
L'ipergamia col tempo ha avuto una evoluzione di significato: originariamente si riferiva all'atto di sposare o frequentare una persona di classe sociale ed economica più elevata. Oggi tuttavia, specialmente a livello colloquiale e nella psicologia evoluzionista, si riferisce più comunemente all'unirsi a un compagno, solitamente del sesso opposto, con un valore di accoppiamento generale, economico, genetico o di potere, più elevato.
L'antonimo ipogamia si riferisce al contrario, ovvero la preferenza nel frequentare o sposare qualcuno di classe socioeconomica o valore di accoppiamento inferiore. Il termine iperginia può essere utilizzato anche per descrivere la pratica delle donne che si sposano "verso l'alto".
La parola ipergamia deriva dalle parole greche ὑπέρ (“hyper", al di sopra) e γαμος (“gamos", unione, coppia), quindi “unione superiore [al proprio status originario]”.
I riferimenti ai testi di diritto induista del subcontinente indiano del XIX secolo includono i termini sanscriti anuloma e pratiloma, rispettivamente, per i concetti di ipergamia e ipogamia.
La Chiesa cristiana primitiva, attraverso voci come quella di San Basilio Magno, cercò di limitare gli effetti delle usanze ipergamiche, in particolare l'ampio divario di età che poteva derivare da una selezione ipergamica del compagno. Questa linea guida non faceva parte del canone della Chiesa, ma alcune Chiese ortodosse o copte raccomandano intervalli di età di circa 4-8 anni o 1-15 anni, con intervalli di età più ristretti raccomandati per le coppie più giovani.
Secondo uno studio americano del 2005 sulle preferenze nella scelta del partner, gli uomini cercano prevalentemente salute e bellezza nelle donne, mentre le donne attribuiscono maggiore importanza allo status, al successo professionale e all'ambizione negli uomini. La giornalista Peggy Sastre osserva che l'ipergamia femminile non sta diminuendo nonostante l'aumento del reddito delle donne.
Il sociologo Milan Bouchet-Valat, tuttavia, descrive un'inversione di tendenza: "Siamo rimasti ancorati a teorie vecchie di venticinque anni, secondo le quali la regola era l'"ipergamia femminile", ovvero che le donne si sposavano con uomini di ceto sociale superiore, senza aggiornare la ricerca sociologica".