Al verso 7 dell'inno ad Ahura Mazdā (noto anche come Hormazd Yasht) contenuto nella Khordah dell'Avestā, dove Dio elenca i nomi con cui può essere indicato, egli inizia dal primo che è appunto Io sono:
«Così rispose Ahura Mazdā: "Il mio nome è Ahmi (Io sono). Io sono l'Interrogabile, colui che può essere interrogato, o santo Zarathuštra.»
La rivelazione Io Sono si trova anche nel libro dell'Esodo (Es 3,14-15): «Dio disse a Mosè: Io sono Colui che sono!. Poi disse Dirai agli israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi.
Nel Nuovo Testamento
Questo appellativo Io Sono viene poi utilizzato da Gesù per designare se stesso; è citato 5 volte e solo nel Vangelo secondo Giovanni:
Gv 8,24 «… se infatti non crederete che Io Sono, morirete nei vostri peccati»
Gv 8,28 «Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora saprete che Io Sono»
Gv 8, 58 «Rispose loro Gesù: «In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono»
Gv 13,19 «lo dico fin d'ora prima che accada, perché quando sarà avvenuto, crediate che Io Sono»
Gv 18,5 «Gli risposero: "Gesù, il Nazareno". Disse loro Gesù: Io Sono. Vi era là con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse "Sono io", indietreggiarono e caddero a terra».
La tradizione affianca a questa autorivelazione assoluta sette autorilevazioni nominali (fornite del predicato nominale) presenti qua e là in tutto il Nuovo Testamento:
Nell'Apocalisse troviamo anche «Io sono l'alfa e l'omega» (Ap.1, 8), «Io sono il primo e l'ultimo» e «[Io sono] il Vivente» (Ap.1, 17-18).
Nella cristologia
L'espressione assume particolare rilevanza poiché pone Gesù allo stesso piano di Dio, del quale è Figlio.
Essa venne utilizzata nel primo Concilio di Nicea (325) come uno dei vari argomenti a sostegno della consustanzialità di Gesù con Dio nella condanna all'eresia ariana.
Tecnicamente gli esperti lo classificano come autorivelazione assoluta in quanto privo di predicati.
«Nel mio nome significa in nome dell'Io Sono. Significa che l'uomo che si adopera a far vivere il Cristo in sé è un essere dal carattere individuale. E cosa avrà, questo essere individuale, sempre contro di sé? L'essere di massa – e cioè gli interessi di un potere costituito, […] di qualunque istituzione che resista all'impulso dell'assolutamente individuale. La persecuzione è quella che nega in mille modi l'individualità.»
↑Esodo 3,14-15, su laparola.net. Si rilevano inoltre attinenti alcuni versetti del Deutero-Isaia: Is 43,10; Is 43,25; Is 45,18; Is 51,12; Is 52,6 (tutti dipendenti da Es 3,14).
↑Ap 1, 8, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
↑Ap 1, 17-18, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
↑«[…] è lecito dire che da un lato l'io può portare alla massima evoluzione e dall'altro al più profondo abbrutimento. Perciò esso è una spada affilata a due tagli. Quindi chi ha portato agli uomini la completa coscienza dell'io, il Cristo Gesù, viene giustamente rappresentato nell'Apocalisse come colui che ha nella bocca l'affilata spada a due tagli. Il Cristo Gesù portò l'io a piena completezza» (Rudolf Steiner, L'Apocalisse, 1908).
↑Sul Natale, conferenza di Rudolf Steiner del 1907, pag. 8.
↑«Per mezzo del Cristo è penetrata nell'uomo la cognizione cosciente dell'Io sono. Prima non si sentiva ancora la piena divinità dell'intima divina entità dell'uomo. Sentivano l'Io sono ma lo ricollegavano ai propri antenati, lo sentivano nel sangue comune a loro a tutti sin dai tempi di Abramo. Venne allora Gesù Cristo, recando la coscienza che esiste nell'uomo qualche cosa di molto più antico, di molto più indipendente» (R. Steiner, cit. da Sul Natale, conferenza del 1907).