| Joseph Berchtold | |
|---|---|
| 2º Reichsführer delle SS | |
| Durata mandato | 15 aprile 1926 – 1º marzo 1927 |
| Predecessore | Julius Schreck |
| Successore | Erhard Heiden |
| Dati generali | |
| Partito politico | Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori |
| Professione | giornalista |
| Joseph Berchtold | |
|---|---|
| Nascita | Ingolstadt, 6 marzo 1897 |
| Morte | Herrsching am Ammersee, 23 agosto 1962 |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Schutzstaffel Heer |
| Anni di servizio | 1915-1918 1926-1945 |
| Grado | SA-Obergruppenführer Reichsführer-SS Hauptmann der Reserve |
| Guerre | Prima guerra mondiale Seconda guerra mondiale |
| Campagne | Fronte occidentale (1914-1918) |
| Comandante di | Schutzstaffel (Reichsführer 1926-1927) |
| Decorazioni | Croce di Ferro di I Classe |
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Joseph Berchtold (Ingolstadt, 6 marzo 1897 – Herrsching am Ammersee, 23 agosto 1962) è stato un generale e giornalista tedesco secondo Reichsführer-SS dal 1926 al 1927. Tra i primi membri di spicco del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, fu cofondatore delle Sturmabteilung (SA) e delle Schutzstaffel (SS).
Prestò servizio durante la prima guerra mondiale, dopo la sconfitta della Germania aderì al Partito dei Lavoratori Tedeschi (DAP), piccola organizzazione di estrema destra che successivamente cambiò nome in Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (NSDAP). Ricoprì la carica di comandante delle SS dall'aprile 1926 al marzo 1927. Dopo essersi dimesso dalla guida delle SS, si dedicò principalmente all'attività giornalistica per riviste e quotidiani di partito.
Fu l'unico Reichsführer-SS a sopravvivere al conflitto.
Nacque a Ingolstadt il 6 marzo 1897 e frequentò le scuole a Monaco di Baviera dal 1903 al 1915. Durante la prima guerra mondiale prestò servizio nell'Esercito bavarese, congedandosi con il grado di Leutnant. Terminata la guerra, studiò economia presso l'Università Ludwig Maximilian di Monaco e iniziò a lavorare come giornalista.
All'inizio del 1920 aderì al Partito dei Lavoratori Tedeschi (DAP), mantenendo l'adesione anche quando la formazione politica divenne il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (NSDAP). Divenne quindi tesoriere del partito, incarico da cui si dimise alla fine di luglio del 1921.
Rientrato nel partito nel 1922, entrò a far parte delle Sturmabteilung (SA), l'ala paramilitare creata per mantenere l'ordine durante i comizi nazisti. Nel 1923 Adolf Hitler, alla guida del partito dal 1921, ordinò la formazione di una piccola unità di scorta personale destinata a sostituire le guardie ordinarie, ritenute poco affidabili. L'unità era inizialmente composta da otto uomini, comandati da Julius Schreck e dallo stesso Berchtold, e prese il nome di Stabswache; nel corso dello stesso anno fu ribattezzata Stoßtrupp-Hitler.
Il 9 novembre 1923 lo Stoßtrupp, insieme alle SA e ad altre formazioni paramilitari, prese parte al putsch di Monaco. L'operazione mirava a prendere il controllo di Monaco e della Baviera per poi marciare su Berlino, prendendo a modello la marcia su Roma di Benito Mussolini. Il colpo di Stato fallì, provocando la morte di 16 nazisti, 3 agenti di polizia e un passante. In seguito al fallito putsch, Hitler e gli altri dirigenti furono reclusi nel carcere di Landsberg, mentre l'NSDAP e le sue organizzazioni collegate vennero dichiarate fuorilegge e sciolte d'ufficio.
Berchtold riparò in Austria. Nel 1924 venne processato e condannato in contumacia dal Tribunale speciale del Popolo di Monaco per il ruolo svolto nel putsch. Durante la permanenza in Austria continuò a militare clandestinamente nel partito. Al momento della scarcerazione di Hitler, avvenuta il 20 dicembre 1924, ricopriva il ruolo di dirigente distrettuale dell'NSDAP in Carinzia ed era a capo delle locali SA.
Dopo la rifondazione del partito, avvenuta il 20 febbraio 1925, si iscrisse nuovamente ottenendo la tessera numero 964. Nel marzo 1926 rientrò a Monaco dall'Austria e poco dopo assunse la guida delle SA cittadine.
Il 15 aprile 1926 succedette a Schreck alla testa delle Schutzstaffel (SS), reparto d'élite sottoposto all'autorità delle SA. Berchtold modificò la denominazione della carica in Reichsführer-SS e introdusse nuove norme per definire il ruolo dell'organizzazione, stabilendo che essa non fosse «né un'organizzazione militare né un gruppo di parassiti, ma una piccola squadra di uomini su cui il nostro movimento e il nostro Führer possono contare», precisando inoltre che i membri dovevano sottostare esclusivamente alla «disciplina di partito».
Nonostante la gestione ritenuta migliore rispetto a quella del predecessore, Berchtold non riuscì a ridimensionare l'influenza dei quadri di partito. Frustrato nei tentativi di rendere le SS più autonome e in disaccordo con la subordinazione alle SA, il 1º marzo 1927 cedette la guida dell'organizzazione al suo vice Erhard Heiden.
Nel 1927 divenne uno dei principali redattori del quotidiano di partito Völkischer Beobachter. Dal 1928 al 1945 fece parte dei quadri delle SA presso lo stato maggiore del comando supremo (OSAF). Nel 1934 fu nominato vicedirettore permanente del Völkischer Beobachter, operando negli anni seguenti prevalentemente come giornalista e propagandista. Nel 1928 fondò il giornale Der SA-Mann, pubblicato dall'OSAF, di cui fu il principale redattore fino al gennaio 1938; collaborò inoltre con varie altre testate della stampa nazista.
Gli altri incarichi pubblici ricoperti durante l'esistenza del Terzo Reich ebbero rilievo secondario: dal marzo 1934 alla fine della guerra fu consigliere comunale a Monaco di Baviera, il 15 novembre 1935 venne nominato senatore della Cultura del Reich e dal 6 marzo 1936 fece parte del circolo culturale delle SA. Il 29 marzo 1936 fu eletto deputato al Reichstag per la circoscrizione del Baden, mantenendo il seggio fino alla caduta del regime. Dal 29 aprile 1940 prestò servizio temporaneo come Hauptmann di riserva nella Wehrmacht.
Nel 1945 fu arrestato e internato a Oberpfaffenhofen. Successivamente scarcerato, morì il 23 agosto 1962 a Herrsching am Ammersee, nei pressi di Monaco di Baviera.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 70037953 · ISNI (EN) 0000 0000 1737 6582 · GND (DE) 130453188 |
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