| Melanione | |
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| Nome orig. | Μελανίων (Meilanion) |
| Lingua orig. | greco antico |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | umana |
| Sesso | maschio |
| Luogo di nascita | Tegea |
| Professione | principe di Tegea |
Melanione (in greco antico Μελανίων?, Melanīōn) o Ippomene (in greco antico Ἱππομένης?, Hippomenēs) è un personaggio della mitologia greca. Fu un principe di Tegea.
Il nome Melanione è composto da μέλας (mélás), che significa "nero", e ἰών (iōn), che significa "aspetto" o "viso" quindi si ottiene "colui che è nero come la notte" o "dall'aspetto nero".
Tuttavia il nome Μελανίων può essere collegato al verbo κυνηγέω (kynēgéō), che significa "cacciare", quindi anche "cacciatore nero" può essere un'interpretazione possibile.
Figlio di Anfidamante, sposò Atalanta che lo rese padre di Partenopeo
Fu anche padre di Megareo.
Secondo i latini Igino ed Ovidio Melanione è figlio di Megareo e di Merope.
Melanione si innamorò di Atalanta che sottoponeva tutti i suoi pretendenti ad una prova di corsa dove lasciava correre davanti a sè ogni sfidante e dove, se lei lo avesse raggiunto lo avrebbe ucciso, ma se lui avesse raggiunto per primo il traguardo l'avrebbe avuta in sposa. Afrodite diede a Melanione tre mele d'oro e, correndo, per tre volte Melanione ne lasciò cadere una, Atalanta ogni volta si fermò a raccoglierla e questo stratagemma permise a Melanione di vincere.

Durante una caccia, Melanione e Atalanta entrarono nel recinto di Zeus che li trasformò in leoni.
Melanione non ringraziò Afrodite (che il latino Igino chiama Venere) e, ardente di passione per la rabbia di Afrodite, amò Atalanta in in tempio così Zeus li trasformò in due leoni e cui fu anche impedito ogni rapporto d'amore.
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