Indosuchus raptorius

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Indosuchus
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseReptilia
SuperordineDinosauria
OrdineSaurischia
SottordineTheropoda
Famiglia†Abelisauridae
Genere†Indosuchus
Specie†I. raptorius

L'indosuco (Indosuchus raptorius) (von Huene, 1933) era un dinosauro carnivoro appartenente agli abelisauri, vissuto nel Cretaceo superiore (Maastrichtiano, circa 70 milioni di anni fa) in India.

Descrizione

Questo dinosauro è poco conosciuto, ed è noto solo per alcune parti di cranio, sufficienti comunque a mostrare un predatore dalla struttura robusta. Le dimensioni dovevano aggirarsi sui sei - sette metri di lunghezza. Il cranio possedeva rilievi rugosi nella zona superiore, che probabilmente sorreggevano una bassa cresta appiattita.

Classificazione

Indosuchus venne denominato nel 1932 da Fredrich von Huene e descritto dallo stesso Huene e da Charles Alfred Matley l'anno seguente. I resti fossili provengono dalla zona di Jabalpur (Madhya Pradesh, India centrale) nella formazione Lameta.

Dapprima i resti di questo dinosauro vennero scambiati per quelli di un allosauride, poi nel 1964 Alick Walker attribuì i fossili a un rappresentante primitivo dei tirannosauridi. Solo successivamente, con la scoperta negli anni '80 di alcuni grandi carnivori sudamericani, si riuscì a stabilire la vera natura dell'animale: Indosuchus era un rappresentante di una linea di predatori, gli abelisauridi, evolutisi per molti milioni di anni in isolamento nei continenti meridionali (l'India, nel Cretaceo, era ancora unita a Madagascar e Sudamerica). In particolare, analogie sono state proposte con la specie Abelisaurus comahuensis. Un altro abelisauro di grandi dimensioni e conosciuto per parti di cranio, sempre descritto da Huene, è Indosaurus. La successiva scoperta di un altro abelisauro indiano (Rajasaurus) potrebbe portare a una riclassificazione degli abelisauri indiani. La frammentarietà dei fossili di Indosaurus e Indosuchus, tuttavia, ha indotto più di un paleontologo a considerare questi generi come nomina dubia.

Note

  1. ↑ GBIF, su gbif.org.

Bibliografia

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