
L’infanzia è il periodo della vita di un individuo umano che inizia con la nascita e termina con la preadolescenza.
Il termine infante deriva dal latino infans, che significa 'muto', 'che non può parlare'. Il termine infans deriva dal verbo fari, presente nel latino arcaico e prima ancora nel greco antico φημί (fēmì), con il medesimo significato di parlare (contenuto nella radice fa-/fe-), soprattutto in senso solenne. Congiunto al prefisso in, che in latino ha valore di negazione, il termine descrive appunto quella situazione in cui si è impossibilitati a parlare. In passato, infatti, questo termine si riferiva esclusivamente al periodo intercorrente tra la nascita e la comparsa del linguaggio. Solo successivamente, per estensione, questo termine ha assunto anche il significato di periodo della vita di un individuo fino all'insorgenza dei primi segni della pubertà.

Data l'etimologia della parola, il termine era in passato utilizzato esclusivamente per identificare quel periodo della vita di un individuo che va dalla sua nascita al pieno utilizzo della ragione: per questo motivo fino al Medioevo il periodo dell'infanzia si riteneva terminasse intorno ai 7 anni di età del bambino.
Il periodo dell'infanzia dura all'incirca dalla nascita fino ai 13 anni di età. Vengono individuate tre fasi:
Nell’immagine dell’infanzia possono esservi varie differenze tra le varie culture. Al riguardo sono stati proposti due modelli di culture fra i tanti possibili:
Anche nel corso della storia sarebbero stati adottati approcci diversi a seconda delle epoche. Nel Medioevo sarebbe prevalsa una concezione del bambino come adulto in miniatura. La visione del bambino come vittima si rifarebbe pure all'epoca antica e medioevale. Oggi invece il bambino sarebbe teoricamente un essere con dei diritti e un proprio status.
Nel periodo dell'infanzia, esistono numerose fonti di rischio per il corretto sviluppo del bambino. In questo periodo, infatti, si genera la maggior parte delle condizioni che determineranno la corretta formazione di un individuo sano. A titolo di esempio, nel periodo dell'infanzia si può sviluppare una serie di problematiche relative al non corretto sviluppo psicosessuale. Ulteriore rischio degno di nota per la buona crescita dell'individuo è la pedofilia. Un bambino che è stato vittima di abusi sessuali, infatti, potrebbe avere problemi notevoli nel rapportarsi al sesso in età adulta, oltre al trauma psicologico che segue immediatamente l'atto di violenza.
Un altro problema proprio del periodo infantile, ma tuttora mantenuto quasi esclusivamente nelle aree sottosviluppate dei paesi poveri, è il lavoro infantile. Quest'ultima è una situazione problematica in quanto nega di fatto quel diritto all'infanzia che dovrebbe essere proprio di ogni bambino.
In questi paesi esiste anche un'ulteriore problematica relativa all'infanzia: la mortalità infantile. I bambini, infatti, a causa della loro minore resistenza alle avversità, sono spesso le principali vittime di condizioni di vita pessime.
Nel 1874 fu istituito a New York la prima società per la prevenzione della crudeltà verso i bambini mutuata dalla precedente società per la protezione degli animali.
Per regolamentare quest'ambito ponendo particolare attenzione alla difesa dell'infanzia, sul piano internazionale è stato stipulata una convenzione delle nazioni unite chiamata Convenzione Internazionale sui diritti dell'Infanzia Sempre in ambito internazionale le nazioni unite hanno al loro interno un'agenzia specifica per i problemi relativi all'infanzia: il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia (UNICEF).
Prima del Novecento, il bambino era percepito come un piccolo adulto, la cui crescita avrebbe dovuto essere accelerata il più possibile, sicché il periodo infantile della vita non veniva valorizzato in se stesso. A seconda della classe sociale le visioni erano comunque diverse: per quanto riguarda le classi più agiate il bambino era circondato da parenti che avevano un ruolo ben definito nella sua vita, mentre nelle classi contadine o proletarie, oltre all'elevato grado di mortalità infantile, nella maggior parte dei casi fin dai primi anni di vita l'infante era spinto a lavorare.
La crescente necessità di avere una classe operaia specializzata, unita al bisogno di generare un senso di coesione nazionale, spinse lo Stato ad investire sull'istruzione pubblica, posticipando l'entrata nel mondo del lavoro per i giovani. Alcuni pensatori del socialismo umanitario sostenevano che l'infanzia andasse preservata, ad esempio Proudhon dallo sfruttamento capitalista e dalla corruzione dello Stato, Fourier dalla repressione morale delle regole borghesi.
Fin dai tempi di Rousseau, la letteratura aveva una concezione dell'infanzia come uno stato di purezza, innocenza e bontà incontaminata. Contro questa posizione si schierò Freud che cercò di dimostrare come nel bambino vi fossero tendenze sessuali latenti, potenziali portatrici dei germi di tutte le perversioni dell'età adulta.
| Controllo di autorità | Thesaurus BNCF 1846 · GND (DE) 4030550-8 |
|---|