| Consiglio internazionale per i monumenti e i siti | |
|---|---|
| (EN) International Council on Monuments and Sites | |
| Abbreviazione | ICOMOS |
| Tipo | organizzazione internazionale non governativa |
| Fondazione | 22 giugno 1965, Varsavia |
| Scopo | conservazione e protezione del patrimonio culturale |
| Sede centrale | |
| Presidente | Teresa Patrício |
| Membri | oltre 12.000 in oltre 130 paesi e territori |
| Sito web | www.icomos.org e www.icomos.org/fr |
Il Consiglio internazionale per i monumenti e i siti, noto internazionalmente con l'acronimo ICOMOS, dall'inglese International Council on Monuments and Sites, è un'organizzazione internazionale non governativa dedicata alla conservazione e alla protezione dei luoghi del patrimonio culturale. Fondata nel 1965, riunisce una rete mondiale di professionisti ed esperti impegnati nei diversi settori della conservazione del patrimonio materiale e immateriale, comprendendo monumenti, edifici, complessi, siti, luoghi e paesaggi.
L'organizzazione opera attraverso una rete di comitati nazionali, comitati scientifici internazionali e gruppi di lavoro. Svolge inoltre un ruolo istituzionale nell'ambito della Convenzione sul patrimonio mondiale dell'UNESCO, per la quale costituisce uno degli organismi consultivi del Comitato del patrimonio mondiale, con particolare competenza sui beni culturali.
La nascita di ICOMOS si colloca nel processo di progressiva internazionalizzazione della tutela del patrimonio sviluppatosi durante il XX secolo.
Un primo momento significativo fu la conferenza internazionale tenuta ad Atene nel 1931 dall'Office international des musées, organismo della Società delle Nazioni attivo nel campo della cooperazione museale e della tutela. Le conclusioni della conferenza sono note nella successiva ricezione internazionale come Carta del restauro di Atene. La conferenza costituì uno dei primi tentativi di formulare principi condivisi a livello internazionale per la conservazione dei monumenti. Le sue conclusioni furono successivamente raccolte dall'organizzazione nella pubblicazione La Conservation des monuments d'art et d'histoire.
Dopo la seconda guerra mondiale, la costituzione dell'UNESCO e la crescente attenzione verso la tutela del patrimonio favorirono una più stretta cooperazione internazionale.
Nel maggio 1957 si svolse a Parigi il Congrès international des architectes et techniciens des monuments historiques, primo congresso internazionale dedicato specificamente al confronto tra architetti e tecnici impegnati nella conservazione dei monumenti storici. Al termine dei lavori Guglielmo De Angelis d'Ossat fu invitato a organizzare un secondo congresso, che si svolse a Venezia nel 1964.
Il IIe Congrès international des architectes et des techniciens des monuments historiques, riunito a Venezia dal 25 al 31 maggio 1964, adottò come prima risoluzione la Charte internationale sur la conservation et la restauration des monuments et des sites, documento conosciuto in Italia come Carta di Venezia. Una seconda risoluzione propose invece, con il sostegno dell'UNESCO, la costituzione di un'organizzazione internazionale permanente dedicata ai monumenti e ai siti.
ICOMOS fu formalmente costituito il 22 giugno 1965 a Varsavia. L'assemblea costitutiva approvò i primi statuti dell'organizzazione, definendone denominazione, finalità e struttura associativa. Alla riunione erano rappresentate 26 nazioni e 22 delegazioni furono riconosciute come espressione di comitati nazionali già costituiti.
La specializzazione scientifica apparteneva già al progetto originario dell'organizzazione. Alla prima Assemblea generale fu proposta la costituzione di cinque organismi specialistici dedicati rispettivamente alla conservazione e al restauro; alla formazione degli architetti e del personale qualificato; alla dottrina, alla legislazione, all'amministrazione e alla documentazione; all'uso e al restauro dei monumenti e dei complessi storici; e ai siti.
Negli anni successivi ICOMOS ampliò progressivamente sia la propria rete geografica sia il campo disciplinare, estendendo la propria attività dal monumento isolato alle città storiche, ai paesaggi culturali, al patrimonio archeologico e vernacolare, alle strutture e ai materiali, al patrimonio industriale e moderno e ad altri settori della conservazione.
L'autorità suprema di ICOMOS è l'Assemblea generale. L'organizzazione distingue tra assemblee generali annuali e assemblee generali triennali. Le prime approvano principalmente rapporti, conti e bilanci; nelle assemblee triennali vengono invece discussi gli indirizzi generali dell'organizzazione, adottati i testi dottrinali ed eletti il presidente e gli altri componenti del Board.
Il Board è l'organo di governo di ICOMOS e viene eletto ogni tre anni. Comprende il presidente, il segretario generale, il tesoriere, cinque vicepresidenti rappresentativi delle diverse aree geografiche, dodici ulteriori membri e il presidente dell'Advisory Committee.
Accanto al Board opera l'Advisory Committee, formato dai presidenti dei comitati nazionali e dei comitati scientifici internazionali e destinato a collegare la struttura centrale dell'organizzazione con le sue articolazioni territoriali e specialistiche.
I presidenti dei comitati scientifici internazionali costituiscono a loro volta lo Scientific Council, che assiste l'organizzazione e il Board nelle questioni tecniche e scientifiche.
La presidenza internazionale di ICOMOS è stata ricoperta, dalla costituzione dell'organizzazione, da nove persone.
| Presidente | Paese | Periodo |
|---|---|---|
| Piero Gazzola | Italia | 1965–1975 |
| Raymond Lemaire | Belgio | 1975–1981 |
| Michel Parent | Francia | 1981–1987 |
| Roberto Di Stefano | Italia | 1987–1990 |
| Roland Silva | Sri Lanka | 1990–1999 |
| Michael Petzet | Germania | 1999–2008 |
| Gustavo Araoz | Stati Uniti | 2008–2017 |
| Toshiyuki Kono | Giappone | 2017–2020 |
| Teresa Patrício | Belgio | dal 2020 |
Gli ex presidenti assumono il titolo di Honorary President e possono partecipare alle riunioni del Board con funzione consultiva e senza diritto di voto.
I comitati nazionali costituiscono la principale articolazione territoriale di ICOMOS. Rappresentano l'organizzazione nei rispettivi paesi, riuniscono i membri nazionali e concorrono alle attività internazionali dell'organizzazione.
La dimensione nazionale appartiene alla struttura di ICOMOS fin dalle origini. Alla riunione fondativa del 1965 erano rappresentate 26 nazioni e 22 delegazioni furono riconosciute come provenienti da paesi nei quali risultava già costituito un comitato nazionale.
La formazione dei comitati non avvenne tuttavia in modo uniforme. In alcuni paesi nuclei organizzativi erano sorti già prima della costituzione internazionale di ICOMOS, mentre in altri la forma associativa o giuridica nazionale fu definita negli anni successivi.
I presidenti dei comitati nazionali partecipano all'Advisory Committee insieme ai presidenti dei comitati scientifici internazionali, collegando così la dimensione territoriale dell'organizzazione con quella specialistica e scientifica.
La specializzazione scientifica costituisce una componente originaria del progetto ICOMOS. Nel 1965 furono già individuati cinque grandi ambiti per la costituzione di comitati specialistici: conservazione e restauro; formazione degli architetti e del personale qualificato; dottrina, legislazione, amministrazione e documentazione; uso e restauro dei monumenti e dei complessi storici; siti.
La rete dei comitati si sviluppò progressivamente negli anni successivi. Fra i primi organismi specialistici si formarono quello dedicato al turismo culturale nel 1969 e, nel 1970, quelli relativi ai giardini e siti storici, alla fotogrammetria architettonica e alla pietra. Seguirono l'architettura vernacolare nel 1976, il legno nel 1978 e l'arte rupestre nel 1980.
Nel 1982 fu costituito il comitato dedicato alle città, ai centri e ai villaggi storici, successivamente conosciuto con la sigla CIVVIH. Negli anni Ottanta nacquero inoltre organismi dedicati alla formazione, alle vetrate, alla gestione del patrimonio archeologico, all'architettura in terra e all'economia della conservazione; nel 1991 si aggiunse quello dedicato al patrimonio culturale subacqueo.
Il sistema continuò successivamente ad articolarsi in relazione all'ampliamento del concetto di patrimonio, alla specializzazione delle tecniche di conservazione e all'emergere di nuovi problemi scientifici. Ne fanno parte, tra gli altri, comitati rivolti alle strutture del patrimonio architettonico, al patrimonio industriale e del XX secolo, alla teoria della conservazione, alla gestione dei rischi, all'interpretazione, alla sostenibilità e ai paesaggi culturali.
ICOMOS considera gli International Scientific Committees uno degli strumenti centrali dello sviluppo e dello scambio scientifico dell'organizzazione. I loro presidenti costituiscono lo Scientific Council.
La struttura scientifica comprende 31 International Scientific Committees. Le sigle e le denominazioni riportate di seguito sono quelle utilizzate ufficialmente dall'organizzazione; l'ultima colonna non propone una traduzione del nome, ma indica sinteticamente l'ambito di attività.
| Sigla | Denominazione internazionale | Ambito |
|---|---|---|
| ISC20C | International Scientific Committee on 20th Century Heritage | patrimonio culturale del XX secolo |
| ISCoAH | International Committee on Aerospace Heritage | patrimonio aerospaziale |
| ISCARSAH | International Committee on Analysis and Restoration of Structures of Architectural Heritage | analisi, conservazione e restauro strutturale del patrimonio architettonico |
| ICAHM | International Committee on Archaeological Heritage Management | gestione del patrimonio archeologico |
| ISCCL | International Committee on Cultural Landscapes | paesaggi culturali |
| CIIC | International Committee on Cultural Routes | itinerari culturali |
| ICTC | International Cultural Tourism Committee | turismo culturale |
| ISCEAH | International Committee on Earthen Architectural Heritage | patrimonio architettonico in terra |
| ISCEC | International Committee on Economics of Conservation | economia della conservazione |
| ISCES | International Scientific Committee on Energy and Sustainability | energia e sostenibilità |
| IcoFort | International Committee on Fortifications and Military Heritage | fortificazioni e patrimonio militare |
| CIPA | International Committee on Heritage Documentation | documentazione del patrimonio |
| CIVVIH | International Committee on Historic Cities, Towns and Villages | città, centri e villaggi storici |
| ISCIH | International Scientific Committee on Industrial Heritage | patrimonio industriale |
| ICICH | International Committee on Intangible Cultural Heritage | patrimonio culturale immateriale |
| ICIP | International Committee on Interpretation and Presentation of Cultural Heritage Sites | interpretazione e presentazione dei siti del patrimonio culturale |
| ICLAFI | International Committee on Legal, Administrative and Financial Issues | questioni giuridiche, amministrative e finanziarie |
| ISCMP | International Committee on Mural Painting | pittura murale |
| PRERICO | International Committee on Places of Religion and Ritual | luoghi di religione e rituale |
| IPHC | International Polar Heritage Committee | patrimonio polare |
| ICORP | International Committee on Risk Preparedness | prevenzione e preparazione ai rischi |
| CAR | International Committee on Rock Art | arte rupestre |
| ISCSBH | International Scientific Committee on Shared Built Heritage | patrimonio costruito condiviso |
| ISCCSG | International Scientific Committee for the Conservation of Stained Glass | conservazione delle vetrate |
| ISCS | International Scientific Committee for Stone | pietra e relativa conservazione |
| TheoPhilos | International Committee on Theory and Philosophy of Conservation and Restoration | teoria e filosofia della conservazione e del restauro |
| CIF | International Education and Training Committee | educazione e formazione |
| ICUCH | International Committee on Underwater Cultural Heritage | patrimonio culturale subacqueo |
| CIAV | International Committee for Vernacular Architecture | architettura vernacolare |
| ISCWater | International Scientific Committee on Water and Heritage | acqua e patrimonio |
| IIWC | International Wood Committee | legno e patrimonio ligneo |
L'articolazione dei comitati documenta il progressivo ampliamento del campo d'azione di ICOMOS: dalla conservazione dei monumenti e dei loro materiali alle città storiche, ai paesaggi, ai patrimoni archeologico, vernacolare, industriale e moderno, fino alle questioni relative alla documentazione, al rischio, alla sostenibilità e all'interpretazione.
Accanto ai comitati scientifici, ICOMOS istituisce International Working Groups, dedicati a temi emergenti o trasversali che interessano contemporaneamente più settori specialistici.
Tra questi figurano:
| Sigla | Denominazione internazionale | Ambito |
|---|---|---|
| SDGWG | Sustainable Development Goals Working Group | patrimonio e Obiettivi di sviluppo sostenibile |
| IHWG | Indigenous Heritage Working Group | patrimonio delle popolazioni indigene |
| EPWG | Emerging Professionals Working Group | partecipazione e formazione dei professionisti emergenti |
| CAWG | Climate Action Working Group | cambiamento climatico e patrimonio |
| OCD-RBA | Our Common Dignity – Rights-Based Approaches Working Group | approcci al patrimonio basati sui diritti |
I gruppi di lavoro si distinguono dai comitati scientifici perché affrontano prevalentemente questioni trasversali o emergenti che possono coinvolgere simultaneamente numerosi settori specialistici dell'organizzazione. Le loro attività comprendono ricerca, incontri di lavoro, elaborazione di orientamenti e preparazione di documenti.
ICOMOS è uno dei tre organismi consultivi del Comitato del patrimonio mondiale, insieme all'ICCROM e all'IUCN. Nell'ambito dell'attuazione della Convenzione UNESCO del 1972, ICOMOS valuta le candidature dei beni culturali proposti per l'iscrizione nella Lista del patrimonio mondiale e, insieme alla IUCN, quelle dei beni misti.
L'organizzazione partecipa inoltre alle attività di consulenza e monitoraggio relative alla conservazione dei beni culturali iscritti, mettendo a disposizione del sistema del Patrimonio mondiale la propria rete internazionale di esperti e organismi scientifici.
La funzione consultiva nell'ambito della Convenzione costituisce una delle principali attività istituzionali attraverso cui le competenze sviluppate dalla rete ICOMOS vengono applicate alla valutazione e alla conservazione del patrimonio culturale di riconosciuto valore universale.
Fin dalla propria costituzione ICOMOS ha sviluppato un corpus internazionale di carte, principi, linee guida e documenti dottrinali dedicati alla conservazione e alla gestione del patrimonio culturale.
La Carta di Venezia del 1964 conserva una posizione particolare: precede formalmente la costituzione dell'organizzazione e rappresenta il documento dal cui stesso contesto congressuale nacque la proposta di istituire ICOMOS.
Nel corso dei decenni l'Assemblea generale e gli organismi scientifici dell'organizzazione hanno sviluppato ulteriori documenti destinati a specifici ambiti del patrimonio.
Nel settore dei giardini storici, nel 1981 fu redatto il Historic Gardens (The Florence Charter), adottato da ICOMOS nel dicembre 1982.
Nel campo della conservazione urbana, nel 1987 fu adottato il Charter for the Conservation of Historic Towns and Urban Areas, generalmente identificato a livello internazionale come Washington Charter. Il documento riguarda la conservazione delle città e delle aree urbane storiche.
Nel 1999 furono adottati il Charter on the Built Vernacular Heritage, dedicato al patrimonio costruito vernacolare, e i Principles for the Preservation of Historic Timber Structures, relativi alla conservazione delle strutture lignee storiche.
Nel 2003 fu adottato l'ICOMOS Charter – Principles for the Analysis, Conservation and Structural Restoration of Architectural Heritage, specificamente rivolto all'analisi, alla conservazione e al restauro strutturale del patrimonio architettonico.
Nel 2011 ICOMOS adottò i Valletta Principles for the Safeguarding and Management of Historic Cities, Towns and Urban Areas, elaborati nell'ambito di CIVVIH per aggiornare e sviluppare gli orientamenti relativi alla conservazione urbana. Nello stesso anno furono adottati con TICCIH i Joint ICOMOS–TICCIH Principles for the Conservation of Industrial Heritage Sites, Structures, Areas and Landscapes, conosciuti anche come Dublin Principles.
La produzione dottrinale si è progressivamente estesa al patrimonio archeologico e subacqueo, ai paesaggi culturali, agli itinerari culturali, all'architettura vernacolare, al patrimonio industriale, alle fortificazioni, ai materiali, all'interpretazione dei siti, al turismo culturale e ad altri settori specialistici.
L'elaborazione di questi testi costituisce una delle principali modalità attraverso cui ICOMOS sviluppa e aggiorna a livello internazionale principi, criteri e metodologie della conservazione del patrimonio.
La partecipazione italiana appartiene alla fase originaria di ICOMOS. L'Italia prese parte alla costituzione dell'organizzazione internazionale nel 1965 attraverso un proprio nucleo nazionale; nello stesso anno Piero Gazzola fu eletto primo presidente internazionale di ICOMOS.
La costituzione giuridica dell'associazione nazionale italiana appartiene però a un momento successivo: ICOMOS Italia fu formalmente costituita e registrata a Roma il 9 maggio 1974. La presenza italiana nella rete fondativa precedette quindi la formalizzazione giuridica dell'associazione nazionale, che diede struttura stabile al comitato italiano.
Tra le figure italiane che ebbero ruoli significativi nella fase iniziale dell'organizzazione figurano Piero Gazzola, Guglielmo De Angelis d'Ossat, Vincenzo Di Gioia, Piero Sanpaolesi e Giorgio Simoncini. Gazzola fu il primo presidente internazionale, mentre Roberto Di Stefano ricoprì la stessa carica dal 1987 al 1990.
ICOMOS Italia opera come comitato nazionale, riunendo i membri italiani dell'organizzazione e partecipando alle attività della rete internazionale e dei comitati scientifici.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 123825194 · ISNI (EN) 0000 0001 2150 4935 · BAV 494/71879 · ULAN (EN) 500263991 · LCCN (EN) n85102026 · GND (DE) 1020570-6 · BNF (FR) cb118724419 (data) · J9U (EN, HE) 987007263043605171 · NSK (HR) 981005798359709366 |
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