
Harkhuf, a volte riportato come Hirkhuf o Horkhuef (fl. circa XXIII secolo a.C.), è stato un governatore egizio durante la VI dinastia.
Visse durante i regni dei faraoni Merenra I e Pepi II e alcuni dettagli della sua vita sono noti grazie alle iscrizioni autobiografiche rinvenute sulle pareti della sua tomba a Qubbet el-Hawa, presso Assuan.
ḥr-ḫwj.f - Harkhuf (Horo è la sua protezione)
Nativo di Elefantina, divenne governatore della parte meridionale dell'Alto Egitto e sovrintendente delle spedizioni sotto il regno di Merenra I: tali ruoli prevedevano l'instaurazione ed il mantenimento di legami commerciali e politici con la Nubia, in previsione di un'espansione egizia verso sud.
Harkhuf viaggiò per distanze considerevoli fino ad un territorio nubiano chiamato Yam, che con molta probabilità corrisponde alle piane fertili che si aprono a sud dell'odierna Khartoum, alla congiunzione tra il Nilo Azzurro ed il Nilo Bianco. L'egittologo Jean Yoyotte, invece, ritiene che Yam si dovesse trovare più a nord nel deserto libico.
Dalle iscrizioni nella sua tomba è noto che Harkhuf condusse almeno quattro spedizioni dall'Alto Egitto fino a Yam, dalle quali tornò ogni volta carico di merci per il faraone. Più particolare fu la quarta spedizione in quanto, oltre al consueto bottino, Harkhuf riuscì a procurarsi un "nano danzante", trattasi quasi certamente di un autentico pigmeo. Ormai ritornato in sicurezza in Alto Egitto, Harkhuf comunicò al giovanissimo faraone Pepi II il suo ritorno, citando i grandi doni portati da Yam, pigmeo compreso. Il re-bambino in persona, assai incuriosito, rispose al governatore ed esploratore con una lettera di ringraziamento, della quale segue un estratto:
Una lettera del genere rappresentava un enorme onore, ed Harkhuf non mancò di riprodurla integralmente sulla facciata della propria tomba, essendo le pareti interne già decorate con i racconti delle sue precedenti spedizioni. È grazie a questo espediente che si è preservata l'unica lettera reale completa dell'Antico Regno.