| Quarta Internazionale | |
|---|---|
| Stato | |
| Fondazione | 1938 |
| Ideologia | Comunismo Trotskismo Antistalinismo |
| Collocazione | Estrema sinistra |
| Testata | Fourth International |
| Sito web | fourth.international |
La Quarta Internazionale fu un'organizzazione internazionale socialista rivoluzionaria fondata in Francia nel 1938 da Lev Trotskij e dai suoi sostenitori, dopo essere stati espulsi dall'Unione Sovietica e dall'Internazionale Comunista (nota anche come Comintern o Terza Internazionale).
Nel Programma di transizione, redatto nel 1938 durante il congresso fondativo della Quarta Internazionale, Trotskij ribadì la necessità della legalizzazione dei partiti sovietici e del controllo operaio della produzione.
Oggi non esiste più una Quarta Internazionale unica, centralizzata e coesa. Per gran parte della sua esistenza e della sua storia, la Quarta Internazionale è stata perseguitata dagli agenti dell'NKVD, soggetta a repressione politica da parte di paesi come la Francia e gli Stati Uniti, e dai sostenitori dell'Unione Sovietica. La Quarta Internazionale faticò a mantenere i contatti in queste condizioni di repressione, soprattutto durante la seconda guerra mondiale, poiché le successive rivolte proletarie erano spesso influenzate da partiti filo-stalinisti allineati ai sovietici e da gruppi nazionalisti militanti, il che portò a sconfitte per la Quarta Internazionale e per i trotskisti, che di conseguenza non riuscirono mai a ottenere un'influenza significativa.
Nonostante questi aspetti, in molte parti del mondo, tra cui America Latina, Europa e Asia, continuano ad esistere grandi gruppi trotskisti attratti dalle sue posizioni anti-staliniste e dalla sua difesa dell'internazionalismo proletario. Diversi di questi gruppi portano l'etichetta "Quarta Internazionale" nel nome della loro organizzazione, in importanti documenti programmatici o in entrambi. In linea con la teoria e il pensiero trotskista, la Quarta Internazionale tendeva a considerare l'Unione Sovietica come uno stato operaio degenerato. Tuttavia, sebbene ritenesse le proprie idee più avanzate e quindi superiori a quelle della Terza Internazionale, non si adoperò attivamente per una radicale distruzione del Comintern. L'attuale incarnazione della Quarta Internazionale non opera come un'entità coesa, a differenza di quelle che la precedettero.
La Quarta Internazionale subì una grave scissione nel 1940 e una scissione ancora più significativa nel 1953. Una parziale riunificazione delle fazioni scismatiche avvenne nel 1963, ma l'organizzazione non si riprese mai completamente e non riuscì a ricostituirsi come un unico gruppo transnazionale. La risposta dei trotskisti a tale situazione è stata la formazione di molteplici Internazionali in tutto il mondo, alcune delle quali divise su quale organizzazione in particolare rappresenti la vera eredità e la continuità politica della Quarta Internazionale storica.

Un'internazionale politica è un'organizzazione di partiti politici o attivisti con lo scopo di coordinare la propria attività per un fine comune. Esisteva una lunga tradizione di socialisti che si organizzavano a livello internazionale, e Carlo Marx aveva guidato l'Associazione Internazionale dei Lavoratori, che in seguito divenne nota come la "prima internazionale".
Dopo lo scioglimento dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori nel 1876, furono fatti diversi tentativi per far rivivere l'organizzazione, culminati nella formazione dell'Internazionale Socialista (Seconda Internazionale) nel 1889. Questa fu sciolta nel 1916 a seguito di disaccordi sulla Prima Guerra Mondiale. Sebbene l'organizzazione si riformò nel 1923 come Internazionale Laburista e Socialista, i sostenitori della Rivoluzione d'Ottobre e i bolscevichi avevano già fondato l'Internazionale Comunista (Comintern), che consideravano la Terza Internazionale. Quest'ultima era organizzata sulla base di un centralismo democratico, con i partiti componenti tenuti a lottare per le politiche adottate dall'organo nel suo complesso.

Dichiarandosi Quarta Internazionale, "Partito Mondiale della Rivoluzione Socialista", i trotskisti affermavano pubblicamente la loro continuità con il Comintern e con i suoi predecessori. Il riconoscimento dell'importanza di queste Internazionali precedenti si accompagnava alla convinzione che esse, col tempo, fossero degenerate. Sebbene l'Internazionale Socialista e il Comintern fossero ancora esistenti, i trotskisti non credevano che tali organizzazioni fossero in grado di sostenere il socialismo rivoluzionario e l'internazionalismo.
Fondando la Quarta Internazionale nel 1938, Trockij e i suoi sostenitori patrocinavano il "Partito della rivoluzione socialista nel mondo" dichiarando la loro continuità nei confronti del Comintern. Nonostante l'Internazionale operaia socialista (di orientamento centrista e riformista) e la Terza Internazionale esistessero ancora, i trotskisti non le ritenevano più capaci di promuovere il socialismo e aiutare il proletariato. La costituzione della Quarta Internazionale era anche motivata dal desiderio di formare una forte corrente politica, invece di essere semplice opposizione al Comintern e all'Unione Sovietica. Trotsky riteneva che la sua formazione fosse tanto più urgente in virtù del ruolo che, a suo avviso, avrebbe svolto nell'imminente Prima Guerra Mondiale.

I trotskismo nacque in opposizione sia al capitalismo che allo stalinismo. Lev Trockij propugnava la rivoluzione proletaria come "rivoluzione permanente", al fine di affermare rapidamente il sistema socialista anche in altri paesi. Egli credeva infatti che uno stato operaio non sarebbe stato in grado di resistere alle pressioni di un mondo capitalista ostile. Questa teoria si contrapponeva alla visione stalinista secondo cui si poteva costruire il "socialismo in un solo paese" nell'Unione Sovietica. Inoltre, Trotsky e i suoi sostenitori criticavano aspramente la natura sempre più totalitaria del regime di Iosif Stalin. Questo filone di pensiero sosteneva che il socialismo senza democrazia non fosse vero socialismo. Di fronte alla crescente mancanza di democrazia nell'Unione Sovietica, i trotskisti conclusero che non si trattava più di uno stato operaio socialista, ma di uno stato operaio degenerato. Affermavano che l'Unione Sovietica non era più un Paese socialista ma uno "Stato operaio" burocratizzato.
Ne Il Programma di transizione, redatto durante il congresso fondativo della Quarta Internazionale, Trotsky auspicava la legalizzazione dei partiti sovietici e il controllo operaio della produzione.

Trotsky e i suoi sostenitori si erano organizzati fin dal 1923 come Opposizione di sinistra. Si opponevano alla burocratizzazione dell'Unione Sovietica, che analizzavano come causata in parte dalla povertà e dall'isolamento dell'economia sovietica. La teoria staliniana del socialismo in un solo paese fu sviluppata nel 1924 in opposizione alla teoria trotskiana della teoria della "rivoluzione permanente", secondo la quale il capitalismo era un sistema mondiale e richiedeva una rivoluzione mondiale per essere sostituito dal socialismo. Prima del 1924, la prospettiva internazionale dei bolscevichi era stata guidata dalla posizione di Trotsky. Trotsky sosteneva che la teoria staliniana rappresentasse gli interessi degli elementi burocratici in diretta opposizione alla classe operaia.
Alla fine, Trotsky fu mandato in esilio interno e i suoi sostenitori furono incarcerati. Tuttavia, l'Opposizione di Sinistra continuò a operare in segreto all'interno dell'Unione Sovietica. Trotsky fu esiliato in Turchia nel 1928. Da lì si trasferì in Francia, Norvegia e infine in Messico. Fu assassinato per ordine di Stalin in Messico nell'agosto del 1940.
Trockij e i suoi sostenitori si erano già organizzati dal 1923 come Opposizione di sinistra per contrastare il Comintern e la burocratizzazione dell'Unione Sovietica, causata anche dall'isolamento dell'economia dell'Unione Sovietica. La teoria di Trockij della rivoluzione permanente sosteneva che il capitalismo è un sistema mondiale e sottolineava la necessità di una rivoluzione per rimpiazzarlo con il socialismo (prima del 1924 anche il Comintern era su queste posizioni). Trockij segnalò che la teoria staliniana del socialismo in un solo Paese, invece, rappresentava soltanto gli interessi della burocrazia.
Nei primi anni 1930 Trockij e i suoi seguaci ritenevano che l'influenza di Stalin sul Comintern potesse ancora essere battuta. Essi si organizzarono quindi nell'Opposizione di sinistra Internazionale (bolscevichi-leninisti) che si considerò l'ala sinistra (seppur non ufficiale) del Comintern, mirante a promuovere una modifica della linea ultrasinistra seguita dal Comintern dalla fine degli anni Venti. Nel 1933, a seguito della sconfitta dei comunisti tedeschi che ebbe come causa principale l'adesione alla suddetta linea cominternista, Trockij e il Segretariato Internazionale (l'organismo di direzione e coordinamento dell'Opposizione di Sinistra Internazionale) smisero di considerare come scopo del movimento trockista quello di cercare di raddrizzare il Comintern e iniziarono a progettare un'altra Internazionale comunista, la Quarta. Di conseguenza, l'Opposizione di Sinistra Internazionale (bolscevichi-leninisti) cambiò denominazione in Lega Comunista Internazionalista (bolscevichi-leninisti), che cambiò denominazione a sua volta nel 1936 in Movimento per la Quarta Internazionale. Soltanto il 3 settembre 1938, quest'ultimo movimento riuscì a fondare, a Périgny-sur-Yerres (nei pressi di Parigi), la Quarta Internazionale, ufficialmente denominata Partito Mondiale della Rivoluzione Socialista. I sostenitori di Stalin che dominavano completamente l'Internazionale però non tollerarono i dissensi: tutti i trotskisti e i sospetti di essere stati influenzati dal trotskismo furono processati ed espulsi. Nel 1934 Trockij scrisse l'articolo "La guerra e la Quarta Internazionale", così mostrando la prospettiva verso cui intendeva muoversi. Nel 1935 egli constatò come il Comintern fosse irrimediabilmente caduto nelle mani della burocrazia. Pertanto partecipò a una conferenza presso il Bureau di Londra composto da partiti esterni sia all'Internazionale operaia socialista sia al Comintern. Il Partito Socialista dei Lavoratori della Germania, il Partito Socialista Indipendente (Paesi Bassi) e il Partito Socialista Rivoluzionario dei Paesi Bassi si unirono alla Opposizione di Sinistra firmando un documento scritto da Trockij invocante la formazione della Quarta Internazionale. Anche il Partito Socialista Operaio Rivoluzionario (RSAP) olandese lavorò con l'Opposizione di Sinistra.
La motivazione posta alla base della fondazione della Quarta internazionale è quella di costruire nuovi partiti rivoluzionari di massa capaci di guidare al successo la rivoluzione dei lavoratori: si pensava che un'onda rivoluzionaria sarebbe cresciuta sensibilmente per via degli effetti della prevedibile e imminente seconda guerra mondiale. Trenta delegati, quindi, parteciparono a una conferenza costitutiva (nel settembre 1938) che si tenne nella casa di Alfred Rosmer, a Perigny appena fuori Parigi. All'incontro furono presenti delegati delle maggiori potenze Europee e del Nord America: per ragioni di costi e distanza pochi furono i rappresentanti dell'Asia e dell'America Latina. Un segretariato fu costituito con molti degli allora leader trockijsti. Tra le risoluzioni adottate dalla conferenza vi fu il Programma di Transizione. Il Programma di Transizione era al centro delle dichiarazioni della conferenza, unendo le concezioni strategiche e tattiche del periodo. Non si tratta, comunque, del programma definitivo della Quarta Internazionale come spesso affermato, esso contiene invece un'analisi della situazione del movimento dei lavoratori ed una serie di indicazioni politiche di transizione formulate per portare al potere i lavoratori.
Attualmente quando si parla di Quarta Internazionale ci si riferisce di solito al "Segretariato Unificato della Quarta Internazionale", la più grande e più diretta discendente dell'organizzazione fondata da Trockij. Il Segretariato Unificato è stato costituito nel 1963 per opera di Ernest Mandel, Pierre Frank, Joe Hansen e Livio Maitan.
Negli anni venti del XXI secolo risulta presente in più di 60 Paesi e vi aderiscono alcuni deputati in Danimarca, Germania, Portogallo e nel Parlamento europeo (Miguel Urbàn, spagnolo, dal 2015 al 2024), nonché molti consiglieri regionali e comunali. In Italia ci sono due sezioni: Sinistra Anticapitalista e Communia. La politica attuale del Segretariato Unificato è quella di coordinare le forze comuniste e anticapitaliste nei vari Stati in cui è presente, andando oltre l'idea di unire solo coloro che si considerano trotskisti e mirando a collaborare attivamente con altre associazioni anticapitaliste e libertarie. Dal 1984 il Segretariato ogni anno in estate organizza un campeggio internazionale aperto a tutti i giovani della Quarta Internazionale o appartenenti ad altri movimenti sociali e sindacali anticapitalisti. Il video del sedicesimo congresso mondiale (2010) può essere visto sul sito del PRT messicano.
In rottura con questa linea sono nate altre realtà derivanti dall'idea di Trockij: la Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale, la Frazione Trotskista per la Quarta Internazionale e il Coordinamento per la Rifondazione della Quarta Internazionale. Tutte queste tuttavia non hanno la diffusione del Segretariato Unificato.
Fra il 1945 e il 1948 la sezione italiana della Quarta Internazionale è stata il Partito Operaio Comunista, fondato da alcuni uomini politici (tra cui Nicola Di Bartolomeo, pseudonimo "Fosco", già combattente nella guerra di Spagna): Di Bartolomeo aveva già partecipato nel 1931 alla Nuova Opposizione Italiana, una corrente di orientamento trotskista (con Pietro Tresso, Alfonso Leonetti e Pietro Ravazzoli). Nel luglio 1948 fu pubblicata la rivista Quarta Internazionale attorno a cui iniziò a formarsi un nuovo gruppo di iscritti, provenienti non solo dal POC ma anche dalla Federazione Giovanile Socialista Italiana, tra i quali Franco Archibugi, Sergio Milani e Giorgio Ruffolo, dal Partito d'Azione e dallo stesso Partito Comunista Italiano. La sezione italiana si ricostituisce nel gennaio 1949 e assume, nel febbraio 1950, il nome di Gruppi Comunisti Rivoluzionari: nell'aprile dello stesso anno iniziano le pubblicazioni della rivista Bandiera Rossa.
I Gruppi Comunisti Rivoluzionari praticarono l'entrismo nel Partito Comunista Italiano e, in misura minore, nel Partito Socialista Italiano. Nel 1966-1967 Bandiera Rossa passa da mensile a quindicinale, viene continuata la pubblicazione di Quarta Internazionale come rivista di teoria politica e viene dato avvio alla fondazione della rivista La Sinistra (che raccoglie l'area trotskista, guevarista e della sinistra alternativa). I GCR sono inseriti (a Roma e Milano in maniera massiccia) nella Federazione Giovanile Comunista Italiana (organizzazione giovanile del PCI) e nel PSIUP.
Nel 1969, a seguito della diaspora di molti iscritti che hanno preferito seguire l'onda dei movimenti di contestazione, viene abbandonata la tattica dell'entrismo nei grandi partiti. Nel 1972 i GCR sostengono alle elezioni la lista de il manifesto, i cui membri erano stati espulsi dal PCI. Nel 1976 i GCR sostengono alle elezioni la lista Democrazia Proletaria, che raggruppa gran parte dell'estrema sinistra.
Nel 1974 un gruppo di militanti Inglesi diede vita alla tendenza 'Militant', ruppe con la Quarta Internazionale e fondò il Comitato per un'Internazionale dei Lavoratori che praticò l'entrismo nella socialdemocrazia tradizionale europea.
Nel novembre 1979 il 21º congresso della sezione italiana della Quarta Internazionale decide di cambiare nome in Lega Comunista Rivoluzionaria. La rivista Bandiera Rossa diventa settimanale e nasce la nuova testata Critica Comunista. Nel 1980 la LCR partecipa alle elezioni amministrative con proprie liste. Nel 1983 e nel 1987 essa candida propri esponenti nella lista di Democrazia Proletaria. Nel 1984 inizia l'organizzazione dei campeggi giovanili estivi della Quarta Internazionale, tuttora esistenti.
Nel luglio 1989 la LCR tiene il suo quinto congresso in cui decide di sciogliersi dentro Democrazia Proletaria, portando 1 000 nuovi iscritti (su un totale di 6 500) e ottenendo 9 membri su 60 nella direzione nazionale. Resterà, per accordo, attivo un piccolo gruppo esplicitamente aderente alla Quarta Internazionale. Nel 1991 Democrazia Proletaria confluisce dentro Rifondazione Comunista e la LCR vi forma un'area interna chiamata semplicemente Bandiera Rossa. Nel partito ci sono anche esponenti riuniti attorno a Marco Ferrando e a Francesco Ricci che, pur dichiarandosi trotskisti, sono in disaccordo col Segretariato Unificato. Altro gruppo trotskista presente nel partito ma non facente parte del Segretariato Unificato è quello di FalceMartello.
Nel 1998 gli aderenti a Bandiera Rossa appoggiano l'uscita di Rifondazione Comunista dal primo governo Prodi ed entrano a far parte della maggioranza dirigente del partito. Dal 2001 al 2002 Rifondazione Comunista riesce a essere, anche grazie allo sforzo degli appartenenti a Bandiera Rossa, presente nella contestazione del G8 di Genova, dei Social forum di Seattle e Firenze, fino anche a quello di Porto Alegre.
Ad aprile 2002 si tiene il quinto congresso di Rifondazione Comunista e gli storici esponenti di Bandiera Rossa quali Luigi Malabarba e Livio Maitan firmano il documento programmatico di maggioranza di Fausto Bertinotti. Già l'anno precedente Malabarba era diventato capogruppo del partito al Senato. Gli esponenti di Bandiera Rossa ricoprono incarichi importanti in tutti gli ambiti di Rifondazione Comunista: dal quotidiano Liberazione ai Giovani Comunisti. Nell'ottobre di quell'anno cessa le pubblicazioni la rivista Bandiera Rossa e viene sostituita dal periodico Erre, aperto anche a personalità esterne rispetto alla Quarta Internazionale.
Nel giugno 2003 Fausto Bertinotti annuncia nuovi accordi fra Rifondazione Comunista e L'Ulivo, questo dà via a dissapori fra il segretario del partito e la corrente Bandiera Rossa. Nel marzo 2005 si tiene il sesto congresso di Rifondazione Comunista, nel quale tale corrente si trasforma in Sinistra Critica, che raggruppa anime del partito in sintonia col comunismo anti-stalinista e vicino ai movimenti sociali non riconducibili alla Quarta Internazionale. Il documento di Sinistra Critica otterrà il 6,5% dei voti. Alle elezioni politiche di aprile 2006 tale area politica elegge tre parlamentariː Salvatore Cannavò alla Camera e Franco Turigliatto e Gigi Malabarba al Senato (quest'ultimo però aveva già preannunciato l'intenzione di dimettersi per far posto ad Heidi Giuliani dopo poche settimane di mandato).
Al contrario Marco Ferrando, che nel suddetto congresso aveva presentato un proprio documento (ottenendo circa il 7% dei voti) viene escluso dalle liste del PRC per le elezioni politiche e decide di uscire dal partito insieme ai suoi sostenitori gettando le basi, nel giugno seguente, per il Partito Comunista dei Lavoratori. Il gruppo di Francesco Ricci era invece già uscito (ma aspetterà fino al gennaio 2007 per creare il Partito di Alternativa Comunista).
Nel gennaio 2007, pur restando parte integrante di Rifondazione Comunista, Sinistra Critica si costituisce in associazione indipendente. Nel marzo dello stesso anno, accanto al bimestrale di approfondimento storico-socio-politico Erre, inizia a uscire un mensile di attualità politica chiamato semplicemente Sinistra Critica. Nel dicembre 2007, dopo una lunga serie di dissapori (fra cui l'allontanamento dal partito del senatore Franco Turigliatto, che si era rifiutato di votare il rifinanziamento della missione militare in Afghanistan) Sinistra Critica esce da Rifondazione Comunista. Alle elezioni politiche del 2008 il Partito Comunista dei Lavoratori ottiene lo 0,57% alla Camera (208 394 voti) e lo 0,55% al Senato (180 454 voti), mentre Sinistra Critica presenta la propria lista raggiungendo lo 0,46% dei voti.
Nel luglio 2013 Sinistra Critica si è scissa in due: Sinistra Anticapitalista e l'associazione Solidarietà Internazionalista (rete "Communia Network").
In contrasto con questa politica ci sono la Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale, la cui sezione è il Partito di Alternativa Comunista, e il Coordinamento per la Rifondazione della Quarta Internazionale, la cui sezione italiana è stato (dal 2006 al 2017) il Partito Comunista dei Lavoratori.
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