Ismaele è un nome proprio di persona italiano maschile.

Deriva dall'ebraico יִשְׁמָעֵאל (Yishma'el), composto da yishma (imperfetto di shama, "ascoltare") ed El ("Dio"); il significato è quindi interpretabile con "Dio ascolta", "Dio ascolterà", "che Dio ascolti", o "Dio ha ascoltato/esaudito".
È un nome di tradizione biblica, portato nell'Antico Testamento da Ismaele, il figlio che Abramo ebbe dalla schiava Agar, esiliato nel deserto con sua madre dopo la nascita di Isacco; egli è tradizionalmente considerato il progenitore degli arabi, presso i quali è venerato come profeta. In ambito letterario, il nome venne usato da Herman Melville per il narratore del suo celebre romanzo del 1851 Moby Dick, il cui testo inizia proprio con la frase "Chiamatemi Ismaele".
In Italia il nome è assai raro, spesso tipico delle comunità ebraiche; negli anni 1970, se ne contavano circa 750 occorrenze, varianti incluse, sparse al Centro-Nord.
L'onomastico si può festeggiare il 16 giugno di sant'Ismael o Isfael, figlio di Budic II di Bretagna e vescovo di Menevia, oppure il 17 giugno in onore di sant'Ismaele, martire a Calcedonia con altri compagni sotto Giuliano. Con questo nome la Chiesa cattolica ricorda anche tre beati fra i martiri della guerra civile spagnola.



