Jan Boskam

Jan Boskam (Nimega, XVII secolo – Amsterdam, XVIII secolo) è stato un medaglista olandese.

Biografia

Boskam nacque a Nimega nella seconda metà del XVII secolo.

Attivo tra la fine del XVII secolo e gli inizi del XVIII secolo, si dimostrò uno dei più famosi e apprezzati incisori di medaglie del suo tempo, molto brillante nelle composizioni.

Fino al 1703 lavorò per Guglielmo III d'Orange, re d'Inghilterra, dopo di che si trasferì a Berlino.

Dal 1706 soggiornò ad Amsterdam, dove rimase per tre anni.

Tra le sue opere principali si possono menzionare i ritratti dei grandi protagonisti contemporanei, oltre a numerosi episodi politici e bellici della sua epoca.

Si ricordano le medaglie con: Guglielmo e Maria (1689); Battaglia di La Hague (1693); Principe Luigi del Baden (1694); Morte di Guglielmo III (1702); Battaglia di Blenheim, Jansenius e Fénélon (1704)., caratterizzata dalla vista del Danubio, del campo di battaglia sullo sfondo e della figura del duca di Marlborough in primo piano.

L'artista firmò tutte le sue opere, solitamente con il suo nome inciso per intero, oppure con una firma abbreviata con una I e una B o ancora con B. K.

Boskam morì ad Amsterdam agli inizi del XVIII secolo.

Le medaglie di Boskam sono esposte nei principali musei del mondo, tra i quali il Rijksmuseum di Amsterdam, la Royal Collection, il British Museum, il National Maritime Museum, il Tate.

Opere

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 Jan Boskam, in le muse, II, Novara, De Agostini, 1964, p. 372.
  2. ↑ (EN) Jan Boskam, su britishmuseum.org. URL consultato il 30 giugno 2020.
  3. 1 2 3 (EN) Jan Boskam, su tate.org.uk. URL consultato il 30 giugno 2020 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2020).
  4. ↑ Medaglia, su treccani.it. URL consultato il 30 giugno 2020.
  5. ↑ (EN) The International Emblem: From Incunabula to the Internet Selected ..., su books.google.it. URL consultato il 30 giugno 2020.
  6. 1 2 (EN) Dood van Wilem III, su artsandculture.google.com. URL consultato il 30 giugno 2020.
  7. 1 2 (EN) Jan Boskam, su rct.uk. URL consultato il 30 giugno 2020.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti