnhild e Astrid, rifugiandosi dapprima in Svezia e successivamente negli Stati Uniti, dove trascorse gran parte degli anni della guerra. Fece ritorno in Norvegia il 7 giugno 1945.
Completati gli studi secondari alla Scuola cattedrale di Oslo, intraprese la formazione militare, frequentando dal 1956 la scuola sottufficiali della cavalleria e successivamente l'Accademia militare norvegese, presso la quale conseguì il diploma nel 1959. Tra il 1960 e il 1962 studiò scienze politiche, economia e storia al Balliol College dell'Università di Oxford. Alla morte del nonno Haakon VII, il 21 settembre 1957, divenne principe ereditario e cominciò progressivamente ad affiancare il padre nell'esercizio delle funzioni istituzionali.
Appassionato di vela, rappresentò la Norvegia ai Giochi olimpici del 1964, del 1968 e del 1972; a Tokyo nel 1964 fu inoltre portabandiera della delegazione norvegese. Proseguì l'attività agonistica per gran parte della vita, conquistando con il proprio equipaggio il campionato mondiale nel 1987 e quello europeo nel 2005, e partecipò regolarmente a regate nazionali e internazionali fino al ritiro dalle competizioni nel 2022.
Il 29 agosto 1968 sposò nella Cattedrale di Oslo Sonja Haraldsen, con la quale aveva una relazione da nove anni. La prospettiva che l'erede al trono sposasse una donna estranea alle famiglie reali e alla nobiltà europea suscitò all'epoca un ampio dibattito; dopo essersi consultato con il governo, i dirigenti dei gruppi parlamentari e il presidente dello Storting, re Olav V accordò infine il proprio consenso alle nozze. Dal matrimonio nacquero Marta Luisa, nel 1971, e Haakon, nel 1973.
Divenuto re alla morte del padre il 17 gennaio 1991, Harald V prestò giuramento alla Costituzione davanti allo Storting il successivo 21 gennaio e adottò, come il padre e il nonno, il motto Alt for Norge («Tutto per la Norvegia»). Il 23 giugno dello stesso anno ricevette insieme alla regina Sonja la benedizione per l'esercizio delle proprie funzioni nella cattedrale di Nidaros, proseguendo la tradizione inaugurata da Olav V nel 1958.
Regnò per oltre trentacinque anni, fino alla morte, avvenuta al Rikshospitalet di Oslo alle 6:35 del 28 agosto 2026. Gli succedette immediatamente il figlio, che assunse il nome di Haakon VIII e mantenne il motto dinastico Alt for Norge.

Harald nacque il 21 febbraio 1937 nella residenza reale di Skaugum, ad Asker, terzogenito e unico figlio maschio dell'allora principe ereditario Olav e della principessa ereditaria Marta di Svezia. Le sue sorelle maggiori erano le principesse Ragnhild (1930-2012) e Astrid (1932-2026). Al momento della nascita il nonno paterno Haakon VII era re di Norvegia e Harald occupava il secondo posto nella linea di successione al trono, immediatamente dopo il padre. Fu il primo principe della casa reale a nascere in territorio norvegese da 567 anni.

Il 31 marzo successivo venne battezzato nella cappella reale del Palazzo reale di Oslo dal vescovo di Oslo Johan Lunde. I padrini furono i nonni paterni, re Haakon VII e la regina Maud, i nonni materni Carlo, duca di Västergötland, e Ingeborg di Danimarca, lo zio materno Leopoldo III del Belgio, re Giorgio VI del Regno Unito, la regina Maria di Teck e la principessa ereditaria Ingrid di Danimarca.
La nascita di un erede maschio ebbe una particolare rilevanza dinastica, poiché all'epoca la Costituzione norvegese non consentiva alle donne di succedere al trono. Nel discorso pronunciato in occasione del battesimo, Haakon VII sottolineò pertanto il significato storico della nascita del nipote e la continuità che essa assicurava alla monarchia instaurata nel 1905. Harald trascorse i primi tre anni di vita a Skaugum insieme alle sorelle.
L'infanzia di Harald fu profondamente segnata dalla Seconda guerra mondiale. Il 9 aprile 1940 la Germania nazista invase la Norvegia nell'ambito dell'Operazione Weserübung. La famiglia reale e il governo abbandonarono Oslo per evitare la cattura da parte delle forze tedesche. Nella notte tra il 9 e il 10 aprile la principessa ereditaria Marta attraversò il confine con la Svezia insieme a Ragnhild, Astrid e Harald, mentre Haakon VII e il principe ereditario Olav rimasero con il governo norvegese e proseguirono la resistenza prima di lasciare il paese per il Regno Unito nel giugno successivo.

Durante la permanenza in Svezia, Harald e la sua famiglia soggiornarono inizialmente a Sälen e successivamente presso parenti della principessa Marta. La posizione della famiglia reale norvegese in territorio svedese risultò tuttavia politicamente delicata a causa della neutralità mantenuta dalla Svezia nel conflitto. Fu quindi organizzato il trasferimento negli Stati Uniti, anche in seguito all'invito personale del presidente Franklin Delano Roosevelt. Il 12 agosto 1940 Marta e i tre figli lasciarono la Svezia e, attraversata la Finlandia, raggiunsero Petsamo, da dove si imbarcarono sulla nave statunitense American Legion diretta negli Stati Uniti.
Per i successivi cinque anni Harald visse con la madre e le sorelle a Pook's Hill, nei pressi di Washington, mentre Haakon VII e Olav risiedevano a Londra con il governo norvegese in esilio. La famiglia del principe ereditario intrattenne durante quegli anni stretti rapporti con il presidente Roosevelt e con la sua famiglia. Harald frequentò anche la Casa Bianca e il 20 gennaio 1945 assistette alla quarta cerimonia d'insediamento presidenziale di Roosevelt.
Durante l'esilio visitò inoltre la base di addestramento dell'aviazione norvegese nota come Little Norway, in Ontario, dove erano preparati gli aviatori norvegesi destinati a combattere a fianco degli Alleati. Dal 1943 frequentò la White Hall Country School.
Dopo la capitolazione tedesca, il 7 giugno 1945, esattamente cinque anni dopo la partenza di Haakon VII e Olav dalla Norvegia occupata, Harald rientrò a Oslo insieme al nonno, alla madre e alle sorelle. La famiglia sbarcò a Honnørbrygga, dove venne accolta dal principe ereditario Olav e da una grande folla.

Dopo il ritorno in patria Harald iniziò a frequentare la Smestad skole di Oslo. La scelta di inserirlo nel normale sistema scolastico, anziché affidarne interamente l'istruzione a precettori privati, rispondeva alla volontà della famiglia reale di garantirgli un'educazione quanto più possibile simile a quella dei suoi coetanei; a scuola era accompagnato soltanto dalla presenza di un agente di sicurezza. Proseguì gli studi presso la scuola cattedrale di Oslo, dove conseguì l'examen artium nel 1955.
Nel 1954, quando Harald aveva diciassette anni, morì la madre, la principessa ereditaria Marta. La sua scomparsa lasciò vacante il ruolo di principale figura femminile della corte norvegese, che negli anni successivi venne progressivamente assunto dalla sorella Astrid.
Terminati gli studi secondari, Harald intraprese la formazione militare. Nel 1956 frequentò la scuola per aspiranti ufficiali della cavalleria e successivamente l'Accademia militare norvegese, conseguendo il diploma nel 1959.
Il 21 settembre 1957, alla morte di Haakon VII e all'ascesa al trono di Olav V, Harald divenne principe ereditario. Nello stesso periodo iniziò a partecipare stabilmente alla vita istituzionale del paese: prese parte per la prima volta a una seduta del Consiglio di Stato nel 1957 e l'anno seguente esercitò per la prima volta le funzioni di reggente durante un'assenza del padre.
Dopo aver completato il servizio militare, nel 1960 si trasferì nel Regno Unito per frequentare il Balliol College dell'Università di Oxford, dove fino al 1962 studiò scienza politica, economia e storia. Durante il soggiorno britannico praticò anche diversi sport, fra cui il canottaggio.
Nel 1960 compì inoltre la sua prima grande visita ufficiale all'estero come principe ereditario, recandosi negli Stati Uniti per il cinquantesimo anniversario dell'American-Scandinavian Foundation. Negli anni successivi assunse un numero crescente di incarichi rappresentativi a fianco di Olav V e partecipò a numerose missioni economiche e commerciali all'estero, attività che avrebbe continuato anche durante il regno.
Il 29 agosto 1968 sposò nella cattedrale di Oslo Sonja Haraldsen, con la quale aveva intrattenuto una relazione per circa nove anni. L'assenza di origini nobili o reali di Sonja aveva inizialmente suscitato opposizioni alla prospettiva matrimoniale. Olav V, dopo essersi consultato con il governo e con esponenti dello Storting, diede infine il proprio consenso alle nozze. Dal matrimonio nacquero la principessa Marta Luisa, nel 1971, e il principe Haakon Magnus, nel 1973.
Fin dalla giovinezza Harald praticò numerosi sport, distinguendosi soprattutto nella vela. Rappresentò la Norvegia ai Giochi olimpici del 1964, del 1968 e del 1972; in occasione dei Giochi di Tokyo del 1964 fu inoltre il portabandiera della delegazione norvegese durante la cerimonia d'apertura.
Continuò l'attività agonistica anche negli anni successivi: nel 1987 vinse con l'equipaggio del Fram X il campionato mondiale di vela e nel 2005, con il Fram XV, il campionato europeo. Partecipò regolarmente a regate nazionali e internazionali fino al 2022, quando annunciò il ritiro dalle competizioni.
All'interesse per lo sport affiancò quello per la tutela ambientale. Da principe ereditario fu tra i promotori della sezione norvegese del WWF e ne ricoprì la presidenza per vent'anni. Durante il regno continuò a sostenere iniziative riguardanti la conservazione della natura e la conoscenza delle regioni polari.
Nella primavera del 1990, in seguito alla malattia di Olav V, Harald assunse le funzioni di principe reggente. Alla morte del padre, avvenuta il 17 gennaio 1991 a Kongsseteren, gli succedette automaticamente come re di Norvegia, assumendo il nome di Harald V. Fu il primo sovrano nato in Norvegia dal XIV secolo e il primo re di nome Harald dall'epoca medievale.
Come il padre Olav V e il nonno Haakon VII adottò il motto Alt for Norge («Tutto per la Norvegia»). Il 21 gennaio prestò solennemente giuramento di fedeltà alla Costituzione davanti allo Storting. Poiché l'incoronazione era stata eliminata dall'ordinamento norvegese nel 1908, il 23 giugno 1991 Harald e la regina Sonja ricevettero invece la solenne benedizione per l'esercizio delle loro funzioni nella cattedrale di Nidaros, secondo la tradizione già seguita da Olav V nel 1958.
Nel sistema di monarchia costituzionale norvegese il sovrano esercitava le proprie attribuzioni nel quadro del regime parlamentare. Harald presiedeva formalmente il Consiglio di Stato, riceveva regolarmente il primo ministro e il ministro degli esteri, accreditava gli ambasciatori e inaugurava annualmente le sessioni dello Storting. In qualità di re era inoltre comandante supremo delle Forze armate norvegesi, con il grado di generale dell'Esercito e dell'Aeronautica e di ammiraglio della Marina.
Nel corso dei suoi trentacinque anni di regno presiedette mediamente circa quaranta riunioni del Consiglio di Stato ogni anno. Sotto di lui furono nominati otto governi; il primo era stato formalmente nominato già nel 1990, quando Harald esercitava la reggenza per conto del padre. Complessivamente durante il suo regno si svolsero 107 visite di Stato, cinquanta compiute da Harald e Sonja all'estero e cinquantasette ricevute in Norvegia.
Il sovrano attribuì particolare importanza alle visite nelle diverse regioni del paese, compiute frequentemente insieme alla regina Sonja. Nel corso del regno assunse inoltre un ruolo pubblico in occasione di importanti momenti di crisi nazionale. Dopo gli attentati del 22 luglio 2011 partecipò alle commemorazioni delle vittime e intervenne pubblicamente sul lutto che aveva colpito il paese.
Nel febbraio 2015 visitò la Terra della Regina Maud, dipendenza norvegese nell'Antartide, in occasione del decimo anniversario dell'apertura permanente della stazione scientifica Troll. Fu il primo re di Norvegia a visitare il territorio antartico rivendicato dal paese; la visita comprese incontri con i ricercatori della stazione e la presentazione delle attività norvegesi di ricerca climatica e atmosferica.
Sul piano religioso, durante la maggior parte del regno Harald ricoprì anche la posizione costituzionale tradizionalmente attribuita al sovrano nell'ambito della Chiesa di Norvegia. Gli emendamenti costituzionali approvati nel 2012 modificarono profondamente i rapporti fra Stato e Chiesa, eliminando la qualifica del re quale capo formale della Chiesa; rimase tuttavia in vigore il requisito costituzionale secondo il quale il sovrano deve professare la religione evangelico-luterana.
Negli ultimi decenni del regno Harald fu più volte temporaneamente impossibilitato a esercitare le proprie funzioni per motivi di salute, durante i quali il principe ereditario Haakon assunse la reggenza.
Nel dicembre 2003 il sovrano fu sottoposto a un intervento per un carcinoma della vescica e rimase assente dalle funzioni ufficiali fino all'aprile 2004. Nel 2005 subì un intervento per una stenosi aortica. Nell'ottobre 2020 la valvola aortica artificiale impiantata quindici anni prima venne sostituita mediante un nuovo intervento.
Negli anni successivi Harald conobbe ulteriori periodi di malattia e ricovero. Nell'agosto 2026 era in trattamento per un'anemia emolitica e il 17 agosto venne ricoverato al Rikshospitalet di Oslo a causa di complicazioni associate alla malattia e alle cure. Durante il ricovero il principe ereditario Haakon esercitò nuovamente la reggenza.
Nei giorni successivi le sue condizioni peggiorarono e sopraggiunse anche una grave infezione batterica del sangue, trattata con antibiotici. Il 27 agosto la Casa reale comunicò che le condizioni del sovrano erano divenute «molto gravi».
Harald V morì alle 6:35 del 28 agosto 2026 presso il Rikshospitalet di Oslo, all'età di 89 anni e dopo trentacinque anni di regno. La Casa reale annunciò ufficialmente che il sovrano si era spento serenamente in ospedale.
Alla sua morte gli succedette immediatamente il figlio Haakon Magnus, che assunse il nome regale di Haakon VIII. Il nuovo sovrano mantenne il motto della dinastia, Alt for Norge. Nel pomeriggio del 28 agosto il feretro di Harald fu trasferito dal Rikshospitalet al Palazzo reale di Oslo.
I funerali di stato si svolsero il 9 settembre 2026 presso la Cattedrale di Oslo prima della sepoltura in forma privata nel Mausoleo reale all’interno della Fortezza di Akershus.
| Harald V di Norvegia | |||||||||||||||||
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| Nazionalità | |||||||||||||||||
| Altezza | 186 cm | ||||||||||||||||
| Vela | |||||||||||||||||
| Categoria | 5.5 Metre, Soling, vela d'altura, 8 Metre | ||||||||||||||||
| Termine carriera | 2022 | ||||||||||||||||
| Palmarès | |||||||||||||||||
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| Statistiche aggiornate al 2022 | |||||||||||||||||
La vela costituì per Harald una delle principali passioni fin dalla giovinezza e rimase una componente importante della sua vita anche dopo l'ascesa al trono. Gareggiò per oltre settant'anni e raggiunse risultati di rilievo sia nelle classi olimpiche sia nella vela d'altura. La Casa reale norvegese lo ha descritto come particolarmente legato alla vela e documenta una partecipazione continuativa a regate nazionali e internazionali fino al ritiro dall'attività agonistica nel 2022.
Harald rappresentò la Norvegia in tre edizioni consecutive dei Giochi olimpici estivi, prendendo parte alle competizioni veliche di Tokyo 1964, Città del Messico 1968 e Monaco di Baviera 1972. Gareggiò nella classe 5.5 Metre nel 1964 e nel 1968 e nella classe Soling nel 1972. In occasione dei Giochi di Tokyo del 1964 fu inoltre portabandiera della delegazione norvegese durante la cerimonia di apertura.
Il legame di Harald con il movimento olimpico proseguì anche dopo la conclusione della sua carriera olimpica. Il 12 febbraio 1994, in qualità di sovrano, dichiarò ufficialmente aperti i XVII Giochi olimpici invernali di Lillehammer, mentre il principe ereditario Haakon Magnus accese il braciere olimpico. Harald partecipò inoltre, come rappresentante della monarchia norvegese, a numerosi altri eventi olimpici internazionali.
Alla partecipazione olimpica Harald affiancò una lunga attività nelle regate internazionali. Nel 1982 conquistò la medaglia d'argento ai campionati mondiali e nel 1987, a bordo del Fram X, vinse il titolo mondiale nella classe One Ton. L'equipaggio campione del mondo era composto, oltre che da Harald, da Odd Roar Lofterød, Einar Koefoed, Erik Otterstad, Kjell Arne Myrann, Morten Aagaard, Johan Føyen, Petter Hagelund e Stein Føyen.
L'anno successivo ottenne la medaglia di bronzo ai mondiali del 1988. Nel 2005, ormai re da quattordici anni, conquistò con il Fram XV il titolo europeo, risultato che la Casa reale norvegese annovera tra i maggiori successi della sua carriera sportiva.
Nel 2007 concluse al sesto posto il campionato mondiale. Nel 2018, all'età di 81 anni, ottenne un ulteriore terzo posto mondiale nella classe 8 Metre, portando a due il numero complessivo delle medaglie di bronzo mondiali conquistate nel corso della carriera.
Harald mantenne un rapporto particolarmente stretto con la classe 8 Metre. La passione per queste imbarcazioni risaliva all'infanzia: già nel 1939 il padre Olav lo aveva portato a bordo del Sira, yacht progettato da Johan Anker e costruito l'anno precedente.
Nel 2016, a 79 anni, partecipò con il Sira al Campionato mondiale degli 8 Metre a Toronto, sul lago Ontario, classificandosi secondo tra le imbarcazioni della flotta classica. La Casa reale conferma espressamente il secondo posto nella categoria delle imbarcazioni classiche.
Nel 2022, all'età di 85 anni, prese ancora parte al Campionato mondiale degli 8 Metre a Ginevra, terminando al decimo posto contro equipaggi di livello internazionale. Quella stagione segnò la conclusione della sua attività agonistica, dopo oltre settant'anni di pratica velica.
Parallelamente all'attività agonistica Harald svolse numerosi incarichi rappresentativi nel mondo sportivo. Dal 1994 fu presidente onorario di World Sailing, succedendo in tale ruolo al padre Olav V; mantenne l'incarico fino alla morte nel 2026. Fu inoltre presidente onorario della International Eight Metre Association.
Nel 2011 ricevette il premio d'onore dell'Idrettsgallaen per il lungo impegno a favore dello sport norvegese. La Casa reale lo descriveva inoltre come protettore dello sport nazionale e assiduo spettatore di competizioni di numerose discipline, pur rimanendo la vela quella con cui fu maggiormente identificato.
Harald conobbe Sonja Haraldsen nel 1959. La relazione, durata nove anni prima dell'annuncio ufficiale del fidanzamento, suscitò un ampio dibattito poiché all'epoca era generalmente atteso che l'erede al trono sposasse una donna appartenente a una casa reale o alla nobiltà europea. Dopo essersi consultato con il governo, il presidente dello Storting e i capigruppo parlamentari, re Olav V diede il proprio consenso al matrimonio; il fidanzamento fu annunciato pubblicamente il 19 marzo 1968.
Le nozze furono celebrate il 29 agosto 1968 nella cattedrale di Oslo, con rito officiato dal vescovo di Oslo Fritjov Birkeli. Olav V accompagnò personalmente Sonja all'altare; dopo il matrimonio ella assunse il titolo di principessa ereditaria di Norvegia e la coppia stabilì la propria residenza a Skaugum. Nel 2018 Harald e Sonja celebrarono il cinquantesimo anniversario di matrimonio con una funzione nella stessa cattedrale.
Dal matrimonio nacquero due figli:
Harald ebbe pertanto cinque nipoti biologici. La Casa reale considera inoltre parte della famiglia anche Marius Borg Høiby, figlio di Mette-Marit nato da una precedente relazione e cresciuto insieme ai figli della coppia reale.
In quanto re di Norvegia, Harald V utilizzò le armi reali norvegesi, espressione araldica al tempo stesso della persona del sovrano e del Regno. Lo scudo, di rosso, reca un leone rampante coronato d'oro che impugna un'ascia d'oro con lama d'argento, tradizionalmente identificata con l'arma di sant'Olav. Nella versione propriamente reale lo scudo è sormontato dalla corona reale, circondato dalle insegne dell'Ordine reale norvegese di Sant'Olav e collocato su un padiglione di porpora foderato d'ermellino, anch'esso sormontato dalla corona. La forma moderna delle armi reali deriva dalla sistemazione araldica adottata dopo l'ascesa al trono di Haakon VII nel 1905; durante il regno di Harald furono apportati soltanto adattamenti grafici alla rappresentazione del leone e della corona, senza modificarne gli elementi araldici fondamentali.
Lo stendardo reale, utilizzato per indicare la presenza del sovrano, riprende direttamente lo stemma nazionale: consiste in un campo rosso recante il leone coronato d'oro con l'ascia, senza scudo né ornamenti esteriori. La configurazione risale anch'essa al 1905 ed è basata sul disegno realizzato dal pittore norvegese Eilif Peterssen.
Harald possedeva inoltre un proprio monogramma reale, largamente impiegato durante il suo regno su edifici, insegne militari, oggetti di rappresentanza e altri elementi legati alla Casa reale. Esso è formato dalla lettera «H», iniziale del nome del sovrano, intrecciata con il numero romano «V» e sormontata dalla corona reale norvegese.
La Casa reale norvegese pubblica l'elenco ufficiale delle decorazioni norvegesi e straniere conferite ad Harald V.
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