Joye Hummel

Hummel al San Diego Comic-Con del 2018

Joye Evelyn Hummel (Long Island, 4 aprile 1924 – Winter Haven, 5 aprile 2021) è stata una fumettista statunitense, nota per essere stata la ghostwriter di oltre 70 storie di Wonder Woman tra il 1944 e il 1947.

Hummel, impiegata come dattilografa dall'età di 19 anni, è subentrata alla sceneggiatura di Wonder Woman dopo l'insorgere del cancro alla pelle terminale del suo autore, William Moulton Marston, ma ha smesso dopo la morte di quest'ultimo, nel 1947, e i suoi contributi sono divenuti noti solo nel 2014 grazie al libro di Jill Lepore The Secret History of Wonder Woman.

Biografia

Primi anni

Nata a Long Island, New York, dai proprietari di una catena di negozi d'alimentari, unica figlia della coppia, ha frequentato il liceo a Freeport e successivamente il Middlebury College, che tuttavia ha in seguito abbandonato per tenere compagnia alla madre dopo il divorzio dei genitori.

Carriera

Diplomatasi alla Katharine Gibbs secretarial school di Manhattan nel marzo 1944, Hummel si è contraddistinta come miglior studentessa del corso di psicologia tenutovi dal co-autore di Wonder Woman William Moulton Marston che, rimasto colpito dalle capacità di scrittura da essa dimostrate durante i test, le ha conferito il voto più alto mai dato a un suo studente e, dopo averle offerto un tè all'Harvard Club l'ha assunta come sua assistente personale nel proprio studio, nonostante la ragazza non avesse mai letto un fumetto prima di allora. Inizialmente incaricata di dattilografare le sceneggiature, Hummel è finita a scriverne oltre 70, venendo retribuita 50 dollari per ciascuna.

Quando Marston si è ammalato di quella che inizialmente è stata diagnosticata come poliomelite Hummel ha preso il suo posto facendogli da ghostwriter a partire dal numero 12 di Wonder Woman (marzo 1945) e, tre anni dopo il suo insediamento come autrice, il personaggio raggiunge un enorme successo. Nel 1947, poco dopo la sua luna di miele, Hummel ha smesso di scrivere Wonder Woman, ufficialmente per passare più tempo con la figliastra, sebbene in una successiva intervista abbia rivelato che la vera ragione fosse l'amarezza dovuta alle pressioni mosse dai nuovi editori nel rimuovere le tematiche femministe tanto care a Marston dopo la morte di quest'ultimo, dichiarando che: «anche se non me ne fossi andata a causa della mia nuova figlia, mi sarei dimessa se mi fosse stato detto che dovevo rendere [Wonder Woman] una superdonna con un pensiero e un comportamento maschile». Successivamente è diventata una agente di borsa.

Hummel è stata la prima donna a scrivere storie per Wonder Woman ma all'epoca non ha ricevuto alcun riconoscimento in quanto i primi albi della testata sono stati tutti pubblicati con lo pseudonimo di "Charles Moulton". I suoi contributi sono stati in seguito portati alla luce grazie alle ricerche effettuate da Jill Lepore per la stesura del suo libro del 2014 The Secret History of Wonder Woman, portando Hummel a venire contattata dallo Smithsonian Institution con la richiesta di poter esporre i due raccoglitori contenenti i numeri di Wonder Woman da lei scritti, nonché da Mark Evanier, desideroso di intervistarla per documentare i primi anni del fumetto statunitense. Nel 2018 è stata insignita del Bill Finger Award ed invitata come ospite d'onore al San Diego Comic-Con International.

Vita privata

Hummel ha sposato il suo primo marito, David W. Murchison, nel 1947 e, oltre ad acquisire una figliastra, da lui ha avuto due figli, Robb e David Jr.; rimasta vedova nel 2000, due anni dopo si è risposata con Jack Kelly, con cui ha convissuto in Florida per gli ultimi anni della sua vita adottando il nome di Joye Murchison Kelly.

Il 5 aprile 2021, un giorno dopo il suo 97º compleanno, è morta nella sua casa a Winter Haven.

Note

  1. ↑ (EN) Mark Evanier, Joye Murchison Kelly, R.I.P., su Newsfromme. URL consultato il 6 aprile 2021 (archiviato il 7 aprile 2021).
  2. ↑ (EN) Waltraud Maierhofer e Beth Widmaier Capo, Reproductive Rights Issues in Popular Media: International Perspectives, McFarland, 9 giugno 2017, ISBN 9781476630069. URL consultato il 18 ottobre 2020 (archiviato il 28 aprile 2024).
  3. ↑ (EN) Carolyn Cox, The Surprising Origins of Wonder Woman, su The Mary Sue, 7 febbraio 2017. URL consultato il 25 marzo 2018 (archiviato il 7 febbraio 2017).
  4. ↑ (EN) The Secret History of Wonder Woman, New York, Alfred A. Knopf, 2014, ISBN 978-0-385-35404-2.
  5. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 (EN) Harrison Smith, Joye Hummel, first woman hired to write Wonder Woman comics, dies at 97, in The Washington Post, 8 aprile 2021. URL consultato l'11 aprile 2021 (archiviato il 12 aprile 2021).
  6. 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Peter Rowe, Wonder Woman's other woman: Joye Murchison Kelly's overdue tribute at Comic-Con, in The San Diego Union-Tribune, 22 luglio 2018. URL consultato l'11 aprile 2021 (archiviato l'11 aprile 2021).
  7. 1 2 3 4 5 6 (EN) Michael Cavna, She was the 'secret' Wonder Woman writer in the 1940s. Here's how she finally got her due at 94., in The Washington Post, 8 aprile 2021. URL consultato l'11 aprile 2021 (archiviato il 9 aprile 2021).
  8. ↑ (EN) Matthew J. Brown, Love Slaves and Wonder Women: Radical Feminism and Social Reform in the Psychology of William Moulton Marston, vol. 2, n. 1, Feminist Philosophy Quarterly, 2016, DOI:10.5206/fpq/2016.1.1 (archiviato il 15 agosto 2020).
  9. ↑ (EN) 14 Things You May Not Know about Wonder Woman, su epicstream.com. URL consultato il 25 marzo 2018 (archiviato il 27 marzo 2016).
  10. ↑ (EN) Who's Who bio, su www.bailsprojects.com. URL consultato il 25 marzo 2018 (archiviato il 25 marzo 2018).
  11. ↑ (EN) Kathy Leigh Berkowitz, Early Wonder Woman writer lives in Winter Haven, su Haven, 1º gennaio 2017. URL consultato il 25 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 26 marzo 2019).
  12. ↑ (EN) Betty…Rosie…Please Meet My Dear Friend – Diana Prince | The War In My Kitchen, su www.thewarinmykitchen.com, 4 luglio 2017. URL consultato il 25 marzo 2018 (archiviato il 25 marzo 2018).
  13. ↑ (EN) Joye Murchison Kelly, Dorothy Roubicek Woolfolk to Receive 2018 Bill Finger Award, su comic-con.org, San Diego Comic-Con International, 2018 (archiviato il 5 febbraio 2019).

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