Inna, Pinna e Rimma

Santi Inna, Pinna e Rimma
Illustrazione dei tre martiri dal menologio di Basilio II
 

Martiri

 
Venerato daChiesa ortodossa russa
Ricorrenza20 gennaio, 20 giugno

Inna, Pinna e Rimma furono, secondo la tradizione, tre cristiani che subirono il martirio in un'area sulle coste del Mar Nero, probabilmente nei pressi di Varna in Bulgaria nel III secolo.

Agiografia e culto

In primo piano, la cappella dedicata ai tre martiri ad Alušta in Crimea (dietro, la chiesa di San Teodoro)

Secondo le agiografie, Inna, Pinna e Rimma erano tre slavi originari di "una terra barbara del nord", discepoli dell'apostolo Andrea, che li battezzò e li ordinò sacerdoti. I tre lo assistettero nel convertire la popolazione pagana della zona del Mar Nero, fino a che vennero catturati da un governatore locale che era pagano: questi ordinò loro di offrire sacrifici agli idoli, ma essi rifiutarono. Approfittando del rigido inverno in corso, il governatore li fece legare a dei pali di legno e calare nelle acque ghiacciate di un fiume; quando furono immersi fino al collo morirono.

I loro corpi vennero seppelliti da alcuni cristiani, e sette anni dopo un vescovo di nome Goddas (o Gedtz, Gedtsa) li fece spostare nella cattedrale locale del proprio paese: i tre martiri gli apparvero quindi in sogno e gli ordinarono di traslare le loro reliquie presso un porto chiamato Haliskos o Alix, dove vennero poi commemorati nel giorno della loro traslazione, non essendo noto quello della morte.

Inna, Pinna e Rimma sono venerati come i primi martiri russi (un titolo che però viene attribuito anche a vari altri santi), e slavi in generale. Sono commemorati sia il 20 gennaio, sia il 20 giugno; le due date potrebbero rappresentare il dies natalis e la depositio, ma potrebbe anche trattarsi di una duplicazione, non infrequente negli antichi martirologi, con il cambio di mese da estate a inverno per concordare con il periodo invernale in cui sarebbero stati martirizzati. Il 30 ottobre 1950 san Luca, vescovo di Sinferopoli e Crimea, raccomandò ai sacerdoti della propria diocesi di commemorare Inna, Pinna e Rimma come santi di Crimea durante le celebrazioni.

In Russia i nomi Inna, Pinna e Rimma sono usati al femminile; in serbo sono chiamati Енен, Нирен и Пен (Jenen, Nirin e Pen).

Storicità e fonti

Il testo originale della loro Passio, risalente probabilmente al IV secolo, non è sopravvissuto; una sua epitome, databile tra la fine del VI e l'inizio del VII secolo, è contenuta in un manoscritto dell'XI secolo (Paris. Gr. 1488), ripubblicata da Delehaye in Saints de Thrace et de Mésie nel 1912. Versioni della loro storia appaiono nei sinassari bizantini dal tardo X secolo al XIII secolo e una Passio di questi tre martiri venne anche inclusa nelle Vite dei Santi scritte da Demetrio di Rostov. L'arcivescovo ortodosso Filaret Gumilevskij li identificò con i martiri Tirso, Ciriaco e Callinico che sono citati al 20 gennaio nel Martirologio del Beato Girolamo; tuttavia secondo Delehaye Ciriaco morì a Nicomedia, e Tirso ed Callinico in Bitinia. È da notare anche che il supplizio subìto da questi tre santi è sostanzialmente uguale a quello dei quaranta martiri di Sebaste.

Il tempo e il luogo in cui avvennero le vicende di queste tre martiri non sono certi, così come è dubbia l'identificazione della città portuale di Haliskos, che non è attestata. Secondo la maggioranza degli studiosi, la storia è da collocare tra i Goti che abitavano la Dacia nel III secolo, e il rapporto con l'apostolo Andrea sarebbe del tutto anacronistico: il martirio sarebbe avvenuto nel fiume Danubio a Varna, nell'odierna Bulgaria, durante la prima persecuzione anticristiana del 347-348 (e, quindi, la traslazione delle reliquie nel 354). I tre santi sarebbero stati originari della Scizia Minore ma i loro nomi tradirebbero una provenienza etnica eterogenea (Inna sarebbe micrasiatico, Pinna illirica, mentre Rimma è di origine ignota); il nome del vescovo Goddas è, d'altro canto, germanico. La città di Haliskos sarebbe da riconoscere in ad Salices, una località presso Marcianopoli dove si svolse la battaglia dei Salici (l'ipotesi che si tratti invece di Alisca in Pannonia, presso l'attuale Tolna, non ha riscosso consenso tra gli studiosi).

L'altra versione principale, proposta tra gli altri da Evgenij Golubinskij, colloca invece i fatti nel I secolo, ritenendo valida la contemporaneità con l'apostolo Andrea: in questo caso i tre santi, slavi di Ilmen originari della Scizia, si muovono all'interno del regno del Bosforo Cimmerio, e vengono catturati da un principe pagano del Chersoneso. La città dove vennero traslate le reliquie sarebbe da identificare con Alušta in Crimea.

Note

  1. 1 2 3 4 5 (EN) Martyrs Innas, Pinnas, and Rimmas, disciples of the Apostle Andrew, in Scythia, su Orthodox Church in America. URL consultato il 4 marzo 2026.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 Nigro, pp. 139-141.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 8 (RU) ИННА, ПИННА И РИММА, su pravenc.ru. URL consultato l'11 marzo 2026.
  4. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 (EN) The First Russian Saints: Inna, Pinna and Rimma, su Orthodox Christianity. URL consultato il 10 marzo 2026.

Bibliografia

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