| Hard Days | |
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| Titolo originale | 最後まで行く Saigo made Iku |
| Lingua originale | giapponese |
| Paese di produzione | Giappone |
| Anno | 2023 |
| Durata | 118 min |
| Genere | drammatico |
| Regia | Michihito Fujii |
| Soggetto | Kim Seong-hun |
| Sceneggiatura | Michihito Fujii, Kenya Hirata |
| Produttore | Yoshitaka Kamo, Masaki Koide, Shinjiro Nishimura |
| Distribuzione in italiano | Netflix |
| Fotografia | Keisuke Imamura |
| Montaggio | Tatsuma Furukawa |
| Musiche | Takashi Ohmama |
| Interpreti e personaggi | |
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Hard Days (最後まで行く Saigo made Iku) è un film del 2023 diretto da Michihito Fujii.
Il soggetto è tratto dal thriller sud-coreano del 2014 A Hard Day, diretto da Kim Seong-hun, di cui può considerarsi un secondo remake, essendo già uscita una versione francese nel 2022: Testimone misterioso (Sans répit), diretto da Régis Blondeau.
In una notte di pioggia torrenziale, il poliziotto corrotto Yuji Kudo si sta recando in ospedale per visitare la madre in fin di vita. Riceve una telefonata dal capo della stazione di polizia, che lo informa che un giornale locale ha pubblicato un articolo su un poliziotto corrotto che ha accettato una grossa tangente dalla malavita locale.
Informato della morte della madre, è in preda al panico e investe accidentalmente un pedone, uccidendolo sul colpo. Turbato dalle possibili conseguenze di un'indagine di corruzione nei suoi confronti, capisce che questo investimento potrebbe solo peggiorare le cose e, d'istinto, decide di occultare il cadavere e farlo scomparire. Una crepa sul parabrezza fa però partire un'ispezione di poliziotti della stradale. Il provvidenziale arrivo di un altro poliziotto, Yazaki degli Affari Interni, giunto lì proprio per interrogarlo, gli fa saltare i controlli salvandolo.
Giunto in ospedale, per il suo ritardo, subisce il biasimo della moglie, con la quale ha già pratiche di divorzio avviate. Nel momento in cui sente la parola "cremazione" in riferimento al funerale della madre, escogita un piano per gettare il suo cadavere nella bara della stessa. Rinviando l'incontro con Yazaki al giorno successivo, riesce a infilare il cadavere nella bara, fingere un incidente per sviare le indagini sull'auto e quindi presentarsi all'interrogatorio. Qui, sorprendentemente, la fa franca pur venendo chiaramente individuato come referente di Senba, boss della Yakuza. Yazaki ci passa sopra ma vuole una confessione su quanto avvenuto la sera precedente alludendo al fatto che ha capito che Kudo sta nascondendo qualcosa.
Per riscattarsi nel suo distretto, riceve da Senba la soffiata su un soggetto che avrebbe sottratto ingenti somme ad una fondazione benefica che, in realtà, è una enorme centrale di riciclaggio del denaro sporco della malavita. Trovato in centrale il fascicolo del soggetto in questione, Oda, Kudo scopre con terrore che si tratta dell'uomo che ha investito. In seguito si chiarisce che Yazaki lo stava uccidendo per impossessarsi delle credenziali per accedere al tesoro che quello nascondeva. Dunque Kudo avrebbe solo "finito il lavoro" di Yazaki, che però ha bisogno del corpo di quell'uomo e quindi ha pedinato e continua ad inseguire Kudo per questo.
Dopo che Yazaki ha rapito anche sua figlia Mina e lo ha pestato, Kudo, servendosi del collega Kugayama, che ci rimette la vita, anche appoggiato da Senba, riesce a sopraffare il delinquente e giungere al caveau segreto che nasconde un vero e proprio tesoro. Yazaki, che era dato per morto, in realtà ritorna e dà vita ad uno spietato duello interrotto da Senba e dai suoi che hanno lasciato massacrarsi i due, e ora si occupano di portar via tutto il denaro.
Dunque la malavita aveva manovrato da principio il tutto e a Kudo non è rimasto niente, se non le ferite. Cercata una riconciliazione con la moglie per telefono, all'alba del primo giorno dell'anno, deve poi affrontare un ulteriore ritorno di Yazaki, con il quale si è instaurata una faida personale.
La pellicola originale sudcoreana vede l'azione svolgersi in sole 24 ore, mentre in questa riproposizione i fatti si sviluppano per un totale di 3 giorni, dalla sera del 29 dicembre all'alba del 1° gennaio del nuovo anno (da qui anche la differenza nel titolo internazionale, con "days" al plurale mentre nell'originale è al singolare).