| Ismene | |
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| Saga | Ciclo Tebano |
| Nome orig. | Ἰσμήνη (Ismḕnē) |
| Lingua orig. | greco antico |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | umana |
| Sesso | Femmina |
| Luogo di nascita | Tebe |
| Professione | principessa di Tebe |
Ismene (in greco antico Ἰσμήνη?, Ismḕnē) è un personaggio della mitologia greca. Fu una principessa di Tebe.
Figlia di Edipo e di Giocasta oppure di Euriganea (Εὐρυγάνεια figlia di Iperfante).
Non sono noti nomi di eventuali sposi o progenie.
Sofocle la introdusse nell'Antigone, nell'Edipo a Colono e come personaggio muto, anche nell'Edipo re.
Nella Antigone Ismene è dipinta come l'opposto, mite e rassegnata, della forte e combattiva sorella, Antigone: in tal modo, Ismene si configura come vox media, che in Sofocle ha sempre lo scopo di mettere in risalto le gesta e gli incrollabili propositi dell'eroe. Quando Antigone sarà condannata a morte, allora Ismene si dirà pronta a morire con lei; ma sarà troppo tardi e, anzi, Antigone rifiuterà con violenza il suo sacrificio.

Il poeta lirico Mimnermo raccontava che Ismene fosse stata uccisa, però, durante la guerra dei Sette, da Tideo: in realtà, nessun altro autore menziona questa versione del mito, ma la scena è rappresentata su un vaso corinzio del VI secolo a.C., ora conservato al Museo del Louvre.
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