| Hors Satan | |
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| Lingua originale | francese |
| Paese di produzione | Francia |
| Anno | 2011 |
| Durata | 110 min |
| Genere | drammatico |
| Regia | Bruno Dumont |
| Sceneggiatura | Bruno Dumont |
| Produttore | Jean Brehat, Rachid Bouchareb, Muriel Merlin |
| Casa di produzione | 3B Productions |
| Fotografia | Yves Cape |
| Montaggio | Buno Dumont, Basile Belkhiri |
| Costumi | Alexandra Charles |
| Interpreti e personaggi | |
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Hors Satan è un film del 2011 diretto da Bruno Dumont.
È stato presentato alla 64ª edizione del Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard.
Vicino ad un piccolo villaggio francese vive un ragazzo la cui vita è scandita da una strana routine: caccia di frodo, accensione di fuochi e preghiera. Di lui si prende cura una ragazza che abita in una fattoria vicina e i due trascorrono il tempo immersi nella natura, tra boschi, dune e stagni, proprio dove si aggira il demonio.
Il film è stato girato in Francia nel Pas-de-Calais, in particolare a Ambleteuse e Bazinghen.
Dopo l'anteprima del 16 maggio 2011 al Festival di Cannes, il film è stato proiettato in molte altre manifestazioni cinematografiche internazionali:
È stato distribuito nelle sale cinematografiche francesi a partire dal 19 ottobre 2011.
Il sito Metacritic assegna al film un punteggio di 63 su 100 basato su 11 recensioni, mentre il sito Rotten Tomatoes riporta il 78% di recensioni professionali con un giudizio positivo, con un voto medio di 6,3 su 10.
Valerio Sammarco su Cinematografo.it giudica il film «tremendamente suggestivo nella messa in scena e altrettanto discutibile per la brutalità di alcune sequenze», mentre Mark Deming su AllMovie definisce Bruno Dumont «superlativo nell'impostare uno stato d'animo freddo e minaccioso», aggiungendo che «se si vuole vedere un film che ci porta in luoghi inaspettati e ci immerge in un mondo in cui le cose sono raramente quello che sembrano in superficie, allora Dumont ci ha consegnato un potente, inquietante capolavoro».
Su The Guardian il critico britannico Peter Bradshaw elogia la regia di Bruno Dumont definendola «fluente, snervante, avvincente», e Lisa Schwarzbaum di Entertainment Weekly definisce il film «un dramma austeramente selvaggio e religiosamente amorale ambientato nella selvaggia costa settentrionale della Francia», aggiungendo che «la rigorosa, seria attenzione di Dumont ai misteri del bene, del male e della fede premia coloro che sono disposti ad essere confusi».