Johan Turi

Johan Turi

Johannes Olsen Thuri o Johan Olafsson Turi, meglio conosciuto come Johan Turi o, secondo altre ortografie, Johan Tuuri, Johan Thuri o Johan Thuuri (Kautokeino, 12 marzo 1854 – Jukkasjärvi, 30 novembre 1936) è stato uno scrittore norvegese di etnia sami. È noto soprattutto per Muittalus sámiid birra, considerato il primo libro completo scritto e pubblicato in una lingua sámi da un autore sámi, più precisamente in sámi settentrionale. Pubblicata in un'edizione parallela sámi-danese, con traduzione danese di Emilie Demant Hatt, l'opera descrive la vita, le conoscenze e le tradizioni della società sámi e comprende illustrazioni realizzate dallo stesso Turi. Questo libro è ora tradotto in una decina di lingue.

Attraverso la sua produzione letteraria e artistica, Turi contribuì alla documentazione e alla rappresentazione della cultura sámi da una prospettiva interna alla propria comunità, con l'intento di contrastare le rappresentazioni pregiudiziali dei Sámi e richiamare l'attenzione delle autorità sulla loro condizione.

Biografia

Origini e migrazioni familiari

Johan Turi nacque il 12 marzo 1854 a Guovdageaidnu (Kautokeino), nel Finnmark, nella Norvegia settentrionale, in una famiglia sámi dedita all'allevamento delle renne.

La famiglia praticava tradizionalmente la pastorizia nomade e si spostava stagionalmente attraverso i territori dell'odierna Norvegia, Svezia e Finlandia. La chiusura della frontiera tra Norvegia e Finlandia nel 1852, quando la Finlandia apparteneva all'Impero russo, impedì a numerose famiglie sámi di continuare a utilizzare i tradizionali pascoli invernali situati oltre il confine. Nel 1857, in seguite a queste restrizioni, Turi e la sua famiglia si trasferirono a Gárasavvon (Karesuando), in Svezia.

In seguito, la famiglia si trasferì più a sud, nell'area di Čohkkiras (Jukkasjärvi), nell'odierno comune svedese di Giron (Kiruna), entrando in relazione con la comunità di allevamento sámi di Talma. Turi trascorse gran parte della propria vita nelle regioni di Gárasavvon e Čohkkiras, dove lavorò come allevatore di renne, cacciatore e pescatore.

Le fonti riportano tuttavia date differenti per il successivo trasferimento nell'area di Talma: Store norske leksikon indica il 1882, mentre Coppélie Cocq colloca lo spostamento a Čohkkiras nel 1883. Thomas A. DuBois collega il trasferimento alla chiusura della frontiera tra Svezia e Finlandia nel 1889; l'Institutet för språk och folkminnen indica invece il 1870 come anno del trasferimento di Turi e dei genitori da Kautokeino a Talma.

Infanzia e formazione

Il padre di Johan Turi, Ole Olsen Turi, aveva svolto attività di insegnante itinerante tra il 1845 e il 1853. Turi crebbe tuttavia in una famiglia numerosa nella quale i figli maschi erano chiamati a contribuire al lavoro familiare fin dalla giovane età.

Non ebbe accesso a un'istruzione scolastica regolare e imparò autonomamente a leggere e scrivere, dapprima in finlandese e successivamente in sámi settentrionale. Secondo la ricostruzione di Coppélie Cocq, Turi imparò a scrivere soltanto in età adulta.

Cresciuto in una famiglia dedita all'allevamento delle renne, Turi partecipò durante la giovinezza alla vita della pastorizia migratoria sámi. Tuttavia, a differenza dei fratelli, era maggiormente interessato alla caccia e alla pesca che all'allevamento. Continuò comunque a collaborare occasionalmente con i fratelli Aslak e Olof nella gestione delle mandrie, mentre questi ultimi e le rispettive famiglie proseguirono la tradizionale vita nomade dei pastori di renne.

Nel corso della vita adulta abbandonò progressivamente la pastorizia come principale attività economica, dedicandosi soprattutto alla caccia e alla cattura di animali selvatici. Divenne un cacciatore particolarmente esperto, noto soprattutto per la caccia al lupo, animale considerato una minaccia per le mandrie di renne. La sua fama di cacciatore è attestata anche dalla tradizione orale sámi: un canto a lui dedicato lo celebrava per la sua abilità venatoria. Le sue esperienze di caccia sono inoltre documentate nei disegni che realizzò per Duoddaris.

Le attività di caccia e pesca contribuirono anche all'ampiezza delle sue conoscenze sull'ambiente naturale e sulle pratiche tradizionali della società sámi. Turi possedeva inoltre una conoscenza approfondita delle pratiche terapeutiche e delle tecniche di guarigione tramandate nella propria comunità. Secondo lo studio di Thomas A. DuBois e Jonathan F. Lang, che ha analizzato sistematicamente i rimedi descritti nei suoi scritti, parte di queste conoscenze gli era stata trasmessa dal padre e dal nonno, entrambi ricordati per la loro competenza in materia.

L'incontro con Emilie Demant Hatt

Nell'estate del 1904, durante un viaggio sulla Malmbana, la ferrovia che collegava i centri minerari del Sápmi svedese alla costa norvegese, Johan Turi incontrò la pittrice danese Emilie Demant (1873–1958), in seguito nota come Emilie Demant Hatt. I due viaggiavano sullo stesso treno, tra Riksgränsen e Torneträsk. Demant era accompagnata dalla sorella, mentre un passeggero finlandese fece da interprete durante la loro conversazione, poiché non condividevano una lingua comune.

Emilie Demant Hatt, 1940

Demant era giunta nel Sápmi con il desiderio, coltivato fin dall'infanzia, di trascorrere un anno presso le comunità sámi di pastori nomadi. Durante il loro incontro, Turi le offrì di aiutarla a realizzare questo progetto e di trovare una famiglia disposta ad ospitarla. Nel corso della conversazione, Turi le parlò anche del proprio desiderio di scrivere un libro sulla vita e sulla cultura sámi, un progetto che aveva in mente già da diversi anni.

Terminato il viaggio in treno, Turi accompagnò Demant e la sorella attraverso il lago Torneträsk fino a Laimoluokta, dove risiedevano alcuni membri della sua famiglia. Le due donne trascorsero un giorno presso la comunità prima di fare ritorno in Danimarca. L'esperienza spinse Demant a intraprendere lo studio della lingua sámi, ritenuto da lei indispensabile per poter conoscere più approfonditamente la società e la cultura della regione. Giunta a Copenaghen, iniziò a studiare sámi settentrionale con il linguista Vilhelm Thomsen presso l'università cittadina.

Dopo il loro primo incontro, Turi e Demant mantennero una corrispondenza epistolare. Nella sua testimonianza retrospettiva, Demant ricordò che già nella prima lettera, scritta in finlandese e svedese, Turi aveva espresso nuovamente la propria intenzione di scrivere un libro sulla vita sámi.

Nella primavera del 1907, Demant tornò nel Sápmi svedese. Grazie all'interessamento di Turi, fu ospitata presso la famiglia del fratello maggiore di quest'ultimo, Aslak Turi (1852–1911), e della moglie Siri Nilsdatter Bær (1852–1932), a Laimoluokta. Per circa un anno Dement seguì la famiglia e partecipò alle attività quotidiane e agli spostamenti stagionali della comunità di allevatori di renne di Talma, acquisendo una conoscenza diretta della lingua e delle pratiche di vita sámi.

Secondo il racconto della stessa Demant, durante il primo periodo del suo soggiorno Turi non viveva stabilmente presso la comunità, ma si spostava tra diverse località dedicandosi alla caccia e alla pesca, facendo visita alla famiglia del fratello soltanto occasionalmente. La loro collaborazione si sviluppò progressivamente a partire da questo periodo e condusse, nell'autunno del 1908, all'avvio del lavoro editoriale su Muitalus sámiid birra.

La composizione e la pubblicazione di Muitalus sámiid birra

Manoscritto di Johan Turi (1910)

Il progetto di scrivere un libro sulla vita e sulle condizioni della popolazione sámi era maturato in Johan Turi già diversi anni prima della collaborazione con Emilie Demant Hatt. In precedenza, aveva tentato di comporre un'opera in lingua finlandese, senza tuttavia riuscire a portare a termine il progetto. Attraverso la scrittura, Turi intendeva documentare le condizioni di vita, le conoscenze e le tradizioni della propria comunità, nonché rendere comprensibili ai non Sámi le conseguenze delle restrizioni territoriali e dei cambiamenti politici che interessavano la popolazione.

La fase principale della composizione ebbe luogo nell'autunno del 1908, quando Turi ed Emilie Demant Hatt si stabilirono temporaneamente in una piccola capanna nei pressi del lago Torneträsk (Duortnosjávri), nel Sápmi svedese. Durante questo periodo Turi mise per iscritto in sámi settentrionale le proprie esperienze, conoscenze e memorie, mentre Demant Hatt lo assistette nel lavoro di redazione e lo incoraggiò a proseguire la scrittura. Il manoscritto era redatto in una varietà linguistica che combinava elementi dei dialetti di Kautokeino e Jukkasjärvi. All'epoca non esisteva ancora un'ortografia standardizzata del sámi settentrionale, circostanza che contribuì alle difficoltà incontrate nella preparazione dell'edizione a stampa.

Il contributo di Demant Hatt alla realizzazione dell'opera fu significativo, soprattutto sul piano editoriale e traduttivo. La studiosa si occupò della revisione del manoscritto, intervenendo sulla successione dei capitoli e su alcune parti del testo, e ne realizzò la traduzione in danese. La versione pubblicata fu pertanto il risultato di un processo di collaborazione nel quale la scrittura e le conoscenze di Turi si combinarono con il lavoro di organizzazione editoriale di Demant Hatt. Nel suo studio sulla genesi dell'opera, la studiosa Kristin Kuutma ha sottolineato come Turi debba essere considerato un autore attivo nel processo di rappresentazione della propria cultura, e non un semplice informatore etnografico: il testo rifletteva le sue esperienze, la sua conoscenza della società sámi e le sue intenzioni narrative, sebbene la sua forma definitiva fosse stata profondamente influenzata dall'intervento editoriale di Demant Hatt.

Un importante sostegno alla pubblicazione venne da Hjalmar Lundbohm (1855–1926), direttore della compagnia mineraria Luossavaara-Kiirunavaara Aktiebolag (LKAB) a Kiruna e mecenate delle arti e della cultura nella regione. Lundbohm contribuì al finanziamento dell'opera, ne scrisse la prefazione e, insieme a Demant Hatt, si occupò di assicurarne la pubblicazione.

Illustrazione di Johan Turi di una mandria di renne in un recinto in Muitalus sámiid birra

Il libro apparve nel 1910 con il titolo originale Muittalus samid birra: En Bog om Lappernes Liv, in un'edizione comprendente il testo in sámi settentrionale e la traduzione danese di Demant Hatt. La grafia del titolo riflette le convenzioni ortografiche in uso all'epoca, precedenti alla successiva standardizzazione della lingua. L'opera è generalmente considerata il primo libro secolare scritto e pubblicato in una lingua sámi da un autore sámi, e rappresenta una tappa fondamentale nella storia della letteratura sámi scritta.

Illustrazione di Johan Turi della chiesa di Jukkasjärvi in Muitalus sámiid birra

Alla pubblicazione era associato un atlante di grande formato contenente quattordici tavole illustrate con disegni realizzati dallo stesso Turi, accompagnati da spiegazioni redatte da Demant Hatt. Le illustrazioni rappresentavano diversi aspetti della vita quotidiana sámi, tra cui le attività di allevamento delle renne, le migrazioni stagionali e le pratiche tradizionali. La componente visiva costituiva una parte integrante del progetto dell'autore, che intendeva documentare e rappresentare la propria cultura non soltanto attraverso la scrittura, ma anche attraverso il disegno.

Muitalus sámiid birra presenta una descrizione articolata della vita dei Sámi delle montagne, in particolare delle comunità dedite all'allevamento delle renne nella regione di Torne lappmark. Attraverso una narrazione che combina esperienze personali e racconti tramandati oralmente, Turi affronta numerosi aspetti della società sámi: le origini e la storia della popolazione, le migrazioni stagionali, l'allevamento e la gestione delle mandrie, la caccia e la pesca, la nascita e la cura dei bambini, le pratiche funerarie e la medicina tradizionale. L'opera comprende inoltre canti, racconti popolari e descrizioni di credenze e figure della tradizione spirituale sámi, fra cui lo stállu, i ruoša-čuđit e gli ulddat.

L'opera presenta anche una dimensione politica e critica. Turi intendeva infatti rivolgersi tanto alla propria comunità quanto alla società maggioritaria, utilizzando la scrittura per documentare la storia e le condizioni di vita dei Sámi e per contestare le rappresentazioni che li descrivevano come una popolazione arretrata o incapace di organizzare autonomamente la propria esistenza. Attraverso la documentazione delle pratiche tradizionali e del rapporto con il territorio, cercava inoltre di evidenziare il legame storico dei Sámi con le terre abitate e utilizzate dalle loro comunità, rivendicando il diritto a continuare a vivere secondo le proprie tradizioni. Le conseguenze dell'espansione degli insediamenti non sámi e delle politiche assimilazioniste svedesi emergono in particolare nell'ultima parte dell'opera, intitolata Muittalus Sámi eatnama dovdameahttun elliid birra (Racconto sugli animali sconosciuti della terra dei Sámi), interpretata come una rappresentazione allegorica delle condizioni imposte alla popolazione sámi.

La pubblicazione ebbe una diffusione internazionale e venne successivamente tradotta in diverse lingue. La traduzione tedesca apparve nel 1912, quella svedese nel 1917 e quella inglese nel 1931, con il titolo Turi's Book of Lappland. La prima traduzione norvegese, intitolata Min bok om samene, fu pubblicata soltanto nel 2011. In Italia l'opera apparve nel 1991 con il titolo Vita del lappone, nella traduzione di Bruno Berni e con la curatela di Emilie Demant.

Il manoscritto originale di Muitalus sámiid birra è conservato presso il Nordiska museet di Stoccolma. La documentazione manoscritta ha avuto un ruolo importante anche nelle successive edizioni dell'opera, consentendo agli studiosi di confrontare il testo originario di Turi con la versione riorganizzata e pubblicata nel 1910.

Attività letteraria e artistica successiva

Negli anni successivi alla pubblicazione di Muitalus sámiid birra, Turi continuò a scrivere e a dedicarsi alle arti visive. Nel 1913 e nel 1914 partecipò a due spedizioni attraverso le regioni settentrionali della Scandinavia e della penisola di Kola, accompagnando come guida e interprete il viaggiatore inglese Frank Hedges Butler (1855–1928) e il fotografo svedese Borg Mesch (1869–1956). I viaggi si svolsero attraverso i territori dell'odierna Svezia, Norvegia, Finlandia e Russia e comprendevano itinerari verso il fiordo di Porsanger, in Norvegia, e la penisola di Kola. Butler desiderava esplorare le regioni sámi utilizzando mezzi di trasporto tradizionali, come gli sci e le slitte trainate dalle renne. Le esperienze di questi viaggi furono successivamente raccolte da Turi in Duoddaris.

Tra il 1918 e il 1919 furono pubblicati i testi che costituirono la raccolta Sámi deavsttat (Testi sámi), basata su racconti di Johan Turi e del nipote Per Turi. La raccolta venne curata da Emilie Demant Hatt con la collaborazione del linguista K. B. Wiklund e pubblicata in inglese con il titolo Lappish Texts, in un'edizione contenente testi paralleli in sámi e inglese. I racconti, in parte basati su esperienze reali e in parte di carattere narrativo e leggendario, descrivono diversi aspetti della vita quotidiana sámi all'inizio del XX secolo. La raccolta comprende inoltre descrizioni approfondite della funzione del noaidi, della medicina tradizionale e delle credenze popolari sámi.

Nel 1931 venne pubblicata la terza opera di Turi, Duoddaris, accompagnata da una versione svedese intitolata Från fjället (Dalla montagna). Il libro raccoglie esperienze personali e racconti relativi alle migrazioni stagionali, all'allevamento delle renne, alla caccia e alle spedizioni di cattura degli animali selvatici. Vi sono inoltre narrati i viaggi compiuti con Butler e Mesch nell'Artico.

La preparazione dell'opera coinvolse anche altre figure. La pittrice svedese Edith von Knaffl-Granström (1884–1956) contribuì alla formazione artistica di Turi, in particolare attraverso l'insegnamento della tecnica dell'acquerello, mentre la nobildonna svedese Anna Thuresdotter Bielke (1864–1955) si occupò della traduzione del manoscritto dal sámi settentrionale allo svedese.

Parallelamente alla scrittura, Turi sviluppò una produzione artistica autonoma, realizzando disegni e dipinti che rappresentavano paesaggi, animali, scene di vita quotidiana e soggetti legati alla tradizione spirituale sámi. Oltre alle illustrazioni destinate alle proprie opere letterarie, realizzò lavori utilizzando diverse tecniche, tra cui matita, inchiostro, acquerello, pastello e gouache. Sperimentò inoltre la realizzazione di timbri intagliati, utilizzati per riprodurre più rapidamente figure ricorrenti, soprattutto renne e persone.

Durante il soggiorno a Copenaghen nel 1911, Turi ebbe l'opportunità di conoscere le collezioni della Galleria nazionale danese e di entrare in contatto con diverse espressioni dell'arte europea. Attraverso Hjalmar Lundbohm conobbe inoltre alcuni pittori svedesi che frequentavano la regione di Kiruna. Secondo la ricostruzione dello storico dell'arte Svein Aamold, queste esperienze contribuirono a inserire la sua produzione in un dialogo tra le tradizioni artistiche sámi e le correnti della pittura moderna europea.

Le sue opere non si limitavano tuttavia alla rappresentazione documentaria della vita sámi. Alcuni dipinti e disegni presentano caratteri espressivi e visionari, con elementi fantastici e figure legate all'immaginario tradizionale. La produzione artistica di Turi è stata successivamente interpretata anche in relazione all'espressionismo e alle concezioni estetiche indigene, mettendo in evidenza il carattere autonomo delle immagini rispetto ai testi che originariamente accompagnavano.

Nel 1928 alcune delle sue opere furono esposte a Copenaghen, in quella che è considerata l'unica mostra conosciuta dedicata alla sua produzione artistica durante la sua vita.

Ultimi anni

Gamme (Capanna di torba) nella proprietà di Johan Turi nei pressi del lago Torneträsk, Norrbotten

Nel corso degli anni Dieci del Novecento, Turi si stabilì a Lahtteluokta (Lattilahti), sulla sponda nord-orientale del lago Torneträsk (Duortnosjávri), dove Hjalmar Lundbohm gli aveva donato una piccola casa in legno e una barca a motore. Qui trascorse il resto della propria vita, continuando a scrivere, disegnare e dipingere.

Nel 1918 partecipò, insieme al nipote Per Turi, al primo incontro nazionale sámi organizzato in Svezia, tenutosi a Östersund. L'assemblea riunì oltre duecento delegati provenienti da diverse comunità sámi, con l'obiettivo di discutere le questioni politiche, sociali e culturali che interessavano la popolazione. Tra i partecipanti vi erano anche l'attivista e scrittrice Karin Stenberg e il sacerdote e scrittore Torkel Tomasson.

Johan Turi, 1922

Il riconoscimento della sua attività letteraria si consolidò negli anni successivi. Nel 1926, in seguito a un'iniziativa dell'artista e scrittore Albert Engström e del dirigente della compagnia mineraria LKAB C. G. Granström, gli venne assegnato un contributo statale destinato agli scrittori, pari a 600 corone svedesi. Il 12 marzo 1934, in occasione del suo ottantesimo compleanno, il re Gustavo V di Svezia gli conferì la medaglia d'oro reale di ottava classe (Konungens medalj av åttonde storleken), in riconoscimento del suo contributo alla letteratura.

Johan Turi morì il 30 novembre 1936 a Jukkasjärvi, all'età di 82 anni. Venne sepolto nel cimitero della chiesa di Jukkasjärvi. Sulla sua lapide è incisa la dicitura svedese «Johan Turi - Samernas Författare» («Johan Turi - scrittore dei Sámi»).

Opere

Note

  1. ↑ Johan Turi (1991), pag. 13.
  2. ↑ Johan Turi (1991), pag. 211.
  3. 1 2 Samernas förste författare, su Nsd.se. URL consultato il 14 dicembre 2023.
  4. ↑ Sápmi: Johan Turi, su samer.se. URL consultato il 14 dicembre 2023.
  5. ↑ Parodos: Johan Turi - “Vita del lappone”, su parodos.it. URL consultato il 14 dicembre 2023.
  6. ↑ Bibliomonde: Johan Turi, su bibliomonde.com. URL consultato il 22 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale l'11 novembre 2012).
  7. ↑ International conference on Johan Turi, su Universitet Tromsø. URL consultato il 14 dicembre 2023.
  8. ↑ «Editorial Note», Journal of Northern Studies, n. 1, 2010, p. 5, versione digitale.
  9. ↑ «Johan Turis författarskap», Institutet för språk och folkminnen (ISOF).
  10. ↑ Sigbjørn Skåden e Lill Tove Fredriksen, «Johan Turi», Store norske leksikon, 26 novembre 2024, snl.no.
  11. 1 2 3 4 5 6 7 Sigbjørn Skåden e Lill Tove Fredriksen, «Johan Turi», Store norske leksikon, 26 novembre 2024, snl.no.
  12. 1 2 3 4 5 6 Coppélie Cocq, Revoicing Sámi Narratives: North Sámi Storytelling at the Turn of the 20th Century, Umeå University, 2008, pp. 36–37, testo integrale.
  13. 1 2 Thomas A. DuBois, «Recalling – Reconstituting – Migration: Sámi Americans and the Immigrant Experience», in Johanna Leinonen e Auvo Kostiainen (a cura di), Transnational Finnish Mobilities: Proceedings of FinnForum XI, Migration Institute of Finland, 2019, pp. 49–64, in particolare p. 52, testo integrale.
  14. 1 2 3 4 5 «Johan Turis liv», Institutet för språk och folkminnen (ISOF).
  15. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Tuija Hautala-Hirvioja, «Early Sámi Visual Artists – Western Fine Arts Meets Sámi Culture», Barents Studies: Peoples, Economies and Politics, vol. 1, n. 1, 2014, pp. 11–40, in particolare p. 13, testo integrale.
  16. 1 2 Thomas A. DuBois e Jonathan F. Lang, «Johan Turi’s Animal, Mineral, Vegetable Cures and Healing Practices: An In-depth Analysis of Sami (Saami) Folk Healing One Hundred Years Ago», Journal of Ethnobiology and Ethnomedicine, vol. 9, art. 57, 2013, DOI: 10.1186/1746-4269-9-57.
  17. 1 2 3 4 5 (DA) Emilie Demant Hatt, Johan Turi og hvordan bogen Muittalus samid birra blev til, su Heimskringla, Originariamente pubblicato in Fataburen: Nordiska museets och Skansens årsbok, 1942. URL consultato il 1º novembre 2026.
  18. 1 2 Hanna Horsberg Hansen, «Fotografier i Emilie Demant Hatts bok Med lapperne i højfjeldet: Fotografiske møter, biografiske inskripsjoner og «våre» historier», Kunst og kultur, vol. 105, nn. 2–3, 2022, pp. 129–141, DOI: 10.18261/kk.105.2.6.
  19. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 (SV) Johan Turis författarskap, su Institutet för språk och folkminnen. URL consultato il 1º novembre 2026.
  20. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Kristin Kuutma, The Making of Sámi Ethnography: Contested Authorities and Negotiated Representations, in Journal of Ethnology and Folkloristics, vol. 2, n. 1, 2008, pp. 55–65.
  21. ↑ (EN) Muittalus samid birra: En bog om lappernes liv, su Finna, Biblioteca nazionale finlandese. URL consultato il 1º novembre 2026.
  22. ↑ (SV) Samisk litteratur: Den första författaren, su Litteraturbanken. URL consultato il 1º novembre 2026.
  23. ↑ (NO) Muitalus sámiid birra, su Bokselskap, Nasjonalbiblioteket. URL consultato il 1º novembre 2026.
  24. ↑ Vita del lappone, su Adelphi. URL consultato il 1º novembre 2026.
  25. ↑ (EN) Lappish texts written by Johan Turi and Per Turi; with the cooperation of K. B. Wiklund; edited by Emilie Demant-Hatt, su Smithsonian Libraries and Archives. URL consultato il 1º novembre 2026.
  26. 1 2 3 4 5 6 Svein Aamold, Johan Turi's Ecology, in Interventions: International Journal of Postcolonial Studies, vol. 25, n. 7, 2023, pp. 878–901, DOI:10.1080/1369801X.2023.2169625.
  27. ↑ (SV) Johan Turis personarkiv (PDF), su Institutet för språk och folkminnen. URL consultato il 1º novembre 2026.
  28. ↑ Harald Gaski, What the eye can't see: On Johan Turi's subtle truth-telling in his images and art, in Sámi dieđalaš áigečála, n. 1, 2012, pp. 113–132, DOI:10.7557/sda.8580.
  29. ↑ (SV) Maria Dahlgren, Urfolksfilosofen Johan Turi ställs ut med nutida konstnärer, in SVT Nyheter, 5 settembre 2026.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Controllo di autoritàVIAF (EN) 67052612 · ISNI (EN) 0000 0001 0844 8289 · SBN CFIV115347 · Europeana agent/base/77888 · LCCN (EN) n89627332 · GND (DE) 127116443 · BNF (FR) cb12643281d (data) · J9U (EN, HE) 987007279510505171 · NDL (EN, JA) 00913564