Figlio dello scrittore naturalista Isidoor Teirlinck (1851-1934). Dopo un incerto esordio nella scia del naturalismo, pubblicò nel 1908 quello che forse è da considerare il suo capolavoro, Il Signor Serjanszoon, orator didacticus, raffinato ed ironico romanzo incentrato sulla figura di un vecchio epicureo del Brabante del 1700.
Collaborò con Karel van de Woestijne alla stesura di Le torri di argilla, romanzo rimasto incompiuto.
Teirlinck si è quindi dedicato per una ventina di anni al teatro con una produzione alquanto interessante per originalità, in cui figurano ad esempio Il film al rallentatore, del 1922; Io servo, del 1924 e L'uomo senza corpo, del 1925.
Tornò alla narrativa negli anni trenta del secolo scorso con alcuni romanzi, in particolare Maria Speermalie, del 1940. Della sua ultima produzione, da ricordare La lotta con l'angelo del 1952 e il molto discusso Autoritratto, ovvero l'ultimo pasto di un condannato a morte, del 1956.