All'annuncio della pubblicazione dell'album, Gerard Way ha detto:
«Volevo fare piccole cose che suonassero grandi. La mia intenzione era di fare arte al 100% incompresa, utilizzando lo strumento attualmente meno "radio-friendly" di tutti, la chitarra. Sapevo che ci sarebbero stati tanti pedali fuzz. Sapevo che avrei suonato strumenti Fender. Sapevo che mi sarei ispirato ai miei eroi della chitarra alla scuola d'arte, Mary Timony e Carrie Brownstein [dei Black Flag], e che avrei tratto molta influenza dallo shoegaze e dal britpop. Volevo un disco che avesse un impatto galvanizzante sulle persone.»
In un'intervista ha inoltre aggiunto di voler "far rinascere il britpop in America":
«Ho tanti dischi britpop, tanti dischi shoegaze, ma in radio non sento più niente di tutto ciò. Quindi l'obiettivo principale è cambiare un po' le attuali tendenze musicali.»
Sempre nella stessa intervista ha raccontato l'idea del titolo Hesitant Alien, dicendo che davanti all'industria musicale si è sempre trovato esitante, e che sin dai tempi dei My Chemical Romance si è sempre sentito un alieno in un mondo tanto diverso dal loro stile.
Dal punto di vista dei testi, Way ha dichiarato di essersi ispirato ai "poeti del britpop" Jarvis Cocker e Damon Albarn e a Frank Black, e che le canzoni dell'album parlano principalmente di lotte, inizi e del trovare un qualcosa di nuovo nel mondano e nell'astratto.
Alla fine dell'anno è stato classificato al primo posto nella lista degli album essenziali del 2014 stilata da Alternative Press ed è arrivato secondo nella classifica dei migliori album del 2014 secondo i lettori di Rock Sound.
Tracce
Testi e musiche di Gerard Way, eccetto dove indicato.