Guarniero è un nome proprio di persona italiano maschile.
Deriva dal nome germanico Warinhari, di tradizione francone, latinizzato dapprima in Warinharius e poi in Guarnerius ed altre forme analoghe. Esso è composto dai termini warin (o wara, waran, warna, "difesa", "protezione", "guardia") e hari (o harja, heer, "popolo in armi", "esercito"), e il significato complessivo può essere interpretato come "che protegge/custodisce l'esercito", "difensore/guardia dell'esercito". Il primo dei due elementi si ritrova anche nel nome Guarino, mentre il secondo, comunissimo nell'onomastica germanica, si riscontra ad esempio in Aroldo, Ermanno e Gualtiero.
In Italia venne introdotto dalla Francia, ed è documentato in forme latinizzate a partire dal IX secolo, e ha dato origine anche a dei cognomi come "Guarnieri". Il nome era già raro negli anni 1950, e negli anni 1970 si registrava in un centinaio di occorrenze tra forma base e varianti, accentrate in Toscana e per il resto disperse nel centro-nord; faceva eccezione, nello stesso periodo, la variante Irnerio, attestata in oltre un migliaio di casi, di cui più della metà in Emilia-Romagna, riflesso della fama del giurista medievale bolognese Irnerio. Il nome gode di ben maggiore fortuna in tedesco, e anche in tale lingua ha generato una vasta schiera di cognomi, tra cui si possono citare Warner, Werner, Wernher, Wirner, Wirnhier, Wörner e Wörnhör.
Un santo di questo nome, Varnerio di Oberwesel, era festeggiato il giorno 19 aprile nella diocesi di Treviri; si trattava di fanciullo martirizzato, secondo la tradizione, dagli ebrei: la figura, analoga a quella del Simonino di Trento, venne rimossa dal calendario liturgico nel 1963.
