Jean Foyer

Jean Foyer
Jean Foyer nel 1964

Ministro della cooperazione
Durata mandato18 maggio 1961 –
15 aprile 1962
PresidenteCharles de Gaulle
Capo del governoMichel Debré
PredecessoreRobert Lecourt
SuccessorePierre Pflimlin

Guardasigilli, Ministro della giustizia
Durata mandato15 aprile 1962 –
1 aprile 1967
PresidenteCharles de Gaulle
Capo del governoGeorges Pompidou
PredecessoreBernard Chenot
SuccessoreLouis Joxe

Ministro della salute
Durata mandato6 luglio 1972 –
28 marzo 1973
PresidenteGeorges Pompidou
Capo del governoPierre Messmer
PredecessoreRobert Boulin
SuccessoreMichel Poniatowski

Dati generali
Partito politicoRaggruppamento per la Repubblica, Unione dei Democratici per la Repubblica e Unione per la nuova Repubblica

Jean Foyer (Contigné, 27 aprile 1921 – Parigi, 3 ottobre 2008) è stato un politico e giurista francese ricoprì la carica di Ministro della cooperazione dal 1961 al 1962, poi fu Guardasigilli dal 1962 al 1967 e in fine Ministro della salute dal 1972 al 1973. È ricordato inoltre per essere stato Presidente della commissione delle leggi costituzionali durante la redazione della Costituzione francese del 1958, e per aver lanciato una riforma del codice civile che portò alla creazione della Legge del 13 luglio 1965 relativa alla riforma dei regimi matrimoniali popolarmente conosciuta come "Loi Foyer", che fu riconosciuta come una tappa fondamentale per l'emancipazione femminile in Francia.

Biografia

Jean nasce a Contigné un piccolo comune nel dipartimento del Maine e Loira a circa un centinaio di kilometri da Nantes. Il padre è notaio e sindaco della cittadina dal durante le due guerre. Come suo fratello Jacques, nato il 25 novembre 1934, segue le orme paterne studiando legge a Parigi. Durante l'occupazione, non potendo partecipare allo sforzo militare per la sua giovane età, entra a far parte della resistenza francese collaborando con la Rete Orion, molto nota in Francia. È Gabriel Le Bras, futuro preside della Facoltà di diritto e resistente, che nel 1943 lo recluta per insegnare legge e lo introduce nella lotta clandestina. Quando nel 1944, René Capitant, è nominato ministro dell'educazione, Le Bras lo raccomanda come consigliere e, a 23 anni, ricopre quell'incarico dal 1º settembre 1944 al 24 novembre 1945. La sua carriera politica ha inizio.

Dopo alcune brevi collaborazioni con la commissione Langevin-Wallon, il nuovo ministro dell'educazione Paul Giacobbi e il ministro dell'Approvvigionamento, Henri Longchambon, ritorna a collaborare con il gabinetto Capitant dal giugno 1946 a gennaio 1947. Nel 1951 diventa avvocato alla Corte d'appello di Parigi e dal 1953 al 1954 inizia a insegnare alla Facoltà di giurisprudenza di Poitiers. Nel 1955 ottiene la cattedra di diritto e procedura civile presso l'Università di Lilla, mantenendola fino al 1968.

Nel 1958 con il ritorno di de Gaulle, riprende il cammino della politica, diventando consigliere tecnico nel gabinetto di Félix Houphouët-Boigny e soprattutto uno dei cinque commissari del governo, incaricati di lavorare con il comitato consultativo al progetto della Costituzione francese del 1958, collaborando così con l'équipe di Michel Debré. Il progetto preliminare relativo al Consiglio costituzionale, alla Alta Corte di giustizia e alla Corte arbitrale della Comunità è il frutto del suo lavoro in collaborazione con François Luchaire. Durante le elezioni di novembre 1958 è nominato candidat suppléant di Victor Chatenay e quando quest'ultimo è nominato membro del Consiglio costituzionale, Jean Foyer entra al suo posto come membro dell'Assemblea nazionale il 1 marzo 1959, all'età di 37 anni. Deputato per l'Unione per la Nuova Repubblica (UNR) pronuncia il suo primo grade discorso il 23 dicembre 1959 in occasione del dibattito sul progetto di legge relativo ai rapporti fra lo Stato e l'insegnamento privato.

Il 5 febbraio 1960 Michel Debré lo nomina Segretario di stato incaricato delle relazioni con gli Stati della Comunità. In questa veste negozia l'indipendenza del Madagascar e di altri undici Paesi africani e crea una procedura di revisione del Titolo XII della costituzione che ha come oggetto la Comunità. Questi complicati negoziati lo rendono la persone più competente a diventare Ministro della coooperazione nel governo Debré il 18 maggio 1961.

Il 14 aprile 1962, Georges Pompidou, nuovo primo ministro, lo nomina Guardasigilli e Ministro della giustizia. Questo è l'incarico più importante della sua carriera politica. Nel 1963 crea la Corte di sicurezza dello Stato, un tribunale speciale chiuso nel 1981, il cui scopo era quello di processare individui accusati di mettere in pericolo la sicurezza dello Stato. Durante i cinque anni di ministro intraprende una profonda revisione del codice civile collaborando con Jean Carbonnier, rettore dell'Università di Poitiers e suo ex-collega e alcuni giuristi e magistrati diventati poi famosi in Francia, come Simone Veil e Pierre Mazeaud.

Uno degli argomenti più importanti oggetto di modifiche è il diritto dei minori, che affronta il problema dei figli naturali e la questione dell'emancipazione minorile. Il nuovo disegno di legge è promulgato il 14 dicembre 1964. Il 13 luglio 1965 viene promulgata la legge che riforma il regime matrimoniale molto popolare in Francia, perché grazie a questa legge la donna poté emanciparsi dalla tutela del marito. Per la prima volta le donne francesi poterono disporre di un conto in banca a nome proprio e avevano il diritto di lavorare senza il permesso del marito. Questa legge è considerata una tappa fondamentale dell'emancipazione femminile in Francia. L'11 luglio 1966 è promulgata la legge sull'adozione che prevede un'adozione irrevocabile. Nel 1969 legiferò sulla protezione degli incapaci maggiorenni, nel 1971 sul diritto di successione e l'anno dopo sulla filiazione.

Il 6 luglio 1972 è nominato ministro della salute, ma il suo incarico dura poco più di 8 mesi. Le sue convinzioni religiose, era profondamente cattolico, avranno un impatto molto discusso quando, a seguito del Processo di Bobigny, dimostra poca empatia nei confronti della vittima.

Muore il 3 ottobre 2008 a 87 anni. Pochi dopo avrebbe dovuto pronunciare un discorso in occasione dei 50 anni della Costituzione della Quinta Repubblica che aveva contribuito a redigere.

Onorificenze

Ufficiale della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria
Ufficiale della Legion d'Onore (Francia)
— Parigi, 2004.

Televisione su Jean Foyer

Nel 2014 viene trasmesso il lungometraggio La Legge, la battaglia di una donna per tutte le donne, incentrato sui quattro giorni di dibattito che hanno preceduto l'approvazione della legge Veil. Il ruolo di Jean Foyer è interpretato da Olivier Claverie.

Pubblicazioni

Note

  1. 1 2 (FR) Benoît de Boysson, Promulgation de la loi portant réforme des régimes matrimoniaux, su francearchives.gouv.fr, 22 settembre 2023. URL consultato il 15 dicembre 2025.
  2. ↑ (FR) Calixte de NIGREMONT., Le panthéon de l’Anjou. Jean Foyer, celui qui fut garde des Sceaux…, su ouest-france.fr, 17 aprile 2022. URL consultato il 15 dicembre 2025.
  3. 1 2 (FR) Mort de Jean Foyer, un des pères de la Ve République, su france24.com, 4 ottobre 2008. URL consultato il 15 dicembre 2025.
  4. ↑ (FR) Jean Foyer - INTERVENTIONS, su assemblee-nationale.fr. URL consultato il 15 dicembre 2025.
  5. ↑ (FR) Jean Foyer, su assemblee-nationale.fr. URL consultato il 15 dicembre 2025.
  6. ↑ (FR) Jean Foyer - TABLE NOMINATIVE, su assemblee-nationale.fr. URL consultato il 15 dicembre 2025.
  7. ↑ (FR) Pierre Delvolvé, La vie et les travaux de Jean Foyer, su academiesciencesmoralesetpolitiques.fr, 2 maggio 2011. URL consultato il 15 dicembre 2025.
  8. ↑ (FR) Loi n° 66-500 du 11 juillet 1966 portant réforme de l'adoption, su assemblee-nationale.fr. URL consultato il 15 dicembre 2025.
  9. ↑ (FR) Georges Bergougnous, Jean Foyer: le légiste du Général, su charles-de-gaulle.org, 15 giugno 2021. URL consultato il 15 dicembre 2025.
  10. ↑ (FR) Sylvie Rosenberg-Reiner, En France, du "crime contre l’Etat" à la loi Veil, su monde-diplomatique.fr, ottobre 2015. URL consultato il 15 dicembre 2025.
  11. ↑ (FR) Présidence de la République Ordre national de la Légion d'honneur, su france-phaleristique.com, 11 aprile 2004. URL consultato il 15 dicembre 2025.
  12. ↑ (FR) Soirée spéciale sur France 2 pour le 40ème anniversaire de la légalisation de l'IGV, su coulisses-tv.f, 3 novembre 2014. URL consultato il 15 dicembre 2025.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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