| Jours de France | |
|---|---|
| Lingua originale | francese |
| Paese di produzione | Francia |
| Anno | 2016 |
| Durata | 137 min |
| Rapporto | 2,35:1 |
| Genere | drammatico |
| Regia | Jérôme Reybaud |
| Sceneggiatura | Jérôme Reybaud |
| Produttore | Chaz Productions, Groupe TSF, Film Factory |
| Distribuzione in italiano | KMBO |
| Fotografia | Sabine Lancelin |
| Montaggio | Martial Salomon |
| Musiche | Léonard Lasry |
| Scenografia | Isabelle Voisin |
| Costumi | Didier Dahon |
| Interpreti e personaggi | |
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Jours de France (titolo internazionale: Four Days in France) è un film del 2016 scritto e diretto da Jérôme Reybaud, di cui è l'opera prima.
Pierre, Parigino sulla trentina, abbandona senza preavviso il compagno Paul, fuggendo nel cuore della notte dalla casa in cui i due convivono. Con solo una piccola valigia e il suo smartphone, parte a bordo della propria auto per un viaggio senza una meta precisa, guidato solo dall’impulso di allontanarsi dalla routine e di ritrovare sé stesso; durante il tragitto utilizza Grindr, un'app per incontri gay geolocalizzati, al fine di procurarsi rapporti sessuali occasionali. Paul, sconvolto dalla sparizione del compagno, decide di seguirne gli spostamenti proprio attraverso l’app, interpretando gli indizi lasciati da Pierre e cercando di stargli dietro.
Lungo il percorso, Pierre attraversa regioni rurali, città di provincia, zone boschive e piccoli villaggi, incontrando una serie di personaggi eccentrici e solitari: un ventenne che gli offre ospitalità in uno squallido quartiere periferico, una donna misteriosa che vive isolata in una villa, una cantante fallita, un uomo ossessionato dall'odore altrui e una ladruncola che gli ruba ogni suo avere. Attraverso questi incontri casuali, le conversazioni enigmatiche e i momenti di solitudine, Pierre riflette sulla propria identità e sulle ragioni del suo distacco, mentre Paul si confronta con la perdita e con il bisogno di capire cosa li abbia condotti alla separazione.
Arrivato dopo quattro giorni al confine tra Francia e Italia, Pierre decide di tornare indietro; poco dopo ritrova Paul, e i due si scambiano un momento di tenerezza che sembra preludere al loro ricongiungimento; poco dopo è tuttavia Paul a lasciare Pierre da solo, per seguire la stessa app di incontri.
Il film è una produzione di Chaz Productions insieme a Groupe TSF e Film Factory. Le musiche sono firmate da Léonard Lasry. Le riprese attraversano varie regioni francesi, con paesaggi rurali, valli e piccoli borghi, che contribuiscono a creare l’atmosfera dilatata e contemplativa del viaggio.
Jours de France è stato presentato per la prima volta alla Settimana della Critica della Mostra del Cinema di Venezia 2016.
Il film è stato distribuito in Europa da KMBO. In Italia il film non ha avuto una distribuzione commerciale ampia, ma è stato presentato in alcuni festival cinematografici.
Jours de France ha ricevuto un'accoglienza generalmente positiva dalla critica internazionale, che ha apprezzato soprattutto il tono contemplativo del film, la fotografia e l'originalità del viaggio narrativo.
Sul sito aggregatore Rotten Tomatoes, il film detiene un indice di gradimento pari al 91% sulla base di 22 recensioni critiche, con una media che riflette un apprezzamento diffuso per la regia di Reybaud e per la delicatezza con cui viene costruito il mondo del protagonista. Alcuni critici hanno sottolineato la “dolcezza” e la “cura” con cui il regista mette in scena incontri casuali, relazioni fugaci e momenti di sospensione, interpretandoli come tasselli di una riflessione più ampia sul desiderio e sulla solitudine contemporanea.
Non sono mancate, tuttavia, osservazioni più critiche. La rivista Video Librarian ha definito il film “eccessivamente lungo”, riferendosi alla durata superiore alle due ore, e ha evidenziato come alcune sequenze privilegino la contemplazione paesaggistica più della progressione narrativa.
In Italia, SPIweb ha accolto positivamente il film, descrivendolo come “acuto, ironico e intelligente”, e leggendo l’uso dell’app di incontri Grindr come una metafora esistenziale più che come un semplice dispositivo narrativo. La critica mette in luce come la struttura del film, fatta di silenzi, incontri enigmatici e dialoghi ellittici, contribuisca a costruire un ritratto sfaccettato dell'identità e del desiderio.