Heartlines

Heartlines
singolo discografico
Screenshot tratto dal video del brano
ArtistaBroods
Pubblicazione10 giugno 2016
Durata3:17
Album di provenienzaConscious
GenereSynth pop
EtichettaCapitol, Island, Universal Music Group
ProduttoreJoel Little
FormatiDownload digitale, streaming
Certificazioni
Dischi d'oroAustralia (bandiera) Australia
(vendite: 35 000+)
Broods - cronologia
Singolo precedente
(2016)
Singolo successivo

Heartlines è un singolo del gruppo musicale neozelandese Broods, il secondo estratto dal secondo album in studio Conscious e pubblicato il 10 giugno 2016.

Il brano è stato scritto dai fratelli Georgia e Caleb Nott in collaborazione con Joel Little, che funge anche da produttore, e della cantante connazionale Lorde.

Video musicale

Il video musicale del brano, diretto da Dano Cerny e prodotto in partenariato con Microsoft, è stato pubblicato il 27 giugno 2016 sul canale Vevo del duo. Esso vede la partecipazione dell'attrice neozelandese Rose McIver, nota per esser la protagonista della serie televisiva iZombie.

Tracce

Download digitale
  1. Heartlines – 3:17 (Georgia Nott, Caleb Nott, Joel Little, Ella Yelich-O'Connor)
Download digitale – Remix
  1. Heartlines (Cheat Codes remix) – 3:19

Classifiche

Classifica (2016–17) Posizione
massima
Nuova Zelanda (heatseekers) 3
Stati Uniti (adult top 40) 37

Note

  1. ↑ (EN) ARIA Charts - Accreditations - 2019 Singles, su aria.com.au, Australian Recording Industry Association. URL consultato il 15 aprile 2019.
  2. ↑ (EN) Heartlines - Broods, su AllMusic, All Media Network.
  3. ↑ (EN) Broods on Working With Lorde & Using Microsoft Technology in 'Heartlines' Video, su billboard.com, Billboard, 29 luglio 2016.
  4. ↑ Heartlines (Cheat Codes remix) - Single, su itun.es, iTunes.
  5. ↑ (EN) NZ Heatseekers Singles Chart, su nztop40.co.nz, The Official New Zealand Music Chart. URL consultato il 23 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 21 marzo 2019).
  6. ↑ (EN) Broods – Chart history (Adult Top 40), su billboard.com, Billboard. URL consultato il 2 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 1º ottobre 2018).

Collegamenti esterni

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