John Salt

John Salt (Birmingham, 2 agosto 1937 – Shrewsbury, 13 dicembre 2021) è stato un pittore inglese le cui opere estremamente dettagliate, realizzate a partire dalla fine degli anni ’60, lo hanno reso uno dei pionieri della corrente fotorealista.

Sebbene l’opera di Salt abbia attraversato diverse fasi distinte, essa si è generalmente concentrata su immagini di automobili, spesso raffigurate distrutte o abbandonate all’interno di un paesaggio suburbano o semirurale americano, con la banalità e lo stato di abbandono del soggetto contrastanti con la natura immacolata e meticolosa dell’esecuzione dell’opera.

Biografia

Gli anni della giovinezza e la formazione

Salt è nato e cresciuto nel quartiere Sheldon di Birmingham. Suo padre era proprietario di un’officina meccanica, mentre il patrigno di quest’ultimo era stato un pittore di insegne che dipingeva strisce sulle carrozzerie delle auto. Da ragazzo Salt fu incoraggiato a disegnare e dipingere e, all’età di quindici anni, fu ammesso alla Birmingham School of Art, dove studiò dal 1952 al 1958. Dal 1958 al 1960 studiò alla Slade School of Fine Art di Londra, dove fu particolarmente influenzato dall’opera dell’artista inglese Prunella Clough e da figure della pop art americana come Robert Rauschenberg.

Salt tornò nelle Midlands per insegnare allo Stourbridge College of Art e nel 1964 fu il primo artista a esporre alla Ikon Gallery di Birmingham, appena inaugurata, dove tenne la sua prima mostra personale nel 1965. Nel 1966 si sposò e decise di trasferirsi negli Stati Uniti, candidandosi presso numerose accademie d’arte americane prima di essere infine ammesso al Maryland Institute College of Art di Baltimora, dove nel 1967 gli fu offerto un posto nel programma di Master of Fine Arts con incarico di professore associato.

Baltimora e il passaggio al fotorealismo

L'opera di Salt in quel periodo risentiva dell'influenza sia dell'espressionismo astratto che della Pop art, i due movimenti artistici di spicco dell'epoca. Insoddisfatto all’idea di doversi limitare a scegliere quale stile adottare tra quelli già esistenti, tuttavia, Salt cercò un’identità artistica propria e fu incoraggiato a esplorare un’ampia varietà di stili e tecniche da Grace Hartigan, che era a capo del programma di laurea a Baltimora e che ebbe un’influenza determinante sugli esordi della carriera di Salt.

Fu in quel periodo che Salt scoprì nella biblioteca dell’università di Baltimora il libro Contemporary Photographers towards a Social Landscape, che raccoglieva le opere dei fotografi Garry Winogrand e Lee Friedlander. Colpito dal modo in cui lo stile documentaristico di quei fotografi li liberava dalla necessità, dettata dall’autocoscienza, di adottare una tecnica artistica, Salt fotocopiò il libro con l’intenzione di dipingere alcune delle immagini in esso contenute.

Il dipinto di Salt Untitled (1967) fu un’opera fondamentale in questo senso, essendo basato molto da vicino sulla fotografia di Winogrand New York City (1959); entrambi presentavano un’immagine fortemente ingrandita dell’interno di un’auto vista dall’esterno. Nonostante l’elevatissimo grado di somiglianza tra le composizioni, il dipinto di Salt era comunque chiaramente un’interpretazione artistica della fotografia. Salt si rese conto che, se voleva eliminare ogni traccia di espressionismo dal proprio lavoro, doveva riprodurre l’immagine nel modo più fedele possibile; la sua serie successiva di dipinti, la prima del suo stile maturo, comprendeva una serie di quadri raffiguranti i rivestimenti interni di automobili riprodotti direttamente da un catalogo Buick.

Alex Katz, nel valutare il lavoro di Salt in qualità di consulente esterno del college, tralasciò le opere espressioniste dell’artista prima di commentare le opere dedicate alla Buick dicendo: «Oh, queste sono migliori. Forse non sono nemmeno arte».

New York

Inizialmente Salt aveva programmato di tornare in Inghilterra al termine del suo corso a Baltimora nel 1969, ma quando due delle sue opere dedicate alla Buick furono acquistate da un influente mercante d’arte di New York, seguì il consiglio di Hartigan e e invece si trasferì lì.

A New York il lavoro di Salt si allontanò dalle precedenti rappresentazioni levigate e consumistiche degli interni delle auto, poiché iniziò a basare i suoi dipinti sulle proprie fotografie. Inizialmente queste opere raffiguravano scorci esterni di veicoli piuttosto malandati, ma dopo la scoperta di una discarica sotto il Ponte di Brooklyn, il suo lavoro iniziò a presentare immagini di auto contorte e distrutte in modo quasi violento.

A New York Salt strinse inoltre un rapporto con il mercante d’arte Ivan Karp, che stava per aprire una propria galleria e che avrebbe creato un portfolio di artisti legati al nascente movimento fotorealista. Salt tenne la sua prima mostra personale a New York nel 1969 e nel 1972 partecipò alla mostra documenta 5 a Kassel, in Germania, dove la corrente fotorealista acquisì per la prima volta una visibilità internazionale; da allora ha esposto ampiamente in tutto il mondo.

La tecnica e lo stile di Salt si svilupparono nei primi anni Settanta. Sotto l’influenza di John Clem Clarke, iniziò a utilizzare sempre più spesso un aerografo al posto della pistola a spruzzo, avvalendosi di stencil per ottenere il livello di dettaglio e precisione che cercava. Anche la sua tematica si ampliò fino a includere furgoni e case mobili, con l’uso delle sue stesse fotografie che favoriva una composizione volutamente informale, simile a uno scatto istantaneo.

Ritorno in Inghilterra

Salt tornò in Inghilterra nel 1978 e si stabilì a Bucknell, nello Shropshire. Tuttavia, il suo lavoro in Inghilterra continuò a rappresentare in gran parte scene americane. Salt ha spiegato: «Penso che, in un certo senso, [l’America] abbia quella qualità distaccata che mi piace molto, e inoltre la luce è molto più nitida, si ottiene una luce incredibilmente chiara, molto più intensa; in Gran Bretagna è molto più morbida, non ha proprio quel taglio netto, un taglio netto sotto ogni aspetto, sia nella luce che nei soggetti». In un'altra occasione ha commentato: «Ho cercato disperatamente di dipingere soggetti britannici. È tutto così ordinato».

Durante gli anni ’80 Salt passò dall’uso dei colori acrilici a quello della caseina a base d’acqua, principalmente per motivi di salute piuttosto che per una questione di stile. Il suo lavoro continuò inoltre ad ampliarsi nella portata, con una crescente attenzione al paesaggio e al contesto dei suoi soggetti, al punto che in alcune opere successive, come Catskill Cadillac, il soggetto «non tanto affonda nel paesaggio quanto ne è nascosto».

Salt continuò a vivere e a dipingere nello Shropshire fino alla sua morte, avvenuta il 13 dicembre 2021, all’età di 84 anni.

Opere

Le immagini di Salt raffigurano generalmente auto distrutte e roulotte fatiscenti in località semi-rurali degli Stati Uniti. Sono realizzate a partire da fotografie, proiettando diapositive su tela e utilizzando un aerografo e stencil per riprodurre il colore, un processo meticoloso che può richiedere fino a due anni per essere completato.

Il risultato è che i quadri di Salt presentano un livello estremo di dettaglio e precisione che conferisce loro un senso di realtà accentuato ed elimina, per quanto possibile, l’espressione personale dell’artista.

L’opera di Salt è stata accusata di voyeurismo per le sue rappresentazioni impersonali e spietatamente oggettive di stili di vita emarginati, cosa che egli stesso ha in parte riconosciuto:

«Non mi piace scattare fotografie perché ti mette in situazioni che possono diventare conflittuali o imbarazzanti. Il mio ideale sarebbe una situazione alla “Bella Addormentata”, in cui per un giorno tutti si addormentassero e io potessi semplicemente andare in giro a scattare foto. Sarebbe l’ideale.»

L'eredità di John Salt continua a vivere in un pub intitolato in suo onore, il “John Salt”, nel quartiere di Islington/Angel a Londra.

Note

  1. 1 2 3 (EN) Follow Coventry Live on socials, su www.coventrytelegraph.net. URL consultato il 10 agosto 2026.
  2. ↑ (EN) John Cornall, Impressive art taken with a pinch of Salt, in Birmingham Post, 28 marzo 2001, p. 16.
  3. 1 2 3 4 5 (EN) Linda Chase, Early Years, in John Salt: The Complete Works 1969–2006, London, Philip Wilson Publishers, 2007, pp. 15–29, ISBN 978-0-85667-634-5.
  4. ↑ (EN) Biography for John Salt, su bmagic.org.uk, Birmingham Museums & Art Gallery Information Centre. URL consultato il 21 ottobre 2005.
  5. ↑ (EN) Maryland Institute College of Art, su Maryland Higher Education Commission. URL consultato il 10 agosto 2026.
  6. ↑ (EN) An Optical Illusion at the Southampton City Art Gallery, su culture24.org.uk, Culture24. URL consultato il 27 novembre 2009.
  7. ↑ (EN) John Salt – Biography, su meiselgallery.com, Louis K. Meisel Gallery, New York. URL consultato il 20 ottobre 2007 (archiviato dall'url originale il 4 novembre 2006).
  8. ↑ (EN) Linda Chase, Elegy in an Auto-graveyard, in John Salt: The Complete Works 1969–2006, London, Philip Wilson Publishers, 2007, pp. 45–59, ISBN 978-0-85667-634-5.
  9. 1 2 (EN) John Salt (English, born 1937), su nationalgalleries.org, National Galleries of Scotland. URL consultato il 21 ottobre 2007.
  10. ↑ (EN) John Salt, su plusonegallery.com, Plus One Gallery, London. URL consultato il 20 ottobre 2007.
  11. 1 2 3 (EN) Linda Chase, Momento Mori, in John Salt: The Complete Works 1969–2006, London, Philip Wilson Publishers, 2007, pp. 61–76, ISBN 978-0-85667-634-5.
  12. ↑ (EN) Linda Chase, 1990s and beyond, in John Salt: The Complete Works 1969–2006, London, Philip Wilson Publishers, 2007, p. 82, ISBN 978-0-85667-634-5.
  13. ↑ (EN) Simon Chapman, John Salt obituary, in The Guardian, 5 gennaio 2022. URL consultato il 5 gennaio 2022.
  14. ↑ (EN) An Optical Illusion at the Southampton City Art Gallery, su culture24.org.uk, 24 Hour Museum. URL consultato il 21 ottobre 2007.

Bibliografia

Collegamenti esterni

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