Henri de Bornier

Henri de Bornier

Henri de Bornier (Lunel, 25 dicembre 1825 – Parigi, 28 gennaio 1901) è stato uno scrittore, drammaturgo e poeta francese.

Biografia

Henri, visconte di Bornier, figlio di Eugène-Simon, visconte di Bornier e Amélie du Ranc de Vibrac, sposò Blanche Gouilly dalla quale ebbe un figlio, Charles-Victor de Bornier, nato il 25 dicembre 1858, e una figlia, Ernestine de Bornier, sposata nel 1884, con Eugène-Fernand Magnan.

Dopo gli studi classici ai seminari di Saint-Pons, Montpellier e Versailles, Bornier si trasferì a Parigi per studiare legge, ma non riuscì a terminare l'università. All'età di vent'anni, pubblicò un volume di poesie, Premier feuilles, e dopo due anni iniziò la carriera alla Biblioteca dell'Arsenale, di cui fu vice bibliotecario, bibliotecario, curatore, poi amministratore nel 1889.

Bornier scrisse come critico drammatico sulla Nouvelle Revue tra il 1879 e il 1887.

Venne eletto membro dell'Académie française, nel 1893.

Nell'arco della sua carriera, Bornier si dimostrò un prolifico verseggiatore, ispirandosi prevalentemente alla storia nella scrittura delle sue opere, tra le quali il dramma Dante et Béatrix (1853), La muse de Corneille (1854), i drammi La Fille de Roland (1875), Les Noces d'Attila (1880) e Le Fils de l'Arétin (1895).

Le sue opere affrontarono ed approfondirono tematiche differenti, dal patriottico al lirico al polemico.

Bornier si distinse per la sua grande tecnica e tra i suoi contemporanei venne molto apprezzato, attirando giudizi positivi di molti critici tra i quali il Sarcey.

Tra i suoi lavori, quello che gli diede la fama risultò La Fille de Roland, che rimase per tre mesi alla Comédie-Française con Sarah Bernhardt nel ruolo principale. Questo dramma raccontò l'amore di Berthe, la figlia del cavaliere Roland, con Gérald, figlio del traditore Ganelon. Uno degli spettatori illustri fu Maupassant, che ne scrisse: «È un'opera di nobili sentimenti». Rimase celebre un verso, pronunciato nell'opera: «Ogni uomo ha due nazioni, la sua e poi la Francia.»

Nel suo discorso di ricevimento all'Accademia, Edmond Rostand, che succedette alla poltrona di Henri de Bornier, lo descrisse come un «vecchio gentiluomo di romanzo, originale, vivace e buono con una figura rosa tutta mangiata con una barba d'argento, occhi di acqua limpida, mani minuscole sempre agitate e non so quale grazia goffa leggermente fantastica.»

Henri de Bornier è sepolto nel cimitero di Saint-Gérard a Lunel.

Opere

Teatro

Romanzi

Poesie

Altro

Note

  1. ↑ (FR) E. de Séréville e F. de Saint-Simon, Dictionnaire de la noblesse française, 1975, p. 204.
  2. 1 2 3 4 Henri de Bornier, in le muse, II, Novara, De Agostini, 1964, p. 361.
  3. 1 2 (FR) C.-E. Curinier, Dictionnaire national des contemporains, II, 1899-1919, p. 324.
  4. ↑ (FR) Guy de Maupassant, Lettre à sa mère, 8 marzo 1875.
  5. ↑ (FR) Henri de Bornier, La Fille de Roland, 1875.
  6. ↑ (FR) Edmond Rostand, Discours de réception à l'Académie française, 4 giugno 1903.

Bibliografia

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