| Isola di Hopkins Hopkins Island | |
|---|---|
| Geografia fisica | |
| Localizzazione | Golfo di Spencer |
| Coordinate | 34°58′S 136°04′E |
| Arcipelago | Taylor Island |
| Superficie | 1.63 km² |
| Geografia politica | |
| Stato | |
| Stati e territori dell'Australia | |
| Cartografia | |
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L'isola di Hopkins (in inglese: Hopkins Island) è un'isola australiana sita nel golfo di Spencer, sulla punta meridionale della penisola di Eyre.
Hopkins Island è situata sulla punta sud-orientale della penisola di Eyre, ad ovest di Thistle Island (dalla quale è separata da un tratto di mare profondo al massimo 11 metri, ad ovest di Lewis Island e Smith Island, assieme alle quali (oltre ad altre isole circostanti) forma il gruppo delle Taylor Island. Essa fa parte amministrativamente dell'area protetta di Memory Cove Wilderness Protection Area, a sua volta parte del parco nazionale Lincoln.
L'isola ha forma di triangolo isoscele, con vertice a sud-ovest, lati uguali di circa 1.9 km e lato corto di circa 950 m: la superficie di Hopkins Island è di circa 162 ettari, ed il suo punto più alto misura 69 m sul livello del mare ed è situato nei pressi del suo vertice occidentale. L'accesso all'isola è possibile lungo la sua costa settentrionale, dove è presente una piccola spiaggia.
L'isola di Hopkins si è formata circa 7000 anni fa, quando il livello del mare ha cominciato a salire verso l'inizio dell'Olocene: essa consiste di un perimetro granitico sormontato da un plateau di calcarenite, a sua volta sormontato da uno strato di terra.
L'isola prende il nome da John Hopkins, uno degli 8 membri dell'equipaggio dell'HMS Investigator (i quali danno il nome a tutte le isole del gruppo di Taylor Island) al comando di Matthew Flinders che persero la vita il 21 febbraio 1802 quando il cutter sul quale stavano andando a cercare acqua potabile sulla terraferma venne ribaltata dalle onde.
Nel 1910 l'isola venne descritta da marinai di passaggio come "pianeggiante e piuttosto brulla".
Durante il XIX secolo e per la prima parte del XX secolo i depositi di guano dell'isola vennero sfruttati commercialmente, talvolta collettivamente con quelli delle vicine Lewis Island e Williams Island.
Negli anni '30, la concessione per l'estrazione venne in possesso di tale Dr. Angas Johnson, la cui intenzione era quella di farne un santuario per le specie locali.
Le aree di terreno più profondo dell'isola sono dominate dall'Atriplex paludosa e dall'invasivo Lycium di origine sudafricana, mentre gli strati di suolo più sottile sono ricoperti da graminacee e Nitraria ed in quelli perimetrali, più esposti ai venti salmastri, predominano l'erba ghiacciola e Maireana. Si ritiene che la presenza sull'isola di piante erbacee come il forasacco dei muri e la coda di topo sia dovuta ai tentativi storici di trasformare Hopkins Island in un pascolo per le greggi.
L'isola ha fama a livello locale per essere infestata da serpenti e ratti: sebbene nessuna delle persone attraccate a Hopkins Island ha raccontato di avervi osservato serpenti, l'isola di Hopkins ospita il ratto del bush e il serpente tigre.
Hopkins Island viene scelta come luogo di nidificazione da numerose specie di uccelli marini: la specie dominante è la berta codacorta con 69700 uccelli e 34800 nidi censiti nel 1996, mentre presenza della berta piedicarnicini è da confermare. Altre specie nidificanti sull'isola sono il pinguino minore azzurro e l'oca di Capo Barren.
Le spiagge e gli scogli di Hopkins Island vengono visitate dal leone marino australiano: le acque attorno all'isola sono rinomate dai pescatori locali per la presenza di tonni.