Josephine Dubray

Josephine Dubray (Parigi, 31 gennaio 1818 – Vienna, 9 febbraio 1903) è stata una fotografa francese.

La sua storia è emblematica di come la diffusione del dagherrotipo sia stata rapidissima in tutta Europa, in questo caso nell'Italia centrale, dove la Dubray, allieva di Louis Daguerre e fotografa ambulante, come si diceva allora, arrivò a Genova, proseguendo per l'Emilia e toccando anche Firenze, seppur per pochissimo tempo, portando con sé la grande novità che avrebbe rivoluzionato la percezione dell'immagine.

Biografia

Figlia di Jean Pierre Dubray e di Marie Josephine Louise Fourcade, Josephine Gabrielle Angelique Dubray appartiene ad una famiglia di artisti. Infatti sia il padre che il fratello Vital Gabriel (1813-1892) furono entrambi scultori. Il fratello verrà insignito della Legion d'onore.

Il viaggio di Josephine iniziò nel 1842 quando arriva a Genova e nello stesso anno partorirà un bambino del quale non si conosce il padre ed assumerà il cognome della madre, Luigi Augusto Dubray (1842-1900) che diverrà anche lui fotografo.

Dal 1844 al 1846 Dubray si mosse in varie città emiliane, Parma, Forlì, Bologna e Cesena. In ogni città pubblicizzò la propria attività ed in molti si fecero fotografare da lei. Ad esempio, ecco l'avviso pubblicato sia sulla Gazzetta di Parma che su Il Facchino, "giornale di scienze, lettere ed arti":

«La signora Giuseppina De-Bruy ritrattista, col metodo Dagguerrotipo, la quale trovasi già da tre settimane circa in questa Città, e che ha dato saggio di non comune abilità, massimamente nei Ritratti delle Signore, riusciti tutti somigliantissimi, sta ora per partire, e ne dà avviso perché quelli che decidessero valersi dell’opera sua, lo facciano senza indugio. Essa dimora in casa Grassetti, borgo Felino, al piano terreno»

Da un'altra testimonianza, tratta dal volume Fotografia e Fotografi a Bologna 1839-1900 a cura di Giuseppina Benasatti e Angela Tromellini, si apprende che:

«La suddetta lavora con le ultime nuove scoperte recentemente inventate, e che accrescono la bellezza del lavoro […]. I Ritratti si fanno tutti i giorni dalle otto della mattina sino alle cinque pomeridiane per qualunque tempo, meno quello della pioggia. La Signora Dubray si offre a dare lezioni ai dilettanti, ed ha anche una macchina completa da vendere»

In questi viaggi, come a Bologna nel 1844, sappiamo che, oltre a fotografare, la Dubray insegnò i vari procedimenti fotografici e la teoria e la pratica della fotografia con il dagherrotipo. Ancora nel 1844 andò a Firenze come riporta una notizia della Gazzetta di Firenze. L'anno successivo la troviamo a Forlì dove ottenne una presentazione perché il padre della storica Zellide Fattiboni, che anni dopo pubblicherà importanti memorie per la conoscenza del territorio cesenate, l'aiuti nella sua professione e le trovi i clienti.

Ed è proprio a Cesena che Dubray conobbe e si innamorò di Antonio Pio, pittore cesenate formatosi all'Accademia nazionale di San Luca di Roma, allievo di Tommaso Minardi. Nel 1847 nacque il figlio Alberto al quale Antonio Pio diede il nome ma venne registrato come illegittimo perché la coppia non era sposata. La nascita avvenne a Milano dove la coppia risiedeva e che non farà più ritorno a Cesena. Il laboratorio cesenate verrà ceduto nel 1856 a Luigi Zanoli che continuerà l'attività di fotografo.

Pio e Dubray si sposarono nel 1865 a Parigi, dove Antonio morirà il 30 dicembre 1871, come del resto è accertato nel suo certificato di morte, nonostante molte siano le biografie che continuano a citare Londra quale luogo del suo decesso. Successivamente alla morte del pittore, le notizie su Josephine saranno estremamente scarse, è noto che, dal certificato di matrimonio del figlio Alberto, avvenuto nel 1886, che lei era ancora viva ed era residente a Vienna, dove morirà il 9 febbraio 1903, secondo il certificato di morte a nome di "Pio Josefine, geboren Dubray", nel registro al n. 43.

Tutta l'attività fotografica della Dubray sembra essere andata perduta. Ciò che rimane è il coperchio di una scatola, conservata presso la Biblioteca comunale Mozzi Borgetti di Macerata, che riporta la frase:

Il coperchio di una scatola di fotografie di Josephine Dubray. Tutto ciò che rimane della sua attività di fotografa
«GIUSEPPINA DUBRAY

DI PARIGI
ESEGUISCE
RITRATTI AL
DAGHERROTIPO
In Contrada del Teatro n.27. 1. piano»

Potrebbe forse trattarsi della Contrada del Teatro d'Angennes a Torino, non più esistente. Corrisponde al tratto di via Principe Amedeo, compreso fra la piazza Carignano e piazza Vittorio Veneto.

Il figlio Alberto, architetto, dopo aver vissuto e lavorato a lungo a Vienna, farà ritorno a Genova nel 1906 dove morirà nel 1911 mentre il figlio Luigi arriverà a Milano nel 1875 dove sposerà Pompea Ottino dalla quale avrà tre figli. In Corso Venezia rileverà lo studio fotografico di Francesco Maderni nel 1890 e dove morirà nel 1900. L'Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna conserva la foto, scattata nel 1899, dell'ultima discendente della famiglia, Maria Pescio-Pio, deceduta a Genova nel 1948.

Note

  1. ↑ Dal 1 al 31 maggio 1846. Prime fotografie di Bologna, su Bologna Online. Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi, Biblioteca Salaborsa, 15 giugno 2019, ultimo aggiornamento 8 febbraio 2024. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  2. ↑ Gazzetta di Parma del 3 luglio 1944, cit. in Rosati 1990, p. 56, ripreso da Lelli Mami 2018.
  3. ↑ Il Facchino, 20 luglio 1944, cit. in Rosati 1990, p. 56, ripreso da Lelli Mami 2018.
  4. ↑ Tromellini e Spocci 1992, p. 40
  5. ↑ (FR) Pio - 2915, in Paris Archives - 1871, Dècés, 09, 30 dicembre 1871, p. 18. URL consultato il 4 gennaio 2025 (archiviato dall'url originale il 26 gennaio 2025).
  6. ↑ Antonio Pio, da Cesena a Londra, in Il Romagnolo, 11 settembre 2022. URL consultato il 23 dicembre 2022.
  7. ↑ (DE) Sterbebuch 1903-1904, in Data Matricula Online, Vienna, 1903, p. 10, registrato al n. 43. URL consultato il 5 gennaio 2025.
  8. ↑ Vie e luoghi della vecchia Torino che non ci sono più o hanno cambiato nome, ma non sono stati dimenticati., in Atlante di Torino, le antiche vie. URL consultato il 5 dicembre 2019.
  9. ↑ (DE) Albert Pio, in Architektenlexikon Wien 1770-1945, 2009. URL consultato il 2 dicembre 2019.
  10. 1 2 Guia Lelli Mami, Da Parigi con dagherrotipo, in IBC. Informazioni commenti inchieste sui beni culturali, 1, anno XXVI, Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali, Regione Emilia Romagna, 2018. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  11. ↑ Mosè Franchi, Il viaggio in Italia di Josephine Dubray, in Image Mag, 30 gennaio 2022. URL consultato il 4 gennaio 2023.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti