
Jonas Hanway (Portsmouth, 12 agosto 1712 – Londra, 5 settembre 1786) è stato un mercante, scrittore e filantropo britannico.
Noto per essere stato il primo uomo londinese ad utilizzare un ombrello in pubblico e per la sua opposizione al consumo del tè. È autore di circa settantaquattro pubblicazioni, prevalentemente opuscoli su temi sociali vari. Tra le sue opere principali si annovera la Historical Account of British Trade over the Caspian Sea, with a Journal of Travels, etc. (Londra, 1753). Si impegnò inoltre a favore del Foundling Hospital di Londra, documentando l'operato dell'istituto e confrontandolo con strutture simili presenti in Europa.
Hanway nacque a Portsmouth; alla morte del padre, la famiglia si trasferì a Londra. Nel 1729 fu apprendista a Lisbona presso un mercante. Nel 1743, divenuto socio di un commerciante di San Pietroburgo, viaggiò attraverso la Russia e la Persia. Durante il viaggio subì il sequestro delle sue merci da parte di Mohammed Hassan Beg, recuperate successivamente sotto la protezione di Nadir Shah. Sul percorso di ritorno affrontò diverse difficoltà, tra cui malattie e pirati; fece ritorno a San Pietroburgo nel 1745 e ancora nel 1750 per un viaggio in Germania e Paesi Bassi. Da allora visse principalmente a Londra, dove fu noto per i suoi resoconti di viaggio e la dedizione alla filantropia.
Nel 1756 fondò la Marine Society per il reclutamento navale. Nel 1758 fu governatore del Foundling Hospital, divenendone vicepresidente dal 1772. Fu promotore della fondazione del Magdalen Hospital e introdusse nel 1761 un sistema più efficiente di registrazione delle nascite a Londra. Dal 1762 al 1783 fu commissario per l'approvvigionamento della Royal Navy. Morì celibe e fu sepolto a St. Mary’s, Hanwell; un monumento in sua memoria si trova nell'Abbazia di Westminster.
Hanway fu probabilmente il primo uomo a portare pubblicamente un ombrello a Londra. La sua abitudine, introdotta intorno al 1750, destò grande scalpore: l’ombrello era allora considerato un oggetto “continentale”, tipicamente francese o femminile, e quindi poco virile. Durante le sue passeggiate per le strade della capitale veniva regolarmente schernito e insultato dai vetturini di carrozza, che vedevano nell’ombrello una minaccia ai loro guadagni nei giorni di pioggia. Si racconta che gli gridassero «Frenchman! Why don’t you call a coach?» (“Francese! Perché non prendi una carrozza?”), sottolineando il carattere straniero e poco maschile della sua scelta. Nonostante le derisioni e gli insulti, Hanway continuò a portare l’ombrello per oltre trent’anni, diventando un simbolo di eccentricità e perseveranza. L’uso costante da parte sua contribuì, col tempo, a normalizzarne l’adozione tra gli uomini londinesi. Secondo Sangster, egli lo faceva anche per motivi di salute e pulizia personale, per evitare di bagnarsi e di rovinare gli abiti o le parrucche allora in voga.
Si oppose inoltre alla consuetudine del vail-giving (mance) e lottò contro il consumo di tè, polemizzando con Samuel Johnson e Oliver Goldsmith. Si prodigò a favore dei giovani spazzacamini, sostenne la reclusione in isolamento e si oppose alla naturalizzazione degli ebrei stranieri.
Nel 1756 pubblicò An Essay on Tea, opera in cui denunciava il tè come nocivo per la salute pubblica e dannoso per l'economia nazionale. Sosteneva che il tè provocasse alito cattivo, deturpazione dei tratti somatici e indebolisse i nervi; il commercio del tè, secondo Hanway, impoveriva il Paese. Fu protagonista di una nota polemica con Samuel Johnson, che replicò sulla Literary Magazine.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 64015807 · ISNI (EN) 0000 0000 8388 5174 · SBN NAPV215386 · CERL cnp02308859 · LCCN (EN) n85024892 · GND (DE) 118839462 · BNF (FR) cb12005301t (data) · J9U (EN, HE) 987007280734305171 · CONOR.SI (SL) 82299235 |
|---|