| Ivo Bitetti | |||||||
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| Nazionalità | |||||||
| Altezza | 185 cm | ||||||
| Pallanuoto | |||||||
| Ruolo | Attaccante | ||||||
| Carriera | |||||||
| Squadre di club1 | |||||||
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| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | |||||||
| Rugby | |||||||
| Ruolo | Avanti | ||||||
| Carriera | |||||||
| Squadre di club | |||||||
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Ivo Bitetti (Ascoli Piceno, 11 febbraio 1919 – Roma, 12 febbraio 2004) è stato un rugbista a 15 e pallanuotista italiano.
Il suo nome è ricordato soprattutto perché fu tra coloro che riconobbero Mussolini su un convoglio tedesco durante la sua fuga il 27 aprile 1945.
Era figlio di Olindo Bitetti, uno dei padri fondatori della Società Sportiva Lazio. Discendeva tramite la nonna materna alla casata borbonica dei De' Sivo. Sportivo a tutto tondo, oltre a giocare a pallanuoto e rugby, praticò sin dalla gioventù canottaggio con il padre Olindo, cosa che gli valse il titolo di socio emerito del Circolo Canottieri Lazio.
Nel 1940 evitò la chiamata alle armi a causa di una pleurite. Dopo l'armistizio si spostò nelle campagne di Biella, località di origine della madre Zoe, ritenendole più sicure di Roma.
Come egli stesso ha raccontato il mattino del 27 aprile 1945 fu chiamato come traduttore dai partigiani presso Dongo, ove avevano fermato una colonna di tedeschi e repubblichini che di raggiungere la Svizzera. Bitetti fu tra i primi od addirittura il primo a riconoscere il fuggiasco Mussolini vestito da soldato tedesco, su indicazione, come egli raccontò, di uno degli autisti del mezzo sul quale aveva trovato rifugio, forse addirittura il gerarca Oreste Bombacci. Bitetti ha preferito mantenere la partecipazione a questi eventi segreta sino alla morte, chiedendo al giornalista che aveva raccolto la sua testimonianza, Marco Impiglia, di renderla pubblica solo dopo la morte nel timore di avere problemi con i neofascisti.
Ha giocato a cavallo della seconda guerra mondiale nella Lazio, con cui ha vinto il campionato 1945, giocando in attacco in coppia con Aldo Ghira, lui destro mentre Ghira a era sinistro. Data la posizione del padre nella federazione, era uno dei candidati a far parte della spedizione azzurra alle Olimpiadi di Tokyo, poi annullate per lo scoppio della seconda guerra mondiale.
Bitetti si dedicò anche al rugby, in forza al Rugby Roma, nel ruolo di avanti, vincendo con i capitolini il campionato 1947-1948 ed quello seguente. Lasciò il rugby nel 1950, non trovando più spazio in prima squadra.