Io e il vento

Io e il vento
Una scena del film
Titolo originaleUne histoire de vent
Paese di produzioneFrancia
Anno1989
Durata80 min
Generefantastico, documentario
RegiaJoris Ivens
SceneggiaturaJoris Ivens e Marceline Loridan
FotografiaThierry Arbogast e Jacques Loiseleux
MusicheMichel Portal
Interpreti e personaggi

Io e il vento è un film del 1989 diretto da Joris Ivens,con la collaborazione della moglie Marceline Loridan.

Trama

Il protagonista del film è il regista stesso, novantenne infermo e tormentato dall'asma, che decide di tornare in Cina per realizzare quello che era il suo sogno fin dall'infanzia: catturare il vento. Viaggia con la sua troupe da montagne impervie fino al deserto, dove riesce finalmente nel suo intento con l'aiuto di una stregona. Il tutto è inframmezzato dalle suggestioni e dai ricordi, che si concretano in sequenze altamente liriche ispirate a tradizioni e leggende cinesi o alla storia del cinema.

Produzione

Il film è stato girato in Cina. Il dialoghi sono in cinese, francese ed inglese. La versione italiana mantiene questa molteplicità di linguaggi limitandosi a sottotitolare il film, senza doppiarlo.

Un poema

Joris Ivens, intervistato da Aldo Tassone nel 1985, dichiara:

«Vorrei che fosse una sorta di "ciné-poème", un poema visivo; un viaggio sulle ali del vento nei meandri della più antica civiltà del mondo.»

Il flusso poetico delle immagini incontra il flusso poetico delle parole:

«L’erba di Yan sembra tessuta con fili di azzurro,/il ramo verde del gelso si inclina,/tu languisci in attesa del ritorno,/fino ad allora il mio cuore soffrirà,/e tu, galante vento di primavera,/che fai qui nella mia camera?»

Autoritratto e testamento artistico

All'inizio del film una didascalia spiega:

(francese)
«Le Vieil Homme qui est le héros de cette histoire est né à la fin du siècle dernier dans un pays où les hommes se sont toujours efforcés de dompter la mer et de maîtriser le vent. Il a traversé le vingtième siècle une caméra à la main, au milieu des tempêtes de l'histoire de notre temps. Au soir de sa vie, à 90 ans, ayant survécu aux guerres et aux luttes qu'il a filmées, le vieux cinéaste part pour la Chine. Il a mûri un projet insensé: capturer l'image invisible du vent.»
(italiano)
«Il Vecchio Uomo che è l'eroe di questa storia è nato alla fine dell'ultimo secolo in un paese in cui gli uomini si sono sempre sforzati di domare il mare e di controllare il vento. Egli ha attraversato il ventesimo secolo con una telecamera in mano, in mezzo alle tempeste della storia del nostro tempo. Nella sera della sua vita, a 90 anni, sopravvissuto alle guerre e alle lotte che ha filmato, il Vecchio Cineasta parte per la Cina. Ha maturato un progetto pazzo: catturare l'immagine invisibile del vento.»

Documentario e fiction, Une histoire de vent è una sintesi dell'opera di Ivens. Due citazioni di suoi film precedenti lo testimoniano:

Alla Storia del cinema e al cinema fantastico rende omaggio la sequenza del sogno: Ivens in cappa da mago esce dalla bocca del faccione della Luna di Viaggio nella luna di Georges Méliès. Il tema del potere creativo del cinema è sottolineato più volte nel film e diventa esplicito nella sequenza dell'esercito di terracotta. La vita del Vecchio Uomo è tutta nella sua arte: l'ultima immagine, estremo segno del suo passaggio su questa terra, è una sedia vuota, la sedia del regista.

Il vento, respiro della terra

(francese)
«Je suis le Föhn, le diable de l’Europe gothique. Je brûle les pommes de l’arbre de vie. Les Tunisiens m’appellent Chili… Je suis la tornade du Nebraska… Je suis l’odieux Simoun, un jour je franchirai le mur du son. L’enfant fantasque et cruel d’Argentine…»
(italiano)
«Io sono il Föhn, il diavolo dell'Europa gotica. Brucio i pomi dell'albero della vita. I tunisini mi chiamano Chili...Io sono il tornado del Nebraska...Io sono l'odioso Simoun, un giorno supererò il muro del suono. Il fanciullo capriccioso e crudele d'Argentina...»

Ivens, nel 1985, quando ancora il film è un progetto, dichiara in un'intervista ad Aldo Tassone: "E il vento? È a un tempo il protagonista e la chiave metaforica che mi serve per compiere il viaggio nel passato. Prima che in senso metaforico, il vento va inteso qui in senso fisico: il vento entra nella storia dell'umanità, la influenza, a volte la condiziona. Si pensi ai trasporti marittimi e fluviali: per migliaia di anni la civiltà ha camminato sulle ali del vento (non a caso la giunca è un po' il simbolo della Cina). Il vento può seminare anche la morte: i popoli che vivono vicino ai grandi deserti lo sanno molto bene." Il tema del vento, come un filo rosso, percorre l'opera di Ivens: già nel 1965 aveva girato il documentario in tre parti Pour le Mistral.

Il vento e la storia degli uomini

In un'intervista a Cahiers du cinéma, Ivens confida: "In questi ultimi dieci anni ho molto ripensato al mio lavoro passato, a quello in cui ho creduto, alle utopie, alle ideologie molto rigide, e il vento, credo, porta via tutto." Con Une histoire du vent prende distanza da quel coinvolgimento ideologico che gli era stato rimproverato quando aveva girato Come Yukong spostò le montagne:

Anziché in riprese esterne la sequenza è girata in uno studio cinematografico: un oratore vanta i successi del Nuovo Piano Agricolo; atleti si allenano con volteggi e acrobazie; sposi novelli mostrano orgogliosi la casa moderna e gli elettrodomestici; un coro di bambini canta un inno di propaganda; soldati-turisti posano davanti ad una muraglia cinese di cartapesta. Il buffone Sun Wukong stacca la spina al microfono e toglie la parola al politico, l'altoparlante diffonde musica pop occidentale. Il regista si allontana indossando la maschera del buffone.

Le autorità cinesi impediscono a Ivens di filmare in libertà i famosi guerrieri d'argilla. Infuriato, il regista abbandona il museo, fa comprare ai suoi collaboratori tante imitazioni dei guerrieri e li schiera come un'armata. Diretti dal suo bastone/bacchetta magica essi si animano: è la rivincita dell'arte e dell'immaginazione sull'ottusità burocratica.

Il vento, soffio della vita

Il vento è anche alito, respiro.

Questo modo di concepire la vita e la morte è molto vicino al pensiero taoista: "La vita umana nasce da un soffio e ritorna al soffio, la morte è divenire vento, divenire impercettibile". ma trova riscontro anche nel Vangelo di Giovanni: "Il vento soffia dove vuole, tu ne senti il rumore, ma non sai da dove viene o dove va. È così di ogni uomo che è nato da un soffio dello Spirito".

Occidente e Oriente

Ivens da bambino sogna di volare in Cina col suo aereo giocattolo (prima sequenza del film). Alla fine della vita torna per la quarta volta in Cina a filmarne la civiltà millenaria: "Une histoire de vent traccia simultaneamente due percorsi: uno visibile che conduce il vecchio Uomo a incontrare i miti, le leggende e la storia vertiginosa della Cina; l'altro, più segreto, che serpeggia e spazia attraverso la diversità dei paesaggi. [...]È nel dialogo, nel confronto fra Oriente e Occidente, che risiede il senso dell'autoritratto e, più precisamente, nel rapporto fra due visioni di uno stesso universo." Leggende e miti citati:

Paesaggio

Il film cerca di captare le segrete mutazioni del paesaggio. Stabilisce un'equivalenza fra le dune del deserto, i paesaggi erosi e le rughe scavate sul viso del Vecchio Uomo. La collera prende il ritmo degli elementi naturali scatenati. Il deserto è il vuoto dell'attesa. Con il montaggio, Une histoire de vent traduce lo scambio possibile fra gli elementi: dopo l'incontro con il Buddha di Leshan, le immagini del tifone e del maremoto lasciano il posto ai denti di pietra di una montagna frastagliata; all'immagine della risacca di Les Brisants succedono le vette del Monte Taishan, avviluppate in nuvole ondeggianti, il cui movimento riproduce i pinnacoli di pietra. Diversamente lo sforzo degli uomini che portano il Vecchio Uomo, le lunghe panoramiche ascendenti conferiscono alla montagna sacra la sua potente verticalità.

Sequenze e luoghi del film

Musica

Il musicista Michel Portal compone un accompagnamento sonoro che cerca di ricreare la voce del vento: il clarinetto, le percussioni e altri strumenti a fiato producono suoni come soffi e respiri, il ritmo ha l'andamento delle giravolte del vento.

Riconoscimenti

Note

  1. ↑ cinema.encyclopedie.films.bifi.fr, http://cinema.encyclopedie.films.bifi.fr/index.php?pk=49279.
  2. ↑ Aldo Tassone, su ricerca.repubblica.it.
  3. ↑ D. Coureau, Le testament initiatique: Une histoire de vent de Joris Ivens, in Admirable tremblement du temps: le vieillir et le créer, a cura di M.C. Paillard, Presses Universitaires Blaise Pascal, 2008, p.182
  4. ↑ Une histoire de vent, Didascalia Titoli di testa
  5. 1 2 Manon Régimbald, Une histoire de vent ou Lorsque s'enlève le vent, ETC, n° 9, 1989, p. 82-83.
  6. ↑ Joris Ivens, intervistato da Aldo Tassone nel 1985
  7. ↑ F. Strauss - S. Toubiana, Entretien avec Joris Ivens et Marceline Loridan, à propos de Une histoire de vent, Cahiers du Cinéma, n. 417, marzo 1989, p. 38.
  8. ↑ François Jullien, Nourrir sa vie, Paris, Seuil 2005, p.86.
  9. ↑ Vangelo di Giovanni, Cap.3, vv.8-11
  10. ↑ Rose-Marie Godier, La machine et le dragon dans Une Histoire de vent de Joris Ivens et Marceline Loridan, Entrelacs 2005, p.4 e p. 8
  11. ↑ La machine et le dragon dans "Une Histoire de vent" de Joris Ivens et Marceline Loridan (1988), di Rose-Marie Godier
  12. ↑ Rose-Marie Godier, La machine et le dragon dans Une Histoire de vent de Joris Ivens et Marceline Loridan, Entrelacs 2005, p.7
  13. ↑ artearti.net, http://www.artearti.net/magazine/articolo/le-sculture-rupestri-di-dazu/.

Bibliografia

Collegamenti esterni

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